Embargo Siae alle società d’autori russe. “Mogol: gli artisti non hanno colpe”. Pagano quelle di Putin

2 Mar 2022 16:06 - di Giulia Melodia
Mogol

Embargo Siae alle società d’autori russe. Il presidente Mogol precisa: gli autori non hanno colpe. Ma sta succedendo sempre più spesso che paghino per conto della follia strategica di Putin. La guerra delle sanzioni passa anche per percorsi culturali e spettacolari. Quelli che conducono a una frontiera estrema dove avere un passaporto russo significa essere messo all’indice. Certo, l’orrore messo in campo dal presidente Putin fa paura. Scatena rabbia. Provoca dolore. Suscita indignazione e sdegno. Ma i cittadini russi non sono diretta emanazione o cloni del loro leader. E di sicuro non sono i soldati dell’Armata rossa (che pure vantano tra le loro fila i dissidenti). Eppure continuano a moltiplicarsi le operazioni di embargo contro di loro: e in questi giorni, dopo la ferma presa di posizione assunto dal mondo dello sport. Dopo calciatori e pallavolisti, tocca agli artisti. Così ieri la Siae si è schierata a fianco della popolazione ucraina, sospendendo i pagamenti alle società d’autore russe.

Mogol sulla guerra in Ucraina, la Siae sospende i pagamenti alle società d’autori russe

Dunque, il conflitto invade anche la cultura e il mondo imprenditoriale che ruota attorno ad essa. Dalla Siae stop ai pagamenti alle società d’autore russe. Una risoluzione che Giulio Rapetti Mogol, in veste di presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori, in una nota spiega asserendo: «Stiamo vivendo momenti di forte preoccupazione e inquietudine. La speranza di poter affrontare il futuro con maggiore serenità, dopo due anni di pandemia, sembra davvero affievolirsi. L’attacco della Russia all’Ucraina è ingiustificato e ingiustificabile. E mette a rischio i principi di libertà e democrazia in Europa dopo decenni». Per questo, conclude la nota diramata da Mogol, «esprimo tutta la mia vicinanza al popolo e alle istituzioni ucraine in queste ore drammatiche».

Mogol: «Un’azione con cui vogliamo manifestare la nostra contrarietà a qualsiasi tipo di guerra»

Un’attestazione di solidarietà e vicinanza al popolo ucraino, ponderata attentamente – spiega sempre Mogol –. In giorni in cui «abbiamo riflettuto su cosa Siae avrebbe potuto fare come segnale di solidarietà nei confronti dell’Ucraina». E culminata,  prosegue il presidente, nella «decisione di sospendere il pagamento del diritto d’autore alle società d’autori russe, fino al termine del conflitto. Accettando ovviamente la più che probabile sospensione del pagamento dei diritti d’autore a Siae da parte delle consorelle per ritorsione». E ancora. «Siamo consapevoli che è un’azione forte e senza precedenti nella storia recente di Siae. Vogliamo sottolineare però – precisa Mogol – che non si tratta di una presa di posizione contro gli autori e gli editori russi. Che non hanno alcuna responsabilità con riferimento a quanto sta accadendo».

Alla Scala scoppia il caso della soprano Netrebko

«Ma è un’azione – incalza il numero uno della Siae – con cui vogliamo manifestare la nostra contrarietà a qualsiasi tipo di guerra, peraltro coerentemente con quanto stanno facendo il Governo italiano e l’Unione Europea». Un caso suscettibile di ulteriori discussioni, quello della Siae, che si determina proprio mentre a Milano fa ancora discutere la decisione del sindaco Sala di interrompere le collaborazioni tra il direttore d’orchestra russo Gergiev e il Teatro La Scala di Milano. Un’azione che il primo cittadino di milanese insiste a rivendicare, schermandosi dietro la stessa decisione presa da altri 8 teatri europei. E su cui, giusto ieri, si è innestato il caso della soprano Anna Netrebko, destinato a dividere i melomani scaligeri. E non solo…

Il precedente di Sala che bandisce il Maestro Gergiev

Nei giorni precedenti, come ricordato e come noto, Sala ha bandito dal podio scaligero il direttore d’orchestra Gergiev che, messo alle strette, non ha risposto alla richiesta del primo cittadino di dichiararsi contro la guerra e dissociarsi dall’operato di Putin. Una situazione che, non più tardi di ieri, si è riverberata anche sulla soprano russa Anna Netrebko. La quale, al contrario dell’amico e collega musicista, non solo si è espressa chiaramente sul conflitto, dichiarando: «Sono contraria a questa guerra. Sono russa e amo il mio Paese, ma ho molti amici in Ucraina. E la pena e il dolore ora mi spezza il cuore. Voglio che questa guerra finisca. e che la gente possa vivere in pace. Questo è ciò che spero e per cui prego». Ma anche sottolineato che: «Non è giusto costringere un’artista a dare voce alle proprie opinioni politiche e a denunciare la sua patria». Una premessa a cui è seguito il forfait, annunciato tra le polemiche. Polemiche che non accennano a calare il sipario

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