Eutanasia: Mario, 44 anni, morirà con il farmaco usato negli Usa per i condannati a morte

venerdì 11 Febbraio 15:27 - di Carlo Marini
suicidio assistito, Mario

“Nuova svolta storica” nel caso di Mario (nome di fantasia) il 44enne camionista marchigiano rimasto tetraplegico dopo un incidente stradale, che da oltre 15 mesi sta tentando di ricorrere al suicidio assistito. Lo rende noto l’Associazione Luca Coscioni che annuncia come sia stato deciso il nome del farmaco.  Si tratta del Tiopentone, e a decidere che l’uso è corretto è, stando al Corriere Adriatico, una commissione multidisciplinare di esperti, istituita dall’Asur, dopo la verifica delle condizioni di Mario da parte del Comitato Etico Regione Marche

Suicidio assistito: Mario, 44 anni, ha ottenuto di morire

«La scelta del farmaco – si legge in una nota dell’Associazione – e delle modalità di somministrazione erano il tassello mancante rimasto in sospeso dopo il via libera del Comitato Etico regionale, che aveva individuato nel tetraplegico marchigiano le condizioni richieste dalla senza della Corte Costituzionale. La battaglia legale di Mario però è cominciata oltre 15 mesi fa, con la richiesta al Tribunale di Ancona che l’Asur verificasse la sussistenza dei requisiti».

L’Associazione Coscioni, dopo la sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019 sul caso di Dj Fabo, si è battuta affinché nel rispetto delle condizioni indicate dalla Consulta, si potesse estendere all’Italia il suicidio assistito, a cominciare dal caso di Mario. La decisione del Comitato etico dell’Azienda sanitaria è arrivata dopo un iter lungo e faticoso. Un’equipe di medici e psicologi ha verificato la sussistenza di tutte e quattro le condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale. Tra queste l’irreversibilità della malattia, l’insostenibilità del dolore e la chiara volontà del paziente.

Nelle settimane scorse Mario, tramite il suo collegio legale, dopo aver ricevuto il via libera dal Comitato Eticosulla sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla sentenza della Consulta, aveva anche denunciato lo stesso Comitato e l’Azienda sanitaria unica regionale delle Marche per il reato di tortura, oltre che per il reato di omissione di atti di ufficio e tutti gli ulteriori reati collegati che potessero configurarsi, a causa dei continui ostruzionismi e omissioni, che si manifestavano sotto forma di mancate verifiche sul farmaco e le relative modalità di somministrazione.

Che cos’è il Tiopentone Sodico

La scelta del farmaco e delle modalità erano il tassello mancante rimasto in sospeso dopo il via libera del Comitato Etico regionale. Il farmaco è il Tiopentone Sodico, che risulterebbe “idoneo a garantire una morte rapida e indolore”. Il tiopental sodico miscelato con altri farmaci specifici induce alla morte. Negli Stati Uniti è uno dei tre elementi con cui è preparata l’iniezione letale somministrata ai condannati a morte, mentre in paesi come il Belgio e i Paesi Bassi, dove è legale l’eutanasia attiva, rientra tra le sostanze standard raccomandate per indurre il coma: viene somministrato per via endovenosa prima di altri farmaci che portano al blocco muscolare e all’interruzione della respirazione.

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