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Sanremo, il maestro Beppe Vessicchio positivo al Covid: «Ma spero di farcela per il Festival»

Le prove le ha saltate. Al Festival, però, spera ancora di esserci. Il maestro Beppe Vessicchio, un “must” di Sanremo, ha rivelato di essere positivo al Covid, per questo, in queste ore di vigilia, ha dovuto mandare un sostituto ad accompagnare “Le Vibrazioni”. Non tutto è perduto, però, in vista della kermesse che si aprirà il 1° febbraio: Vessicchio è positivo ormai da qualche giorno e un tampone negativo potrebbe “liberarlo” in tempo per il palco dell’Ariston.

Vessicchio positivo, ma «spero di farcela per Sanremo»

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«Sono a casa positivo. Ho dovuto mandare un sostituto a fare le prove con Le Vibrazioni. Spero entro lunedì di riacquisire la libertà e poter raggiungere Sanremo in tempo per il Festival», ha spiegato il direttore d’orchestra, fra i più popolari in Italia, parlando con l’Adnkronos. Vessicchio ha raccontato di essere «positivo al Covid da diversi giorni, senza grandi sintomi». «Ho ancora un po’ di raucedine e quindi voglio aspettare a fare il tampone ancora un paio di giorni. Non voglio rischiare di risultare ancora positivo», ha chiarito il maestro, il cui nome in questi giorni ha fatto capolino anche nella partita del Colle

, dove qualcuno lo ha votato in uno dei primi scrutini.

«Il mio nome per il Colle? Mi fa molto ridere»

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«L’ho saputo, mi fa molto ridere. Ma la prima a candidarmi è stata Luciana Littizzetto, che dice sempre che metterei d’accordo tutti e che sto bene anche sulle banconote per la mia somiglianza con il Giuseppe Verdi ritratto sulle mille lire», ha scherzato Vessicchio, il cui nome è quello che offre anche Alexa, l’assistente personale di Amazon, in risposta a chi le chiede di scegliere un presidente della Repubblica.

Un Sanremo «più complesso del solito» a causa del Covid

Tornando alla preparazione del Festival, poi, il direttore d’orchestra ha ammesso che «quest’anno con la enorme diffusione del virus è forse ancora più complesso dell’anno scorso». «Hanno avuto già diversi casi nell’orchestra e nel coro. E nel coro, che prova e si esibisce naturalmente senza mascherina, questo vuole dire ogni volta far stare a casa tutti per diversi giorni e convocare altri». «Ci vuole grande pazienza. Ma – ha concluso – io sono fiducioso».

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