Letta si mette l’aureola: «Sono stato cattivo, era necessario». Ma deve dire grazie agli avversari

sabato 29 Gennaio 15:22 - di Francesco Severini
Letta

Enrico Letta si sente già vincitore anche se davanti alle telecamere ripete che “non ci sono né vinti né vincitori”. La riunione con i grandi elettori del Pd si apre infatti con una standing ovation per il leader che ha trionfato sull’avversario Matteo Salvini. Anche se tutti sanno che la soluzione del Mattarella bis era l’ipotesi che piaceva di più a Goffredo Bettini e a D’Alema. I quali continuavano a suggerirla a Giuseppe Conte mentre Pd e M5S fingevano di trattare.

Una soluzione che sembrava già apparecchiata a tavolino. Anche se la sinistra ha recitato il copione della trattativa per un nome condiviso. Limitandosi a dire “no” ad ogni nome che il centrodestra ha proposto. Il Mattarella bis era il finale di partita che Letta ha concordato direttamente con Silvio Berlusconi. Il mostro impresentabile fino a qualche settimana fa mentre ora il segretario dem gli telefona in ospedale per esprimergli vicinanza. E’ stato lo stesso Letta a raccontarlo, dicendo di avere voluto spiegare al Cavaliere le ragioni del NO alla sua candidatura.

Ora Enrico Letta porta al suo attivo la sconfitta sul campo del centrodestra, che esce lacerato e disunito da questa partita. Il segretario dem vanta il gioco di squadra che la sinistra ha saputo fare: “Giocare di squadra è la ragione del successo, non c’è protagonismo o personalismo, siamo un grande partito”. Gioco di squadra che nell’altra coalizione è invece mancato, con l’aggiunta che il nome della seconda carica dello Stato, Elisabetta Casellati, è stato impallinato proprio dai grandi elettori del partito di provenienza. Enrico Letta deve piuttosto applaudire gli errori degli avversari anziché bearsi della sua ambiguità. E meno male che almeno il segretario dem riconosce che chiedere la rielezione di Mattarella è segnale di una profonda crisi istituzionale e politica.

Letta in ogni caso si fa i complimenti, anche per i toni usati. “Adesso questo tono e questo stile, questo saper dire le parole giuste e anche la fermezza, li voglio rivendicare. Perché in questi giorni mi sono un po’ ammaccato, ho dovuto fare la parte del cattivo. Sono stato criticato e attaccato, ma credo fosse necessario”.

 

 

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