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Crosetto: «Col trasferimento di 350 miliardi dei nostri Btp al Mes faremmo la fine della Grecia»

Guido Crosetto lo dice esplicitamente: se una parte del nostro debito pubblico dovesse passare al Mes. «sarebbe una catastrofe», diventeremmo «un Paese sottoposto a possibili ricatti continui da parte della speculazione». Dimenticatevi di poter scegliere autonomamente un governo e un premier. E ancora: «Il trasferimento del debito al Mes prevederebbe probabilmente regole rigide da rispettare con poteri di intervento molto invasivi». 

Uno scenario catastrofico che il cofondatore di Fratelli d’Italia dipinge nell’intervista a Libero. L’ipotesi sul tavolo circola da giorni a Bruxelles e nelle redazioni dei giornali economici. A proposito della riforma del patto di Stabilità e ci sarebbe un piano predisposto dai consiglieri economici di Draghi (Giavazzi

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) e Macron (Charles-Henry Weymuller) che prevede il passaggio di 350 miliardi dei nostri Btp dalla Banca centrale europea al Meccanismo europeo di Stabilità.

Crosetto: “No al Mes, siamo sotto ricatto dei mercati”

«Mentre l’acquisto e la detenzione dei Btp da parte della Bce è stata una decisione di politica monetaria che non ha comportato impegni per l’Italia, il trasferimento del debito al Mes prevederebbe probabilmente regole rigide da rispettare con poteri di intervento molto invasivi, stante alle regole vigenti per il Mes». “Modello Grecia?”, chiede l’intervistatore. «Ricordiamo tutti – replica l’esponente di Fratelli d’Italia – quello che è successo alla Grecia. Proprio in base a quel ricordo un anno fa c’è stata un accesissima discussione parlamentare sulla possibilità di far ricorso al Mes per i famosi 20 miliardi per la sanità e la maggioranza si è fermamente opposta. Se adesso quello stesso Mes, uscito dalla finestra, dovesse rientrare dalla porta principale, per un importo 20 volte superiore, sarebbe un po’ strano ma soprattutto molto rischioso…». Il problema è già presente oggi, «con un terzo del debito italiano detenuto dalla Bce, siamo un Paese a sovranità limitata».

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“I nostri conti oggi stanno peggio di quando c’era Berlusconi premier”

Quanto potere reale resterebbe all’Italia? «Essere votati dalla maggioranza degli italiani e poi andare a Palazzo Chigi», non sarebbe più sufficiente. Perché se gli eletti «non piacciono ai “mercati” perché non hanno i requisiti che vorrebbero, quegli stessi “mercati”, con Bce consenziente, in questo caso, potrebbero decidere di non acquistare le nuove emissioni del nostro debito e quindi (esagero apposta) costringerci a cambiare premier anche se avesse avuto il 100% del consenso».

Insomma, saremmo «un Paese sottoposto a possibili ricatti continui da parte della speculazione». E Crosetto lo dice chiaramente. Peggio di quel che accadde a Berlusconi, sostituito con Monti sotto la spinta dello spread. «Perché i nostri conti oggi sono più negativi rispetto a quelli del 2011 eppure nessuno ha difficoltà a comprare i Btp, questo vuol dire che c’è un elemento “non razionale, non numerico, non esplicito” che va al di là dei numeri». Gli italiani sono stati avvertiti.  

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