Mafiosi e immigrati senza permesso di soggiorno, ecco gli ultimi furbetti del reddito di cittadinanza

21 Dic 2021 9:23 - di Paolo Lami
reddito di cittadinanza

Mafiosi e immigrati senza permesso di soggiorno, ecco gli ultimi furbetti a cui gli italiani hanno pagato il reddito di cittadinanza.

Sono andati così in fumo 300mila euro, per dare il reddito di cittadinanza – folle invenzione assistenziale sponsorizzata da Cinquestelle e Pd – a trentanove imbroglioni che sono stati ora denunciati alla Procura di Termini Imerese, dai carabinieri della Compagnia di Misilmeri e del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Palermo.

I nuovi furbetti del reddito di cittadinanza scoperti dalle forze dell’ordine e residenti nei Comuni di Misilmeri, Bolognetta, Belmonte Mezzagno, Campofelice, Godrano, Villafrati, Ficarazzi e Bagheria, sono per la maggior parte donne – venticinque – e 14 uomini.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, avviate dai carabinieri nell’ottobre scorso, i 39 per eludere i controlli da parte dell’Inps, avevano reso false dichiarazioni al momento della presentazione della domanda o, percepito il beneficio del reddito di cittadinanza hanno omesso informazioni dovute che avrebbero influito sull’importo del sussidio erogato.

In alcuni casi gli indagati non avrebbero comunicato il loro stato di detenzione o quello di un componente della famiglia.

Tra i 39 denunciati, vi sono anche immigrati con meno di 10 anni di permanenza sul territorio italiano, persone sottoposte a misure di prevenzione, un uomo condannato per associazione mafiosa e coinvolto nell’operazione ‘Ogliastro’ della Dda di Palermo.

Il danno erariale complessivo è stato quantificato dagli investigatori in oltre 300mila euro.

Nel settembre scorso uno studio della Cgia aveva scoperto che ogni posto di lavoro “creato” con il reddito di cittadinanza è costato allo Stato italiano almeno 52 mila euro, vale a dire oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per un operaio a tempo indeterminato full time che, mediamente, costa attorno ai 25 mila euro.

Gli ultimi dati disponibili della Corte dei Conti dicono che solo 152 mila persone che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza – su poco più di un milione di persone in difficoltà economica – hanno, poi, trovato un posto di lavoro grazie al sostegno dei cosiddetti navigator, altra figura pittoresca voluta testardamente dai Cinque Stelle.

Dalla prima metà del 2019 – cioè da quando è entrato in vigore il reddito di cittadinanza – fino alla fine di quest’anno, l’investimento dello Stato ammonta a 19,6 miliardi: 3,8 nel 2019, 7,2 nel 2020 e 8,6 miliardi per l’anno in corso, mentre per il 2022 è prevista una spesa di 7,7 miliardi.

Nel suo recente studio la Cgia, che aveva esaminato i dati provinciali scoprendo come nelle province di Caserta e Napoli si concentra il 20 per cento circa dei percettori totali del sussidio, dimostrava con i numeri che il reddito di cittadinanza, “non è efficace per combattere la disoccupazione”.

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