Omicidio Ciatti, processo a Roma contro il ceceno ma la Francia protegge un complice

martedì 16 Novembre 11:24 - di Roberto Frulli
omicidio Ciatti

Inizierà in Italia, davanti alla Corte di Assise di Roma, il prossimo 18 gennaio, il processo contro il ceceno Rassoul Bissoultanov, estradato dalla Germania, per l’omicidio del fiorentino Niccolò Ciatti, il 21enne di Scandicci, picchiato a morte, senza alcun motivo, la notte tra l’11 e il 12 agosto del 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, dove si trovava in vacanza con un gruppo di amici.

Lo ha rivelato la famiglia del giovane fiorentino che ha ricevuto la notifica per la prima udienza del giudizio immediato disposto dalla Procura della Capitale, competente per i reati compiuti contro gli italiani all’estero.

Sul banco degli imputati ci sarà, come detto, il ceceno Rassoul Bissoultanov, estradato poche settimane fa in Italia dalla Germania in esecuzione di un mandato d’arresto europeo.

La Spagna, che aveva fissato la data dell’inizio del dibattimento il 26 novembre, ha nel frattempo sospeso il proprio procedimento.

“Un primo passo vero verso quella giustizia che Niccolò merita. La giustizia italiana si è mossa ed è riuscita in pochi mesi ad arrivare a una data d’inizio processo”, ha commentato Luigi Ciatti, il padre di Niccolò.

“E’ l’inizio, il percorso è lungo, sia per questo processo ma anche per riuscire a processare l’altro ceceno colpevole quanto il primo – ha aggiunto Luigi Ciatti – Non ci arrendiamo finchè avremo forza. Vogliamo giustizia per Niccolò“.

La notte tra l’11 e il 12 agosto del 2017, sulla pista da ballo della discoteca ‘St Trop’, il ceceno Rassoul Bissoultanov, esperto di arti marziali, in particolare del tipo di lotta chiamata Mma, insieme a due connazionali prese improvvisamente di mira Niccolò Ciatti, che stava trascorrendo con i suoi amici l’ultima serata della vacanza in Costa Brava.

Iniziò così il pestaggio mortale. Bissoultanov sferrò un violentissimo calcio alla testa del ragazzo di Scandicci, che non si rialzò più. Morì in ospedale alcune ore dopo.

I tre ceceni vennero fermati poco dopo, ma in carcere rimase solo Bissoultanov, che venne rimesso in libertà solo 4 anni dopo, scaduti i termini della carcerazione preventiva.

Almeno un altro del gruppo di ceceni, Movsar Magomadov, prese parte al pestaggio.

Nei suoi confronti la Procura di Roma aveva chiesto e ottenuto una misura cautelare in carcere, che era stata eseguita a Strasburgo, dove i giovani ceceni, figli di rifugiati, risiedono.

Ma la Francia – così come ha fatto negli anni proteggendo numerosi terroristi rossi compreso Cesare Battisti – ha negato l’estradizione di Magomadov che è stato successivamente rimesso in libertà.

La Spagna, che aveva fissato la data dell’inizio del dibattimento il 26 novembre, ha nel frattempo sospeso il proprio procedimento.

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