Covid, più di 5000 i casi di contagio e 63 decessi. Remuzzi: suggerisco ai genitori di vaccinare i figli

mercoledì 3 Novembre 17:58 - di Redazione

Sono 5.188 i nuovi casi di coronavirus. 63 i morti nelle ultime 24 ore. Questi i dati del ministero della Salute sulla situazione del contagio. Ieri i casi erano stati 2834.  Dall’inizio dell’emergenza sono state contagiate dal covid-19 4.782.802 persone. Mentre le vittime salgono a 132.224. Sono 4.565.291 i guariti, 4.285 nelle ultime 24 ore. Al momento in Italia i positivi al coronavirus sono 85.287, 840 in più di ieri.

Salgono a 3.029 i ricoverati con sintomi, con 37 pazienti in più in 24 ore. Gli ingressi in terapia intensiva sono 31 in 24 ore, per un totale di 381 ricoverati. C’è un calo dei pazienti in rianimazione che sono 4 in meno di ieri.

Il punto sulla pandemia lo ha fatto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Nel suo intervento al 54esimo Congresso nazionale della Società italiana di igiene (Siti) a Lecce. Quello della pandemia – ha detto – “è un stress che sta durando, ci avviciniamo al secondo anno. Vediamo che la dimensione nel nostro Paese è sotto controllo. Ma in altri nel mondo è circolante. Se dura lo stress saremo chiamati a misure strutturali”.

“Le misure di sanità pubblica adottate in Italia – ha detto Brusaferro – hanno garantito di tenere sotto controllo la curva epidemica. E di  avere una risposta economica positiva rispetto ad altri Paesi. Siamo stati il primo Paese occidentale in lockdown e ripensandoci era inimmaginabile prima della pandemia. Dal 27 dicembre 2020 è iniziata la campagna vaccinale che ha modellato l’andamento della curva anche quando il quadro epidemiologico è cambiato. E sono diventate dominanti le nuove varianti, Alpha e Delta, più trasmissibili. Le misure hanno funzionato? Sì, ha funzionato il lockdown che ha abbattuto l’Rt in tutte le Regioni. Abbiamo come Paese messo a punto un modello di monitoraggio con le zone a colori, con un approccio più regionale”.

Intanto il direttore dell’Istituto Mario Negri, Giuseppe Remuzzi, sul  Corriere della Sera suggerisce di vaccinare i bambini sotto gli 11 anni. Che ne valga la pena, spiega Remuzzi, lo dicono innanzitutto le informazioni negli studi finora a disposizione. Che portano a una certezza: «I benefici del vaccinarsi superano di gran lunga i rischi». Per quanto i più piccoli tendano ad ammalarsi di meno, immunizzarli evita che il virus continui a diffondersi tra gli amici a scuola e tra gli adulti. Solo nell’ultima settimana di settembre, spiega Remuzzi, negli Stati Uniti i positivi al Coronavirus in età pediatrica sono stati 170 mila, quasi 6 milioni dall’inizio della pandemia, con 520 morti. Di questi, 143 avevano meno di 11 anni. E poi ci sono i rischi, per quanto rari, di infezioni: «Se un bambino si ammala di Covid-19 – aggiunge Remuzzi – anche se raramente, può contrarre la sindrome infiammatoria multisistemica, che provoca danno al cuore, ai polmoni, al cervello, ai reati e ad altri organi. È una malattia difficile da curare e lascia strascichi anche molto spiacevoli».

 

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