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Piero De Luca (figlio di Vincenzo) vince il concorso da prof universitario. Il Fatto svela: “Era il solo candidato”

Il deputato Pd Piero De Luca (figlio del governatore campano) è diventato professore universitario associato di diritto dell’Unione europea all’Università di Cassino.

Sarebbe stato promosso da ricercatore a tempo indeterminato a docente, pur essendo in aspettativa, e parlamentare. Lo riferisce Il Fatto quotidiano, in un articolo a tutta pagina, spargendo velenosissime osservazioni sulle modalità della selezioni.

Come riferisce il quotidiano diretto da Marco Travaglio, De Luca junior «ha vinto una selezione a chiamata riservata a ricercatori interni, bandita dall’Ateneo laziale nel cuore dell’estate del 2020, apparsa sull’albo pretorio internet il 31 luglio 2020, scadenza per le domande il 31 agosto successivo. La commissione esaminatrice lo ha dichiarato idoneo e basta. Senza comparare il suo curriculum e le sue pubblicazioni con quelle degli altri candidati. Ma non gli ha riservato un trattamento di favore: semplicemente, altri concorrenti non ce n’erano. Piero De Luca era l’unico aspirante all’incarico»

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Il Fatto quotidiano, come fece già per una pubblicazione dell’ex ministro Marianna Madia ha scritto pure che una pubblicazione è “copiata” da un dossier dell’ufficio studi del Senato.  «senza che siano presenti citazioni e virgolette, e senza che il dossier sia citato in bibliografia».

Anche se il diretto interessato, interpellato per replicare, replicò al Fatto documentando di avere rispettato le norme. E, come riferisce l’articolo, quelle criticità «all’epoca non suscitarono la curiosità dei tecnici del ministero dell’Università».

Chi è Piero De Luca

«De Luca non è soltanto abilitato – precisa l’articolo – ma può lustrarsi del titolo di professore. Associato, di seconda fascia, poco importa. È un docente universitario di Cassino. Di ruolo. Ha fatto carriera mentre era in aspettativa e, come è ovvio, non bazzica da anni un’aula universitaria. Tutto normale, tutto lecito».

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«Degna di segnalazione è anche un’altra circostanza: i cinque professori di ruolo selezionati a Cassino con lo stesso bando vinto da De Luca – due a Giurisprudenza ed Economia, uno a Lettere e due a Scienze Umane – hanno tutti ottenuto l’incarico senza concorrenza. Numero di domande pervenute per ogni cattedra: una». Il quotidiano conferma che «non c’è nulla di strano, capita frequentemente».

Quel concorso a professore di Giuseppe Conte

Di certo, i criteri di selezione nelle università italiane meriterebbero un’enciclopedia. Ne sa qualcosa Giuseppe Conte, sul quale il Fatto quotidiano non ha mai indagato. Peccato perché sarebbe stato interessante capire qualcosa in più del concorso d’esame del 2002 a Caserta in cui ha ottenuto la cattedra di diritto privato è rimasto con parecchie domande senza risposta. Il commissario di esame era il suo mentore e amico Guido Alpa, come hanno documentato le inchieste delle Iene e di Repubblica. Per la serie: gli esami non finiscono mai. Soprattutto quelli che rimangono senza risposte soddisfacenti.

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