Un liceo di Padova adotta i registri per i trans: si scriverà Mario alias Maria e viceversa

4 Giu 2021 9:53 - di Redazione
trans

Un liceo di Padova apre alle iscrizioni transgender. Anticipando le norme sull’identità di genere contenute nella legge Zan. È il caso del liceo scientifico Alvise Cornaro di Padova che, dal prossimo anno scolastico, il 2021-2022, includerà nei registri scolastici la dicitura «alias».

Gli studenti che vogliono cambiare sesso si chiameranno col nome da loro scelto

Così gli studenti che hanno intrapreso il percorso per il cambio di sesso potranno essere identificati con il nome da loro scelto in vista della fine della transizione, a cioè «cambio di sesso» ultimato. Si tratta della prima scuola pubblica del Veneto che adotta una simile decisione (la decima in Italia).

Donazzan: una iniziativa propagandistica

Una decisione che sta sollevando numerose polemiche. L’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan parla di “un’iniziativa propagandistica. L’ennesima battaglia ideologica sulla scuola che invece avrebbe bisogno di risolvere altri problemi. La popolazione studentesca è fatta di una maggioranza di persone che se ne sta silenziosa mentre viene prevaricata quotidianamente da una minoranza ideologica”.

Le nazioni che stanno facendo dietrofront

Il quotidiano La Verità fa notare in merito che ci sono nazioni che proprio sull’«identità di genere» percepita stanno facendo dietrofront.  “Si pensi al Regno Unito, dove lo scorso novembre il governo ha messo una pietra tombale sulla riforma del Gender recognition Act, che chiedeva l’inclusione, appunto, del «self-id» o autocertificazione di genere. E dove i giudici, pronunciandosi sul caso di Keira Bell – giovane che vive con il rimpianto d’aver scelto di «passare» al genere maschile da adolescente -, hanno stabilito che i ragazzi sotto i 16 anni con disforia di genere non possono dare un pieno consenso informato al trattamento con bloccanti della pubertà, ordinando ai medici di chiedere l’approvazione del tribunale prima di trattare con una terapia medica qualsiasi minorenne con disforia di genere”.

Stessa cosa in Svezia “dove il Karolinska Institutet ha deciso che ai minori di 16 anni con disforia di genere non saranno somministrati soppressori della pubertà e ormoni sessuali specifici del sesso desiderato”.

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