Saman e le altre: sfregiate 65 ragazze in due anni per avere detto no ai matrimoni forzati: il dossier

mercoledì 9 Giugno 9:12 - di Gabriele Alberti
Saman matrimoni forzati

Matrimoni forzati. La tragedia della povera Saman ha scoperchiato un mondo di abusi, di diritti negati, di sfregi  e di violenze indicibili. Ci sono tante Saman. Secondo il rapporto sul Codice rosso, tra il 2019 e il 2020 sono stati 11 i casi di denuncia per costrizione o induzione al matrimonio. Reati che si accompagnano spesso allo sfregio del volto subito da chi si ribella: 65 casi. E anche le prescrizioni fissate dalla legge a tutela delle donne sono state eluse. Sono state 1.741 le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare; e del divieto di avvicinamento dei luoghi frequentati dalla persona offesa. Sono i dati drammatici che ci consegna un’inchiesta del Corriere della Sera. Uccidere chi non si piega ai diktat della comunità familiare è una prassi. Qualche ragazza islamica fortunata è riuscita a salvarsi da una piaga che il caso della giovane Saman ci riversa in tutto il suo orrore.

Saman. l’orrore dei matrimoni forzati

Samana e le altre: già, quante sono  le vittime di violenza perché non volevano abbassare la testa? “La polizia ne ha contate 22 negli ultimi tre anni, di nazionalità diverse, ma con storie drammaticamente simili. E sono solo la punta di un iceberg, di fronte  alla quale si preferisce voltare la testa. Preferendo slogan vuoti. Zayn (i nomi sono di fantasia), 22 anni, il 27 agosto del 2019 non ce la fa più; e alla squadra mobile di Brescia racconta violenze subite, assieme alle sorelle di 19, 14 e 13 anni dal padre, dalla madre e dal fratello maggiore:  la volevano costringere a sposare un pachistano a lei sconosciuto”.  E’ una delle storie raccontate dal Corriere della Sera, che ha avuto un lieto fine. “Denunciati per induzione al matrimonio, ai genitori è stata sospesa la responsabilità genitoriale e vietato di avvicinarle. Le ragazze sono state portate in una località protetta. Incubo finito”.

Saman e le altre: storie di abusi e mutilazioni

Altra storia drammatica risale al 15 settembre 2020. Una madre, Awais, 36 anni nata in Pakistan, si ribella  al marito per le violenze nei confronti suoi e delle figlie di 15 e 8 anni. A lei vietava di lavorare, a loro di andare a scuola e frequentare amici. La violenze scatta quando il padre per la più grande aveva individuato un marito in Pakistan. La madre aveva difes o la ragazza e il seguito è un copione orami noto. “Botte e abusi sessuali anche in presenza delle ragazze. L’uomo è stato denunciato per maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni personali, minaccia e costrizione o induzione al matrimonio.

Matrimoni forzati: un triste copione di sangue

Altre aggiaccianti storie. Cornelia viveva in un campo nomadi a Roma, il 27 gennaio ha denunciato il padre. Che l’aveva spesso portata in Romania per offrirla in sposa a un connazionale. Al suo rifiuto, percosse e insulti da parte del padre e di altri familiari. Al punto che le due sorelle di Cornelia di 20 e 17 anni, a Brescia il 5 aprile 2021 si sono rivolte alla Mobile contro i genitori croati che volevano costringerle con la forza alle nozze. Un’altra giovane, Shaila, stava per essere rapita. Leggiamo: “L’1 giugno 2021 una pattuglia di polizia di Reggio Emilia l’ha salvata con un blitz, intervenendo a casa di una donna indiana. Dove, di lì a poco, sarebbe dovuto arrivare il fratello che l’avrebbe portata via contro la sua volontà. Era già stato deciso tutto con un accordo tra due famiglie. In India l’aspettava il futuro sposo. Ora vive in una struttura protetta. Se non fossero intervenuti gli agenti, avrebbe fatto la fine di Saman.

Matrimoni forzati: ogni anno nel mondo milioni di spose bambine

Ma non è tutto: le violenze familiari arrivano “anche alle mutilazioni dei genitali, subite dalle bambine che, nate o cresciute qui, hanno la sola colpa di volersi sentire, come Saman, «italian girls». C’è chi è più fortunata di lei.  Zenab Muhammad, 29 anni, nata a Napoli da padre pachistano e madre italiana, ha rifiutato il suo matrimonio combinato. E all’Adnkronos ha spiegato che «in Pakistan per le famiglie, povere o benestanti, combinare i matrimoni è normale. Quello che non è normale è uccidere una figlia perché lo rifiuta, non siamo in una fattoria dove occorre arrivare all’accoppiamento».  Secondo il dossier 2020 di Terre des Hommes «Indifesa» la pratica dei matrimoni forzati produce ogni anno nel mondo milioni di spose bambine. E il Covid ha aggravato la situazione. “La chiusura delle scuole in India e lo stop ai pasti scolastici per 320 milioni di famiglie ha significato la necessità di sfamare le figlie”. Combinare un matrimonio pertanto, diventa “l’opzione migliore” sulla pelle delle loro figlie.

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