Ponte sullo Stretto, via libera della Camera. Sinistra divisa. FdI: «Cade l’ultimo tabù 5Stelle»

mercoledì 30 Giugno 20:16 - di Redazione

Via libera a Montecitorio all’ordine del giorno sul ponte sullo Stretto. Con la riformulazione del testo presentato da Fratelli d’Italia nell’ambito del Fondo complementare al Pnrr  si impegna il governo a individuare le “risorse necessarie per realizzare un collegamento stabile e veloce sullo Stretto di Messina”.

Via libera di Montecitorio al Ponte sullo Stretto

Ancora una volta la maggioranza si sfilaccia. E i 5Stelle confermano l’inconsistenza nel difendere le loro storiche bandiere (come per il cash back). Con atteggiamento ondivaghi e contraddittori. Chi vota sì, chi vota no, chi non vota. “Riformulato l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, il ponte sullo stretto di Messina si farà”, dichiara soddisfatto Fabio Rampelli. Che punta l’indice sulla Babele di lingue del centrosinistra.

Rampelli: cade l’ultimo tabù dei 5Stelle

“Ha votato contro Leu, non ha votato Italia Viva, mentre i 5Stelle hanno votato a favore, contro, si sono astenuti e non hanno votato. Lo stesso caos che c’è nella scelta del nuovo leader. Cade l’ultimo tabù dei 5Stelle“. L’atto di indirizzo – ricorda il vicepresidente della Camera – impegna il governo “a individuare le risorse per la costruzione del Ponte. E portare l’alta velocità a Palermo. Perché ora non ci sono altri alibi. A sud della Sicilia non c’è più il desolante deserto del Sahara. Ma quell’economia emergente che segnerà il futuro dei prossimi 50 anni. E lo Stato italiano deve mettere il Mezzogiorno nelle condizioni di intercettarla”.

Fratelli d’Italia: grillini in ordine sparo, sinistra divisa

Di grillini in ordine sparso parla anche Mauro Rotelli di FdI. “Sul mio ordine del giorno dalla maggioranza minestrone arriva un altro brutto segnale. Italia Viva non ha partecipato al voto. Leu ha votato contro e il M5S è andato in ordine sparso. Partiti che provano ad affossare la realizzazione di grandi opere non dovrebbero sedere sui banchi di un governo che a parole dice di voler risollevare la Nazione. Dopo questo voto, gli italiani sanno chi vuole investire nelle infrastrutture. E chi, invece, voto dopo voto prova ad affossarle.

Lega: ora non ci sono più alibi

Soddisfatti anche i leghisti. “Con la riformulazione dell’odg approvata alla Camera nessuno potrà più provarci con soluzioni assurde tipo ‘ponte a 3 campate’. Utili solo a far guadagnare tempo al fronte di una certa sinistra ideologizzata. Ora si invita il governo ad adottare le iniziative per individuare le risorse necessarie per il Ponte”. Così in una nota Alessandro Pagano, Edoardo Rixi e Nino Germanà. “Abbiamo osservato – continuano i deputato del Carroccio – che ancora una volta un certo fronte della sinistra ha votato contro l’opera. Una parte corposa di Pd, M5s e LeU non ha votato il provvedimento o ha votato contro. A dimostrazione che a sinistra l’immobilismo e la decrescita infelice continuano a imperare”.

Forza Italia: un successo di chi crede nello sviluppo

L’azzurra Stefania Prestigiacomo (firmataria insieme a Rotelli dell’odg)  plaude al governo che “con coerenza e coraggio, anche sfidando certi insensati indirizzi ideologici ancora presenti in Parlamento, si impegnerà a trovare le risorse necessarie. Forza Italia ne ha sempre sostenuto la necessità. E l’aver indirizzato oggi i lavori d’Aula di Montecitorio proprio su questo specifico tema è un grande motivo d’orgoglio. Abbiamo risvegliato le coscienze di tutti coloro che credono nello sviluppo e nella crescita sociale del Meridione“.

 

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