Tordomatto – Roma

domenica 18 Aprile 0:01 - di Redazione

Tordomatto
Via Pietro Giannone, 24 – 00195 Roma
Tel. 06/69352895
Sito Internet: www.tordomattoroma.com

Tipologia: ricercata
Prezzi: antipasti 20€, primi 20€, secondi 30€, dolci 15€
Giorno di chiusura: Domenica. A pranzo dal Lunedì al Mercoledì

OFFERTA
Torniamo sempre volentieri a provare la cucina di Adriano Baldassarre, a nostro avviso una delle mani più talentuose nel panorama regionale, ma la nostra ultima non è stata appagante come al solito, lasciandoci la sensazione che la grave crisi che ha colpito il settore abbia in qualche modo indotto prudenza in cucina. Il campanello di allarme lo abbiamo avuto subito, alla consultazione del menù che abbiamo trovato ridotto in ampiezza e con le due proposte degustazione ancorate a quanto fatto negli anni: InAvvicinamento di 5 portate a 50 euro e InTramontabili a 70 euro, entrambi arricchibili per soli 10 euro con gli spaghetti ajo & ojo e calamaretti, che si riveleranno il miglior assaggio della serata. Le carinerie iniziali non sono più presenti, così la nostra cena è cominciata con funghi, timo, mandorle e sedano, una fresca preparazione terminata al tavolo con un giro di ottimo olio evo, per proseguire con un grande classico sempre appagante: il cappuccino di baccalà proposto con un delizioso croissant salato. Appagante più per gli occhi che per il palato, gli scampi, sabbia, spugna e corallo, un piatto iconico dello chef, in questo caso con la salsa a prevalere sui freschissimi scampi; non ci ha convinto appieno neppure lo spaghetto cacio, pepe e curcuma, con la pasta ben cotta in padella in acqua di quest’ultima spezia e servita con crema di cacio e pepe, in quanto monocorde al palato. Di tutt’altro spessore i già citati spaghetti ajo & ojo e calamaretti, con la pasta preparata con la stessa tecnica di cottura e una nota piccante dosata magistralmente che valorizzava, senza coprire, il pesce. Si prosegue su ottimi livelli con un altro grande classico, il cubo di coda alla vaccinara servito volutamente freddo con sedano su una deliziosa salsa con cui si viene sollecitati, giustamente, a fare la scarpetta, e soprattutto con l’eccellente agnello su salsa di yogurt al cumino e bietolina scottate. Un rinfrescante pre-dessert di frutto della passione con gelato e granita dello stesso frutto, ha introdotto il godurioso challah, un pane ebraico appena sfornato accompagnato da burro alla vaniglia, confettura di arance amare e gelato di zabaione, forse solo un filo impegnativo al termine del percorso degustazione più completo. Congedo affidato a una deliziosa piccola pasticceria, fra cui segnaliamo la strepitosa riproduzione delle arachidi e il croccante al caffè ripieno di mascarpone, e ad un caffè ben estratto e di buona persistenza. Ultima segnalazione per la correttezza di riportare gli aperitivi e il relativo costo ad inizio menù, così da non costringere l’avventore ad una scelta alla cieca.

AMBIENTE
Elegante e accogliente la sala, con i tavoli dalla curata mise en place generosamente distanziati e illuminati in modo esemplare.

SERVIZIO
Cortese e preparato, anche se un filo più impacciato che in altre occasioni.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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