Satricvm – Roma

venerdì 16 Aprile 0:01 - di Redazione

Satricvm
Strada Nettuno-Cisterna, 1227 – Loc. Le Ferriere– 04100 Latina
Tel. 349/1923153
Sito Internet: www.satricvm.com

Tipologia: creativa
Prezzi: piatti salati 18€, dolci 10€
Giorno di chiusura: Mercoledì. A pranzo tranne Sabato e Domenica

OFFERTA
Consolida i miglioramenti già segnalati nella passata edizione della guida questo ristorante guidato dallo chef Massimiliano Cotilli, che propone un menù intelligente diviso in tre sezioni – acqua, palude e terra – con due percorsi degustazione al buio da 5 e 8 portate rispettivamente a 48 e 68 euro (6 in più dell’anno scorso, ma sempre convenientissimi) e la possibilità di scegliere alla carta con i piatti salati che costano tutti 18€ e i dolci 10€. L’accoglienza, gentilmente offerta, è molto curata: al calice di Metodo Classico della zona si affiancano una serie di assaggi che appagano occhi e palato, quali la spugna di alga spirulina da intingere in un olio evo 100% Itrana versato in una ciotolina, il biscotto ai gamberi rossi, il cannolo al nero di seppia ripieno di brandade di pesce castagna con spuma di wasabi all’esterno, solo per citarne alcuni. Partenza vera e propria con l’ottima insalata di mare servita in un vasetto da rovesciare in una salsa di yogurt, noci e pere macerate in casa con la parte croccante data dalla pasta fillo, per proseguire con l’altrettanto valido scorfano arrosto adagiato su jus gras piacevolmente piccante per l’aggiunta di ‘nduja servito con il porro in tre consistenze: cotto, riempito della sua mousse e fritto a fili adagiati sopra. È stata poi la volta del baccalà cotto magistralmente a vapore proposto con erbe di mare, neve di prezzemolo e tuorlo d’uovo marinato, in un riuscito gioco di temperature; strepitoso, poi, lo spaghetto di Gragnano cotto “al chiodo” con garum di pesce azzurro, pepe di Sichuan e katsuobushi. Si passa alla terra con l’orto pop ovvero una galantina (troppo tenace) e un’ottima giardiniera adagiate su una vellutata di lattuga, piatto da intervallare con sorsi di brodo di gallina servito a parte, per proseguire con il piccione: il petto cotto alla perfezione proposto scaloppato e il resto in civet alleggerito (con le interiora ma senza il sangue) in mini-cannelloni. Chiusura salata con un altro grande piatto: lo stracotto di cinghiale con trombette dei morti e finocchietto sovrastato da biscotti sottili a forma di foglie di castagne e porcini. Un marshmallow alla genziana servito freddo come pre dessert ha introdotto la violetta di campo, un cremoso al cioccolato fondente dalla consistenza inusuale (troppo dura) con due golose sfere di mascarpone e cioccolato. Congedo affidato a un buon caffè ben estratto, miscela di arabiche, di cui viene fatta scegliere la tostatura – noi abbiamo scelto la media, ma è disponibile pure la forte – accompagnato da una ricca piccola pasticceria.

AMBIENTE
Un curato vialetto conduce alla porta di ingresso da cui si accede ad un ambiente moderno, con tavoli ben apparecchiati e dalle comode sedute. Nei mesi caldi uno bellissimo e ampio dehors consente un consumo all’aperto.

SERVIZIO
Coordinato da Sonia Tomaselli, preparata sommelier e cortese padrona di casa (è la moglie dello chef), scorre via fluido con tempi perfetti. Se poi si ha la curiosità di approfondire il discorso sul vino o sulle preparazioni, Sonia è una paziente oltre che valida interlocutrice.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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