Per Me – Roma

giovedì 8 Aprile 0:01 - di Redazione

Per Me
Vicolo del Malpasso, 9 – 00186 Roma
Tel. 06/6877365
Sito Internet: www.giulioterrinoni.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: antipasti 26/65€, primi 28€, secondi 42/45€, dolci 18€
Giorno di chiusura: mai

OFFERTA
Crescono gli spazi di questo ristorante gourmet situato in una splendida viuzza nel centro di Roma, grazie all’annessione di una sala attigua che prima ospitava un corniciaio. Di pari passo si consolida la proposta gastronomica che predilige l’approvvigionamento dal mare per quanto riguarda le materie prime, senza disdegnare riuscite puntate terragne: una cucina di ricerca, con una cura incredibile per le cotture e una pari attenzione all’equilibrio del piatto, in cui è sempre presente una nota di freschezza a pulire il palato. La si può provare ordinando à la carte oppure optando per uno dei due menù degustazione da 4 o 10 portate rispettivamente a 85 e 140 euro (140 e 220 con abbinamento vini), con la possibilità di pattuirne uno intermedio (sono loro a informare di questa opzione) di cui però non se ne conosce prima il prezzo (a questo punto perché non inserirlo in carta?). Ottime le carinerie con cui abbiamo dato il via alla cena: una serie di finger food fra cui abbiamo particolarmente apprezzato il mini-cono di cipolla con crema di patate e l’oliva ascolana di pesce servita con maionese al masala, seguite dall’appetizer vero e proprio, l’ottimo riso, patate e cozze. Eccellente, come sempre, uno dei cavalli di battaglia dello chef, il carpaccio di scampi con foie gras marinato, gel di cipolla, così come abbiamo apprezzato l’impeccabile cottura della triglia con vongole, ceviche e rughetta, e l’altrettanto buona seppia proposta con albicocche, pancetta, fagiolini e sugo di seppie arrosto. Da applausi i due primi provati: gli squisiti ravioli di peperone adagiati su alici alla scottadito e conditi con colatura e scarola e gli imperdibili Fusilloro con zuppa di pesce e lemongrass, cotti come se fossero un risotto e per questo saporitissimi. Puntata terragna per l’ultimo piatto salato, il piccione in tegame in cinque mosse: una variazione in cui abbiamo constatato al solito una cottura impeccabile delle diverse parti (strepitoso il mini-taco farcito con la spalla), ma a nostro avviso un po’ monocorde al palato in quanto carente di un contrasto presente, invece, in tutte le altre preparazioni. Un fresco sorbetto di mela verde con sedano e terra di cioccolato bianco ha introdotto l’ottimo dessert con biscotto al basilico con lime e tè verde, seguito da un caffè ben realizzato ma poco complesso (a questi livelli sarebbe opportuno avere qualche opzione più ricercata) e da una sfiziosa piccola pasticceria. Ultimo cenno per la possibilità nei giorni feriali a pranzo, di provare la cucina dello chef con i “tappi” (versione nostrana delle tapas) a prezzi particolarmente convenienti.

AMBIENTE
Nelle serate estive il consiglio è di riservare un tavolo nel dehors ospitato nella splendida via, ma l’interno, ora ampliato grazie all’annessione di una sala attigua alla destra della cucina a vista, non è da meno, con una sobria eleganza ed elementi moderni a contrasto con le splendide travi a vista. Curata la mise en place su tavoli dal piano nero senza tovaglia.

SERVIZIO
Cortese e professionale, perfetto nei tempi. Unica pecca il non rendere edotto il cliente su alcuni costi, quali quelli del “gradisce un aperitivo?” e del suddetto menù degustazione intermedio.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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