Sei mesi di “modello Marche”, Meloni: «Fiera del lavoro di Acquaroli. I numeri parlano chiaro»

venerdì 30 Aprile 20:52 - di Eleonora Guerra
meloni marche

«Sono estremamente fiera del lavoro che il presidente Acquaroli e tutta l’amministrazione ha fatto in questi primi sei mesi, perché sono i “numeri” a parlare». Giorgia Meloni oggi si è recata nelle Marche proprio in occasione dei primi sei mesi di governo dell’esponente di FdI. L’occasione le ha dato l’opportunità per accendere i riflettori sul “modello Marche”, che era già emerso nelle scorse settimane. La Regione, infatti, è stata la prima in assoluto a somministrare la prima dose di vaccino al 100% degli over 80. Era due settimane fa e l’Italia arrancava su una media nazionale del 76%.

Meloni elogia il “modello Marche”

Il primato, però, non riguarda solo i più anziani. Le Marche, infatti, come ha ricordato oggi Meloni, «sono la prima Regione per numero di vaccinati, e la prima ad aver attivato l’assistenza domiciliare e la vaccinazione a domicilio». Ma l’incontro, che si è svolto a Numana, in provincia di Ancona, è stato anche l’occasione per fare il punto su alcune delle principali questioni di attualità.

«Bene Figliuolo, ma il governo poteva fare di più»

Meloni ha riconosciuto al generale Figliuolo che «sta facendo complessivamente un buon lavoro», sebbene «il governo Draghi poteva fare di più sull’approvvigionamento (dei vaccini, ndr) perché aveva gli strumenti per trattare con altre case farmaceutiche, per fare arrivare più vaccini in Italia». Nessun appello, invece, per l’Europa che è «drammaticamente in ritardo sulla gestione dei vaccini» e che «ha dimostrato ancora una volta l’inefficacia e un certo atteggiamento supino».

«Curiose» le scelte su Speranza

La leader di FdI, quindi, è tornata sulla questione della sfiducia a Speranza, rispetto alla quale, ha confessato, «mi rimane l’amaro in bocca nel vedere che la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Speranza accoglie così pochi voti in Parlamento, ovvero i nostri. Mi sembra oggettivamente molto distonico rispetto a cosa pensa la nazione del ministro». «È un’altra dimostrazione di un palazzo distante anni luce da quello che pensa la gente», ha sottolineato Meloni, aggiungendo che «è un po’ curioso» bocciare in Parlamento la mozione di sfiducia e poi «proporre una commissione d’inchiesta, che sostanzialmente è un processo. Tenere in sella un ministro che poi venga processato – ha ribadito Meloni – è un po’ curiosa come scelta».

Il tema della giustizia è «centrale: serve una riforma»

La leader di FdI, rispondendo ad alcune domande della stampa, ha inoltre chiarito che «il tema della giustizia è centrale per noi». «Serve una riforma che deve consentire di togliere la giustizia italiana dal controllo delle correnti e dalle guerre di posizione, che troppo spesso – ha ricordato – condizionano e compromettono la serietà e la qualità della nostra giustizia». Infine un passaggio sulle comunali, ma solo per chiarire che il tema dei candidati a sindaco non si affronta sui giornali, ma nelle sedi deputate.

Il centrodestra verso la definizione dei candidati sindaco

«Ne parlerò quando incontrerò gli alleati, non sono dibattiti che vale la pena fare sulla stampa. Sono questioni che si decidono e poi si comunicano alla stampa», ha sottolineato Meloni. Con gli alleati, ha poi chiarito, «penso che ci vedremo presto perché i tempi lo richiedono. Sono ottimista sul futuro del centrodestra, nonostante frizioni che sono normali in una fase come questa. Alla fine è una coalizione che sta insieme per scelta, non per interesse o necessità».

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