Acquasanta – Roma

lunedì 26 Aprile 0:01 - di Redazione

Acquasanta
Via Aldo Manuzio, 28 – 00153 Roma
Tel. 06/45550020
Sito Internet: www.acquasantaroma.com

Tipologia: pesce
Prezzi: antipasti 15/18€, primi 15/18€, secondi 20/25€, dolci 9€
Giorno di chiusura: mai. Aperto solo la sera

OFFERTA
Voto confermato per questo ristorante che ha le capacità per volare ben più in alto, ma che al momento ci ha lasciato perplessi con le proposte di cucina. A fronte di un ambiente raffinato e di un servizio eccellente, il menù degustazione “mare nostro” testato da noi (5 portate a scelta dello chef a 55€), che dovrebbe consentire di mettere in mostra i propri punti forti, è stato caratterizzato da poca varietà e originalità, pur nell’esecuzione accurata. È disponibile anche un menù da 8 portate a 70€ e per entrambi c’è pure l’abbinamento dei vini, rispettivamente 3 calici a 15€ e 4 calici a 20€. Dopo un gustoso doppio benvenuto a base di cialda al nero di seppia con maionese e alice fritta, abbiamo assaggiato i due antipasti: una gradevole tartare di tonno con pomodoro in due consistenze, sfera e sorbetto, per un piacevole contrasto di temperature e sapori, e un non memorabile tentacolo di polpo verace cotto a bassa temperatura per due ore con ventricina (impercettibile), bieta e panna acida. Discreta la calamarata con polpo, stavolta alla Luciana, con aggiunta di olive, accompagnata da un panino sfizioso per fare la scarpetta; un po’ troppo sapido, invece, il risotto con crema di mascarpone, olive e pomodoro in polvere predominante sugli altri ingredienti. Originale e ben eseguito lo sgombro con indivia, cachi e cachi arrosto, seguito da un piatto di funghi porcini con salsa aioli, maionese e tartufo e indivia, fichi, cachi arrosto e capperi. Dopo un gradito wafer con liquirizia e limone servito come pre-dessert, abbiamo assaggiato il Mont Blanc composto da una sfera di castagna contornata da panna, cocco e meringa e dei lamponi a guarnire, buono ma un po’ troppo impegnativo come dolce di fine pasto. Goloso il krapfen da farcire al momento con la crema che va messa in una siringa da pasticciere, seguito da un caffè ben estratto e dal sapore “cioccolatoso”.

AMBIENTE
Sala raffinata dalle pareti nere e tavoli distanziati di legno chiaro senza tovaglia; la cucina è a vista. Simpatiche le stoviglie e le posate che sono contenute in un’apposita scatola e giusto il volume della musica di sottofondo.

SERVIZIO
Un punto forte del locale, cortese e informato, con una grande disponibilità ad aggiustamenti personalizzati.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica