1978 – Roma

giovedì 22 Aprile 0:01 - di Redazione

1978
Via Zara, 27 – 00198 Roma
Tel. 06/69335743
Sito Internet: www.ristorante1978.it

Tipologia: tradizionale con spunti creativi
Prezzi: antipasti 20/35€, primi 30/45€, secondi 35/45€, dolci 16/18€
Giorno di chiusura: Domenica, Lunedì e Martedì

OFFERTA
Gli estimatori della nota trasmissione Masterchef saranno contenti di sapere che alle redini della cucina di questo ristorante, da novembre del 2019, c’è il giovane Valerio Braschi, vincitore dell’edizione 2017 del programma quando era poco più che maggiorenne. Dopo varie esperienze e consulenze in giro per l’Italia e non solo, è approdato in questo piccolo locale del quartiere Trieste, proponendo un tipo di cucina che, per certi versi, si può definire sperimentale ma che, a nostro avviso, ha bisogno ancora di crescere e di trovare una sua armonia gustativa. Il menù si apre con un percorso degustazione a 100€, per poi proseguire con le singole portate in cui sono evidenziati solo alcuni nomi degli ingredienti che le compongono, come va di moda ultimamente, mettendo il cliente nella condizione di dover chiedere maggiori spiegazioni sulla preparazione. Interessante e inusuale la medusa marinata con salsa ponzu assaggiata a inizio cena, meno il cubo di cuore di manzo marinato nell’aceto di mele con caviale dove la consistenza della carne era un po’ tenace e non era esaltata dall’abbinamento con le uova di pesce. Tra i primi abbiamo scelto la girella di pasta ripiena di pappa al pomodoro, prezzemolo e crudo di mare, in cui la sfoglia era troppo spessa a scapito del sapore complessivo, ben fatta la spigola arrostita con la sua pelle, adagiata su una crema di chorizo e accompagnata da un fungo anch’esso arrostito. In chiusura, ottimo il “banoffee”, un dolce a base di mousse di banane e cacao su un financier delicato e accompagnato da un gelato al latte di bufala; meno riuscito, secondo noi, l’altro dolce, ”l’uovo di Geppo” (la gallina dello chef), un finto uovo dal guscio croccante fatto di burro di cacao, crema al sesamo a riprodurre l’albume e crema di albicocche a rappresentare il tuorlo, alla lunga un po’ allappante. Sarebbe stato opportuno, al momento del caffè, avvisare il cliente che viene fatto con la moka, dandogli così la possibilità di accettare o declinare.

AMBIENTE
Il locale è composto da un’unica sala su cui si affaccia la cucina completamente a vista. Abbinamenti cromatici moderni e design curato sia nell’arredo che nelle stoviglie rendono l’atmosfera originale e a suo modo elegante.

SERVIZIO
Professionale anche se un po’ troppo impostato.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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