Cracco – Milano

martedì 2 Marzo 10:01 - di Redazione

Cracco
Corso Vittorio Emanuele II – 20121 Milano
Tel. 02/876774
Sito Internet: www.ristorantecracco.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: antipasti 46/56€, uova 46/70€, primi 46/50€, secondi 46/120€, dolci 36/50€
Giorno di chiusura: Sabato a pranzo; Domenica

OFFERTA
Cosa resta di un’esperienza da Cracco in Galleria? Sicuramente la sensazione di piacevolezza della location, che però, per quanto bella, da sola non può e non deve sopperire le mancanze della cucina, che invece lascia pochi ricordi e l’idea di quanto un certo tipo di alta ristorazione si stia inviluppando su sé stessa. Estetica curata sin nei dettagli e tecnica ineccepibile per dei piatti che però si sono rivelati senza anima e per i quali non è rimasto nessun ricordo gusto-olfattivo. Peccato! Il menù si apre con la scelta à la carte per poi proseguire con l’unico menù degustazione di 12 portate proposto a 195 euro, escluse le bevande. Avvio discreto con le cips alla quinoa, zafferano e spinaci, servite insieme a una finta foglia realizzata con il platano e con sopra della crema di castagne e gel di mirtilli, e con la finta noce di wafer alla barbabietola ripiena di crema di ricotta e maggiorana. Si prosegue con la rivisitazione (mal riuscita secondo noi) dell’insalata russa: due sfoglie sottili di zucchero che racchiudono la maionese con piselli, carote e patate, dove la grassezza della crema a base di uovo non era contrastata a dovere, bensì veniva esasperata dalla dolcezza dello zucchero, per un risultato altamente stucchevole. Buona la mousse di morone (un pesce di fondale) sormontata da una gelatina di limone con croccante alla nocciola. Invitante (almeno su carta) il riso mantecato ai ricci di mare e dragoncello, estratto di rape e caffè, che si è rivelato purtroppo un risotto alquanto anonimo e con il riccio che mal si sposava con la consistenza cremosa della preparazione. Neanche la gallinella arrosto con dischetti di tartufo e rapa, con zuppa bianca ristretta (una sorta di fumetto) versata sopra, ha risollevato le sorti della serata: il pesce era cotto bene, quindi umoroso e sodo, ma non creava nessuna armonia con il resto degli ingredienti. In chiusura una torta di miele e mandorle con cremoso allo yogurt (dal sapore poco acido), fettine sottili di prugne all’aceto di lamponi e gelato alle noci senza infamia e senza lode, seguita da un caffè ben estratto e dalla crema densa e persistente.

AMBIENTE
Ubicato al primo piano della Galleria Vittorio Emanuele II, vi si accede tramite ascensore che si trova all’interno della caffetteria a piano terra. Le sale si susseguono una dopo l’altra, affacciandosi tutte sulla bella galleria, e sono arredate con una sobria eleganza che richiama il perfetto mood milanese.

SERVIZIO
Professionale e quasi schematico, sicuramente poco empatico con il cliente. Ogni tanto si vede pure lo chef girare tra i tavoli.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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