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Scanzi, la Procura apre un fascicolo. Anzaldi: “La Rai sospenda il suo contratto con “Cartabianca””

La vaccinazione di Andrea Scanzi continua a far discutere.  La procura di Arezzo, guidata dal procuratore Roberto Rossi, ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda della vaccinazione del giornalista. Al quale, lo ricordiamo, è stata somministrata una dose di AstraZeneca venerdì scorso dopo che il suo nome era stato inserito nella lista della ‘panchina vaccinale’. Il fascicolo è stato aperto, secondo quanto apprende l’Adnkronos, “a modello 45”: senza cioè indagati e senza ravvisare al momento reati specifici. Nel fascicolo per ora sarebbero stati inseriti solo una serie di articoli di giornali che si sono occupati della vicenda.

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Scanzi, bufera Rai

Su Andrea Scanzi si sta scatenando anche un’altra bufera, il caso Rai

. Il giornalista del Fatto Quotidiano, che  ha fornito sui social una prima versione della vicenda, vorrebbe spiegare la sua posizione anche durante la trasmissione Cartabianca. Il che sarebbe imbarazzante. Un servizio pubblico che diventa servizio privato. Come si sa Scanzi è un opinionista pagato da viale Mazzini per intervenire nel talk-show di Bianca Berlinguer. Tra l’altro, nonostante le continue interrogazioni della Vigilanza, la Rai non ha voluto mai fornire i dettagli sul suo contratto. Ora, sul caso vaccini interviene il deputato renziano, Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

Anzaldi: “La Rai sospenda il contratto a Scanzi”

Intervistato dal Giornale, è categorico : non se ne parla. “Credo che la vicenda Scanzi meriti chiarimenti ufficiali dalle istituzioni competenti. In attesa che queste chiariscano  la questione, anche a seguito dell’apertura di un fascicolo della Procura di Arezzo, la Rai dovrebbe sospendere il contratto che ha con Scanzi per le sue ospitate pagate a Cartabianca. Una sospensione in via cautelativa, anche per evitare eventuali violazioni del Codice Etico del servizio pubblico”.

“Scanzi eviti danni d’immagine alla Rai”

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Tra i fondamenti del codice etico, ricorda Anzaldi c’è quello “di astenersi dal compimento di atti illegali, illeciti, non conformi al comune senso di rettitudine e al comune senso dell’onore e della dignità. Visto che ci sono verifiche in corso, annunciate dalla Asl e dalla Regione, credo sia doveroso attendere l’esito di queste verifiche prima di far tornare Scanzi a Rai3. Anche per evitare conflitti di interessi, oltre ad un potenziale danno d’immagine per la Rai”. Più chiaro di così.

“Scanzi si difenda in trasmissioni che non lo pagano”

Quanto al conflitto di interessi, va da sé che Scanzi è giornalista a libro paga della Rai , retribuito per scelta della trasmissione e della conduttrice. “Quindi se gli venisse consentito in quella sede di difendersi avrebbe un evidente condizione di favore -argomenta Anzaldi-:  difficile pensare che si troverebbe di fronte ad un contraddittorio duro e imparziale”. “Se vuole difendersi, vada come ospite in trasmissioni che non lo pagano”, dice secco Anzaldi. Che conclude: “È opportuno evitare, quindi, che una trasmissione del servizio pubblico diventi un’occasione di servizio privato a Scanzi”.

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