Cacciari brutale contro Conte e Draghi: “Vaccini? Io per loro potrei anche crepare”

martedì 23 Marzo 17:56 - di Adriana De Conto
Cacciari vaccini

Il filosofo Massimo Cacciari che nel servizio di Quarta Repubblica inveisce senza mezzi termini contro Conte e Draghi in una Venezia vuota e spettrale è spettacolo vero. Lui che grida: “Fosse per loro potrei anche crepare”, a proposito dei vaccini, è la raffigurazione plastica di quanto le cose non stiano andando nel verso giusto, nonostante a parole si “benedica” la discontinuità con il governo giallorosso. “Loro – ha esordito Cacciari ai microfoni di Quarta Repubblica su Rete Quattro – hanno in mente solo un’idea: la vaccinazione. E allora la facciano”.

Cacciari: “Io sono qua, chi mi chiama, me lo dicano”

Già, le facciano. E’ proprio  il piano vaccinale nel mirino del filosofo: “Io sono qua, ma chi mi chiama? Dove vado? Che me lo dicano”, scandisce. Alla domanda dell’inviato di Nicola Porro, l’ex sindaco di Venezia sbotta: “Io non ho fatto niente, sono nella fascia di età di chi può crepare tranquillamente perché la loro vita l’hanno fatta”, dice con buona dose di amaro sarcasmo. Ma non si ferma qui.

Cacciari: “Bisogna aprire le attività che possono farlo”

Nulla di sostanziale è cambiato. Per lui c’è una drammatica continuità tra il governo Draghi e il precedente. Una continuità data dal combinato disposto chiusure-vaccini. Cacciari critica la serrata totale che è la linea di continuità tra i due esecutivi: “Non è possibile procedere solo con vaccini e chiusure, bisogna aprire almeno le attività che possono farlo”.

Draghi come Conte

Cacciari fa notare un argomento che tutti dovrebbero conoscere:  “il rischio zero non esiste da nessuna parte, quindi di che cavolo stiamo parlando?”. Il governo dovrebbe infatti parlare di ben altro: “delle disuguaglianze che si stanno venendo a creare. Vogliamo parlare dei ristori che in Germania sono più alti? – incalza Cacciari nella sua argomentazione- .  Dobbiamo solo parlare di morti? Sì parla solo di questo. Ma vogliamo parlare del dopo?”. Già, il dopo.

 

 

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