Maestra di Torino perse il lavoro per un video hard: condannate due donne per revenge porn

venerdì 19 Febbraio 16:44 - di Luisa Perri
revenge porn foto

Un anno e un mese per la dirigente scolastica di un asilo nido del torinese che costrinse alle dimissioni una giovane maestra dopo che l’ex fidanzato divulgò in una chat un video hard. Lo ha deciso il tribunale di Torino che ha condannato a un anno anche la mamma di una alunna che aveva inoltrato le immagini ad alcune amiche. La dirigente scolastica era accusata di violenza privata e diffamazione, la mamma di tentata violenza privata e violazione del codice sulla privacy.

La maestra di Torino licenziat per il video hard

Con rito abbreviato il Tribunale di Torino ha, invece, assolto dall’accusa di violazione della privacy il papà di un alunna che era accusato di aver inviato alla moglie alcuni screenshot delle foto osé diffuse in chat dall’ex fidanzato della maestra di un asilo torinese. Per violazione della privacy , invece, è stata condannata a 8 mesi una ex collega della vittima. Per entrambi l’accusa aveva chiesto 8 mesi.

“Sono soddisfatta di questa sentenza, perché dopo anni la verità é venuta fuori anche se non mi mi sento risarcita a livello personale”. Cosi’ la maestra vittima di revenge porn commenta la sentenza che ha condannato la dirigente scolastica dell’asilo in cui lavorava e la mamma di una sua alunna.

Revenge porn: la versione della dirigente scolastica

“Ancora non ho trovato lavoro – ha aggiunto la ragazza – ora il mio obiettivo é tornare a insegnare in un asilo”. E a chi le chiede se ha perdonato, ha osservato: “non provo rancore, non sono io che devo perdonarli, io la mattina mi alzo e ho la coscienza pulita”.

Quanto alle affermazioni rilasciate subito dopo la sentenza dalla dirigente scolastica, “Siamo tutti lupi cattivi in una storia raccontata male”,  la ragazza ha risposto seccamente. “Questa storia é stata raccontata fin troppo bene, senza molti dettagli” Le scuse? “Posso anche accettarle ma non me ne faccio niente”, ha concluso.

Il pm Chiara Canepa aveva chiesto una condanna a 14 mesi per la direttrice dell’istituto. E a 12 mesi per la madre della bimba. Ha sostenutom in particolare, che la direttrice “l’ha costretta ad allontanarsi dall’asilo di fronte alle altre insegnanti”. Inoltre, successivamente “ha informato alcuni genitori che la maestra era protagonista di video hard”.

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