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Il politologo Natale: «Grandi spazi per la Meloni. Ecco perché FdI può diventare il primo partito»

Fratelli d’Italia potrebbe diventare il primo partito italiano.  Il governo Draghi ha sparigliato le carte costretto a riposizionarsi i partiti e gli elettori. A pensarla così è Paolo Natale che, dalle colonne di Italia Oggi, fotografa la situazione attuale. A partire dalla maggioranza che sostiene l’ex presidente della Bce. Che il politologo, docente all’Università di Milano,  definisce “una marmellata politica“.

Paolo Natale: “Fratelli d’Italia potrebbe conquistare il podio”

“Siamo in una fase “in cui gli schieramenti si sono sfarinati e le maggioranze di governo sono variabilissime”. Per questo – scrive il  consulente dell’Istituto di ricerca – la Lega di  Matteo Salvini

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, primo partito nei sondaggi, deve giocarsi bene le sue carte.  L’ingresso al governo la pone davanti a un bivio. Certo deve  rispondere alle richieste del mondo produttivo del Nord. Che vede nel governo di di Mario Draghi una garanzia per la ripresa economica. Dall’altro, deve rispondere alla base movimentista che a stare con il Pd proprio non voleva e per la quale un governo di larghe intese resta indigeribile”.

Il politologo: la Lega deve giocare bene le sue carte

Un’impresa difficile. È un equilibrio difficile da mantenere. Che – osserva  Paolo Natale – potrebbe aiutare l’alleata Giorgia Meloni, l’unica dall’altra parte della barricata: quella dell’opposizione.

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 Sarà lei ad attirare  la destra più radicale (che Natale definisce inferocita) che prima faceva riferimento al Carroccio. Con la scelta del governo Draghi assistiamo a una inversione dei ruoli tra il leader della Lega e la leader di Fratelli d’Italia all’interno della stessa coalizione.

I sondaggi non mentono

“I sondaggi non mentono, la mossa di opporsi al governo dell’ex banchiere sta pagando. I primi dati dicono che continua a salire, è proiettata a scalzare il Pd, che non riesce a sfondare quota 20 per cento. Non è escluso che diventi primo partito”.  Solo una previsione. Non mancano le incognite. Sempre legate a che cosa metterà in piedi il nuovo governo. “ Se Draghi non riuscirà a portare a segno quanto sperano gli italiani,  per la Meloni si aprono grandi spazi. “Anche perché, e questo non è secondario, pur essendo unica alternativa al governo delle larghe intese non è mai apodittica, mai estremista”. Se l’esecutivo, invece, riuscirà nell’impresa, il ruolo di FdI potrebbe indebolirsi molto.

Infine, prosegue l’analisi del politologo, anche il terzo partito del centrodestra,  Forza Italia ottiene benefici dalla caduta del governo Conte. Berlusconi, che è  stato il primo sostenitore dell’esecutivo Draghi, dimostra di contare ancora nel panorama politico. Non stupisce, dunque, che il Cavaliere segua “un andamento ascendente costante“.

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