Lo chef La Mantia, una furia: «A pranzo il Covid non c’è, la sera sì? La gente non è cretina»

martedì 27 Ottobre 10:15 - di Roberto Mariotti
chef La Mantia

«Sono desolato». Lo dice lo chef Filippo La Mantia, che all’Adnkronos non nasconde la rabbia per l’ultimo dpcm. Una mazzata per la ristorazione. «È una situazione anomala», spiega. «A pranzo il Covid nei ristoranti non c’è e dalle 18 in poi sì? C’è un’insicurezza di base da parte del governo che non riesce a visualizzare la situazione».

Lo chef La Mantia: la cena non esisterà più

«Per carità», sottolinea, «non voglio pormi al di sopra del governo. Ma come settore, noi della ristorazione, come i bar e chi lavora nello spettacolo, viviamo di persone. Così è uno stillicidio incredibile. La cena non esisterà più fino a novembre. Però credo che in un mese non si risolverà la situazione». La Mantia, titolare di “Oste e cuoco”, ristorante e salotto meneghino in piazza Risorgimento, non si dà pace. «Sabato sera avevo tutti i tavoli occupati. Le persone alle 19.10 sono venute a cena e poi alle 22.30 sono andare via senza fare drammi. La gente non è cretina che va nei posti in cui non si sente in sicurezza. Se vanno al ristorante è perché si sentono sicuri».

«Abbiamo speso tanto per la messa in sicurezza»

«Le persone sono stupite per noi e per quello che dobbiamo sopportare pur avendo agito con correttezza e in sicurezza». A parlare, per lo chef La Mantia, sono i numeri. «Mi sono stufato di dimostrare sempre qualcosa. Ma vorrei far vedere le spese che abbiamo sostenuto in questo periodo per mantenere tutto in sicurezza. 70mila euro l’anno sono andate via solo per l’impresa di pulizie. È solo una voce ma ne potrei elencare altre mille: dalle 4-6 mascherine al giorno per i dipendenti, ai litri e litri di gel igienizzante, agli spray disinfettanti. E non è servito a nulla. Mi fa arrabbiare che veniamo considerati come luoghi di movida, il ristorante non fa parte della movida».

Lo chef La Mantia: basta con le prese in giro

Nessuno ha la bacchetta magica ma con i contagi in impennata, secondo lo chef, il governo dovrebbe prendere decisioni radicali. «Dicano chiaramente di chiudere totalmente, così non ha senso. In giro c’è gente, i bus sono pieni». Poi aggiunge: «Ho sempre le stesse spese anche se sono chiuso dalle 18. Le uscite sono le stesse ma le entrate non ci sono».

Commenti

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  • ROSANNA 28 Ottobre 2020

    SE LO DOMANDANO TUTTI GLI ITALIANI SE IL COVID CIRCOLA FINO ALLE 18.00 O A ALLE 23.00 E POI NO. SIAMO ALLA FOLLIA… UNA MANICA DI INCOMPETENTI CHE, TRA L’ALTRO, SI TROVA AL GOVERNO ILLEGITTIMAMENTE… IN TUTTI I CASI, COVID (SITUAZONE TRAGICA) O NO, SIAMO ORMAI ALLO SBANDO. LA NOSTRA DEMOCRAZIA STA PER GIUNGERE AL TERMINE… LA NOSTRA LIBERTA’ PERSONALE E’ ORMAI MINATA, SIAMO CONTROLLATI AL 100%, MANCO I NOSTRI SOLDI POSSIAMO PIU’G ESTIRE COME CI PARE….E’ UNA COSA ASSURDA E INACCETTABILE… PERSONALMENTE HO TANTA FIDUCIA IN GIORGIA MELONI E SPERO CHE, VISTO I CONSENSI CHE IL SUO PARTITO STA AVENDO IN AUMENTO OGNI GIORNO, AL PIU’ PRESTO POSSA ANDARE AL GOVERNO E RIMETTERE A POSTO LE COSE… PER FAVORE GIORGIA FAI IL POSSIBILE