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Buffonata sui vitalizi. Bastava una legge, ma non hanno voluto farla

Che buffonata questa dei vitalizi senza legge, riecco i coccodrilli puntualmente in azione con le loro lacrime a delitto compiuto e nemmeno perfetto.

Inprovvisamente tutti contro tutti per il taglio del taglio. Eppure i vitalizi sono stati aboliti nel 2012 e tutti sembrano essersene scordati. Poi, nel 2018, con semplici delibere degli uffici di presidenza di Camera e Senato sono stati ricalcolati senza alcun criterio logico e adesso cadono sotto la scure della commissione di Palazzo Madama chiamata a decidere sui ricorsi. Una sentenza, non una decisione politica.

Una legge sui vitalizi e non una buffonata

Sbagliata sicuramente nei tempi. E probabilmente anche nei contenuti. Ma tutti lo sapevano che sarebbe finita così, Cinquestelle compresi. Ed ora fingono di cadere loro, ma dalle nuvole.

I vitalizi torneranno come prima? No, se si segue la strada corretta, non viziata dalla propaganda. Ormai è noto il pensiero della Corte Costituzionale, che potrebbe trovarsi di fronte un nuovo nodo da sciogliere. Non crediamo ci voglia molto a varare una legge – e non una delibera – che segua i criteri di ragionevolezza più volte fissati.

Ma ci vuole il coraggio di chi sa che approvare norme in materie così delicate è attività complessa che non può prestarsi a giochi propagandistici. Se i Cinquestelle avessero avuto il coraggio di seguire la strada della legislazione ad hoc oggi non ci sarebbe il problema. Invece si è preferito illudere gli italiani che era stato tutto risolto. Nemmeno per idea.

Ovviamente, la decisione della commissione contenziosa non entrerà mai in vigore. Perché ci saranno appelli, urla, schiamazzi. Quindi nessuno ne beneficerà. Una polpetta avvelenata utile solo alla propaganda di chi si porta a casa decine di migliaia di euro al mese per fare il parlamentare che vota sì o no alla fiducia al governo Conte e ne toglie qualche centinaio o migliaio a chi c’era prima di lui. E se non accadrà nulla adesso, se ne riparlerà tra qualche tempo con arretrati enormi da restituire… Una pazzia.

Come fare? Ascoltate la Corte Costituzionale

Che ci siano trattamenti pensionistici esagerati è indubbio. E che ci sia cumulo di pensioni “politiche” è vero. Che ci sia chi ne ha beneficiato per aver sostato in Parlamento o in regione per poco tempo è acclarato. Bastava fare una legge per alzare l’asticella. Ma bisognava rispettare la Costituzione e per questo si è preferita la scorciatoia andando a sbattere.

Ci vuole molto a scrivere in un articolo di legge principi seri, presidenti Casellati e Fico? E pensare che la parte più difficile era stata approvata da “quelli di prima” con l’abolizione dei vitalizi con una legge. Perché da allora vige il sistema contributivo. Che però è stato disciplinato in maniera arbitraria.

Risparmiare sulle vedove non è mai una cosa equa. Colpire loro perché c’è stato chi ne ha approfittato con qualche giorno di legislatura ha rappresentato la vera stortura.

Gli uffici legislativi di Palazzo Chigi, Camera e Senato lavorino con la Consulta e trovino la soluzione equa. Si può togliere il contributivo a chi ha militato poche settimane nelle istituzioni? Se la Consulta dice sì, procedete. Altrimenti tacete se non sapete fare il vostro mestiere di legislatori varando norme in grado di resistere ad ogni ricorso. Il pasticcio è nato tutto a Palazzo. Se vi spaventate per qualche strillo che ci state a fare…