25 aprile, festa antifascista o di liberazione dal virus? Fa discutere l’idea lanciata da Carlo Petrini

8 Apr 2020 14:25 - di Vittoria Belmonte

Sarà un 25 aprile diverso. Niente sfilate. E niente cortei. Al momento l’iniziativa di cui si discute non è dell’Anpi ma di Carlin Petrini, il fondatore di Slowfood che ha lanciato un’idea. E la spiega così al Corriere della sera: «Ho pensato: quel giorno non possiamo stare a casa! Per questo abbiamo deciso di lanciare un evento digitale con l’hashtag #iorestolibero. Sarà una grande piazza virtuale dove, dalle 11, sui nostri social, scenderemo in strada simbolicamente. Tutto nasce da un appello sottoscritto da oltre millequattrocento protagonisti italiani della cultura, della società civile, dello spettacolo e dello sport». Il sito è www.25aprile2020.it. Tra i firmatari Liliana Segre, Renzo Piano, Francesco Guccini. Ha aderito anche il Pd di Nicola Zingaretti.

Un 25 aprile non più all’insegna dell’antifascismo ma della solidarietà: con l’occasione viene anche lanciata una raccolta di fondi. “Io – dice ancora Petrini – all’inizio pensavo di arrivare massimo a un centinaio di firme… E invece, ci sono persino un cardinale e cinque vescovi. Accanto a Jo Squillo, Rita Pavone, Maria De Filippi… Insomma, una trasversalità che ribadisce quanto il 25 aprile sia la festa di tutti”. Persone e non partiti, senza distinzioni. Ha firmato Orietta Berti, accanto a uno come Piero Pelù. Durerà questa idea di un 25 aprile condiviso dalle persone e non soggiogato dall’ideologia? O la festa sarà alla fine appannaggio della solita sinistra con la sua retorica divisiva? E’ presto per fare valutazioni. Intanto notiamo che persino Zingaretti, nell’aderire all’appello, non menziona l’antifascismo:  “Una grande piazza digitale e virtuale per unire l’Italia nel nome della democrazia, della libertà e di un futuro migliore per tutti. Ne abbiamo bisogno #iorestolibero”, dice il segretario del Pd.

Allo stato attuale il 25 aprile potrebbe diventare la festa della liberazione da un virus che ha portato troppi lutti e troppa tragedia. Ma non mancano i paladini del 25 aprile tradizionale. Come il manifesto che nel rilanciare l’appello di Petrini osserva che dovrà essere un festeggiamento virtuale contro le “torsioni autoritarie” che il virus ci sta portando, come in Polonia e in Ungheria.Vedremo alla fine se prevarrà l’ideologia della divisione e dell’antifascismo o se la data potrà finalmente cambiare il suo carattere e trasformarsi, sull’onda dell’emergenza, in una festa nuova e diversa.

 

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