Ristorante D’O – Milano

giovedì 26 marzo 0:01 - di redazione

Ristorante D’O
Piazza della Chiesa, 14 – 20010 Milano
Tel. 02/9362209
Sito Internet: www.cucinapop.do

Tipologia: ricercata
Prezzi: menù Esattezza 80€, menù Armonia 110€
Giorno di chiusura: Domenica e Lunedì
OFFERTA
Il grande pubblico conosce Davide Oldani grazie alla risonanza garantita dal piccolo schermo, in particolar modo quest’anno con il famoso spot girato con il più grande tennista di tutti i tempi per un noto marchio di pasta. Non sappiamo però quanti di loro hanno deciso di conoscerlo dal vivo, nel suo splendido ristorante alle porte di Milano facilmente raggiungibile pure con i mezzi pubblici (metro rossa fino a Molino Dorino e da lì il pullman Z620 con fermata San Pietro all’omo a 50 metri dal locale). Il consiglio per chi non l’ha ancora fatto è di provvedere quanto prima, anche perché considerando il tipo di cucina i prezzi sono davvero più che abbordabili, praticamente la metà di quelli dei concorrenti di pari lignaggio. Il menù è snello e presenta due percorsi degustazione vincolanti per l’intero tavolo che per 80 e 110 euro ripercorrono rispettivamente i grandi classici e la nuova linea, affiancati da 3 scelte per portata per chi volesse ordinare à la carte, con l’ulteriore possibilità di estrapolare piatti dai percorsi suddetti. Noi abbiamo optato per il primo, apprezzando innanzitutto la correttezza nel consegnare la carta degli aperitivi, informando così l’avventore sul loro costo, prima di porre la classica domanda “partiamo con …?”. L’accoglienza è stata delle migliori grazie a degli appetizer davvero sfiziosi fra cui segnaliamo una strepitosa mozzarella in carrozza servita liquida in forma sferica. Si prosegue su buoni livelli con la melanzana caramellata con Grana Padano Riserva caldo e freddo e con le capesante cotte alla perfezione servite con insalate liquide amare, pepe rosa e zenzero. Ma il vero cambio di passo verso l’eccellenza arriva con il risotto dalla mantecatura classica, sormontato da semi tostati, profumo di caffè e mirtillo: un piatto davvero sconvolgente per equilibrio e sapore, con le diverse consistenze e tendenze a caratterizzare ogni boccone. Da applauso pure la triglia con cialda di mais e riduzione al rosmarino e la variazione del coniglio con il lombo cotto a bassa temperatura e la coscia stracotta e sfilacciata servita con pinoli e olive taggiasche, il tutto terminato con il fondo di cottura ridotto insieme al Rossese. Bellissimo, oltre che buono, il dolce: una riproduzione di un’albicocca composta da cioccolato e confettura servita su un crumble al cioccolato, seguita da un bicchiere di vermouth gentilmente offerto, da una curata piccola pasticceria – originale la sfera di cioccolato a forma di palla da biliardo n.8, quella con cui si conclude la carambola – e da un caffè dalla spiccata quanto gradevole acidità, solo leggermente sottoestratto.

AMBIENTE
Bellissimo il locale, con le vetrate affacciate sulla piazza e spazi interni di sobria eleganza giocati su forme squadrate. La cura per i dettagli è maniacale, con i tavoli e le sedie in legno disegnati dallo chef in persona e una mise en place originale con il celebre cucchiaio/forchette proposto per quasi tutti i piatti.

SERVIZIO
Ci verrebbe da dire che il numero di camerieri sia sovradimensionato rispetto a quello dei coperti, ma questo si traduce in una tempistica perfetta garantita pure da una cucina grande e “popolata”.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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