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Mascherine prodotte dai materassai e valvole in 3D: la creatività italiana contro il Coronavirus

Mascherine prodotte da chi prima faceva materassi e tessuti. E valvole per i respiratori polmonari prodotte “artigianalmente” con stampanti 3D.

L’Italia rispolvera, nell’emergenza del Coronavirus, una delle sue doti migliori assieme alla resilienza, la creatività. Quella creatività e quella genialità italica che ci viene unanimamente riconosciuta in tutto il mondo. E che ha sempre conquistato gli stranieri. Per le nostre capacità di trovare sempre una soluzione per tutto.

E dunque, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, mentre molti Paesi produttori dei dispositivi di protezione individuale, quindi le famose mascherine, bloccano e sequestrano le spedizioni verso l’Italia di questi materiali così preziosi in questo drammatico momento, c’è chi cerca e trova una soluzione nazionale.

Mascherine al posto di materassi e tappezzerie: l’idea della ditta Trovato

Come la storica ditta Trovato di Giarre, in provincia di Catania. Che dal 1960 produce materassi e tappezzeria. Ma davanti all’emergenza Coronavirus , ha deciso di fabbricare, e regalare, mascherine in tessuto, lavabili.

L’intento è quello di venire incontro alle carenze dei dispositivi di protezione.
Da lunedì scorso, giorno di avvio della produzione, sono già 2000 le mascherine realizzate e regalate prima di tutto agli anziani, i più esposti al rischio di complicazioni in caso di contagio, e ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e degli istituti bancari. Che non possono usufruire dello smart working.

“Stiamo assistendo non solo alla carenza di mascherine sul mercato ma anche a forme di sciacallaggio intollerabili, con prezzi ormai giunti alle stelle. – commenta l’imprenditore Roberto Cavallaro – Vogliamo dare il nostro personale contributo nella lotta a questo nemico invisibile”.

Mascherine in tessuto disinfettabili con il vapore

Le mascherine, realizzate con cotone e poliestere, sono quasi del tutto impermeabili all’acqua. E presentano due strati di tessuto, uno interno ed uno esterno. Ed una fibra protettiva tra i due strati. Possono essere riutilizzate, lavandole in acqua calda per pochi minuti. E, poi, asciugandole oppure disinfettandole con il vapore.

Un’altra azienda di Scandicci, in provincia di Firenze, la Edo.Mat ed Elys Color, questa volta di pelletteria, si è messa a disposizione per produrre mascherine. Ed è alla ricerca delle materie prime necessarie. Ha fatto sapere che le mascherine verranno, poi, date gratuitamente.

“Faccio un appello a tutte le aziende che producono materiale utile per creare le mascherine. – dice il titolare Antonio Montagnani – Sono disposto a mettere a disposizione la mia azienda, le mie macchine per produrre mascherine. E sono con me in questa decisione anche i miei 31 dipendenti. Vogliamo donarle, non venderle. Sono alla ricerca del materiale per far partire la produzione quanto prima. Sono pronto a comprarlo a mie spese pur di portare avanti questo progetto”.

Le valvole dei respiratori polmonari stampate in 3D

E invece all’ospedale di Chiari avevano necessità di un centinaio di valvole cosiddette “Venturi”. Valvole che collegano un macchinario per la ventilazione polmonare alla maschera dei pazienti in terapia sub intensiva.
Le valvole per i respiratori erano finite. E non sarebbero arrivate in tempo. Così l’ospedale si è rivolto ad alcuni ingegneri italiani specializzati nella stampa in 3D. Che hanno prodotto le valvole in tempi record con le stampanti in 3D.

In Sicilia le aziende del Distretto meccatronica hanno completato la realizzazione dei campioni dei dispositivi di sicurezza “made in Sicily” per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Si tratta di mascherine, maschere protettive in 3D per medici e infermieri e gel igienizzanti.

Su indicazione dell’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano, il presidente del Distretto meccatronica, Antonello Mineo, ha trasmesso tutte le schede tecniche dei prototipi al responsabile della Protezione civile regionale, Calogero Foti.