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Ramelli

Ramelli ricordato sul Corriere da Walter Veltroni. L’odio è anche antifascista, ma nel pezzo non c’è scritto…

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  1. Mauro collavini ha detto:

    Bè Veltroni è un signore come lo dovrebbero essere tutti i politici. Non si fa politica con la violenza bensì con il confronto dialettico. Per fortuna oggigiorno coloro che si. Proclamano fascisti sono molto. Più democratici dei democratici sopratutto di sinistra che anziché confrontandosi dialettica ente non avendo alcunché da trasmettere utilizzano la forza e la violenza.

  2. Luigi Graziani ha detto:

    caro Francesco, quello di walterino mi sembra, anzi è, un pentimento postumo, vigliacco e quindi interessato. ricordo benissimo la vicenda del povero Sergio. all’epoca ero al liceo anch’io ed anch’io ero bersagliato non tanto dagli altri studenti, tutti abbastanza ignorantelli e di provincia, bensì dai professori, in particolare dalla professoressa di italiano (ottusa beghina democristiana) e dal professore di filosofia (domenicano). ricordo quegli anni con profondo disagio. noi non potevamo espriemere le nostre idee, sempre rivoluzionarie ed attuali, gli altri potevano dire tutte le stupidagini che volevano. c’era in noi, ragazzi di destra, un senso sia di impotenza, ma al contempo anche di fierezza. fierezza di professare qualcosa di vero, qualcosa di sano. già allora ero convinto che tutto fu architettato in maniera scientifica da chi deteneva il potere, dc e pci. ricordi l’arco costituzionale che metteva all’angolo il MSI? ricordi gli opposti estremismi? certo che lo ricordi anche perchè tu più di me lo hai vissuto più direttamente essendo vissuto a Roma, mentre io stavo in un paesotto della provincia, Spoleto. Tu perchè sei assurto agli allori della politica mentre io ho esercitato la mia professione di medico. eppure era presente in me la convinzione che ci volevano isolare, che ci volevano tarpare le ali, proprio quando le nostre idee stavano tornando prepotentemente alla ribalta con l’avanzata poderosa del MSI almirantiano… poi ci fu l’operazione di andreotti che spaccò il partito, ci furono i morti, ci forono le indagini tutte contro i “neofascisti”, addirittura costruirono una campagna mediatica per dimostrare che vi erano delle faide omicide all’interno dei ragazzi di destra. a distanza di decenni però la verità è giunta. ora siamo più o meno al medesimo punto. certo molto più edulcorato, ma i sinistri stanno inscenando questa stupida e spocchiosa campagna antifascista, anzi come dici Tu, neoantifascista. siamo, dicevo, al medesimo punto. vogliono come allora criminalizzare le nostre idee perchè hanno il terrore di dover lasciare il lauto pasto che stanno facendo ormai da troppo tempo. spero vivamente che prima o poi questi… innominabili vadano definitivamente a casa. noi ed i nostri giovani siamo sempre gli stessi! questo lo sanno e ne hanno terribilmente paura, ma ora non cadremo nel tranello di allora. ora vinceremo e non ci saranno prigionieri… ciao Francesco

di Annalisa Terranova - 16 Febbraio 2020