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Corruzione, la Camera nega l’arresto del forzista Sozzani: Pd e M5S spaccati

L’aula della Camera dice “no” all’arresto del deputato di Forza Italia, Diego Sozzani, accusato di corruzione e di finanziamento illecito dei partiti nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Milano. Il primo agosto scorso, la Giunta per le autorizzazioni a procedere aveva deciso a maggioranza di dare il via libera agli arresti domiciliari ai danni del deputato novarese di Fi, richieste dal gip di Milano. Oggi, invece, il verdetto della Giunta non ha retto alla prova dell’aula. A favore, infatti, hanno votato 235 deputati, contro hanno votato 309 deputati.

Il voto segreto della Camera rimescola le carte

È infatti accaduto che Pd e M5s hanno votato ognuno per proprio conto, senza tenere conto del “vincoli”‘ di maggioranza e in pratica si sono spaccati alla prova del voto segreto. Dem e 5Stelle, in sede di dichiarazione di voto, rispettivamente con i deputati Bazoli e Saitta, avevano confermato il parere favorevole alla richiesta di arresti domiciliari, proposta e votata il primo agosto in Giunta per le autorizzazioni alla Camera. Sulla carta M5s e Pd potevano contare su 327 voti. Ma lo scrutinio segreto ha rimescolato le carte e i voti della maggioranza giallorossa sono confluiti nel mucchio di quelli di Fi, Lega e Nci che avevano detto no agli arresti. Leu, invece aveva lasciato libertà di coscienza, ai propri deputati.