Di Maio senior: «Chiedo scusa, ho sbagliato io. Lasciate stare mio figlio»

lunedì 3 Dicembre 15:16 - di

È il giorno del pentimento per Di Maio senior. Un filmato, l’espressione mortificata, le forche caudine della pubblicazione sui social. L’ammissione di colpa con l’appello che suona lasciate in pace mio figlio, un po’ alla i figli so’ piezz’e core, versione maschile di Filumena Marturano. Non dev’essere stato facile apparire così, sul web. «Sono semplicemente un piccolo imprenditore che ha commesso degli errori: chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda alcuni anni fa», dice Antonio Di Maio, il padre del vicepremier, su Facebook. Torna sulla vicenda tirata fuori dalle Iene in merito all’azienda di famiglia. «Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare, ma lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla – assicura Antonio Di Maio – Come ogni padre ho provato a non far mancare nulla alla mia famiglia, per questo nei periodi difficili ho cercato di andare avanti da solo perché non volevo pesare su di loro. So che tanti papà mi capiscono».
«Io ho certamente commesso degli errori, delle leggerezze di cui mi prendo tutte le responsabilità e, come ho già detto, sono pronto a rispondere dei miei errori, ma dovete lasciar stare la mia famiglia», aggiunge. «Essere un piccolo imprenditore non è facile – dice Di Maio senior in un passaggio del video – soprattutto quando le commesse non vengono pagate, c’è crisi, e a volte si ha paura di non andare avanti. Ho sbagliato a prendere lavoratori in nero, per carità, ma l’ho fatto perché in quel momento non trovavo altra soluzione a una situazione difficile. Ribadisco che i miei figli non c’entrano nulla in tutto questo, ho nascosto i miei errori per un motivo banale che per me era importante: avevo pausa di perdere la loro stima, cosa che forse è accaduta comunque». Poi conclude: «Luigi a volte ha dato una mano in azienda, come fanno tanti figli con i padri, e ci sono tanti documenti che lo provano: lui li ha già pubblicati. Io sono molto orgoglioso dei miei figli e sono orgoglioso di Luigi».

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