Papa Bergoglio parla di morte e Apocalisse: «È saggio pensare alla fine»

martedì 27 novembre 16:53 - di Corrado Vitale

Desta sempre un po’ di inquietudine quando un papa parla dell’Apocalisse, la parte più misteriosa, criptica e (per molti) inquietante della rivelazione cristiana. Abituati ai messaggi talvolta caramellosi  che arrivano dalla Chiesa odierna, si rimane un po’ colpiti quando Papa Francesco parla delle verità ultime che riguardano sia l’umanità intera sia ogni singolo uomo. Ma, tant’è, fa non poco riflettere quello che dice oggi Bergoglio. ‘Come sarà la mia fine? Come vorrei che il Signore mi trovasse quando mi chiamerà?” È  saggio pensare alla fine, ”ci aiuta ad andare avanti”, a fare un esame di coscienza su quali cose dovrei correggere e quali ”portare avanti perché sono buone”. Papa Francesco, riferisce Vatican News, dedica la sua omelia del mattino, a Casa Santa Marta, alla fine del mondo e della propria vita, perché ”in quest’ultima settimana dell’anno liturgico la Chiesa ci fa riflettere su questo, ed ”è una grazia” commenta ”perché a noi non piace pensare alla fine”, ”rimandiamo sempre a domani questo pensiero”. Nella Prima Lettura, dal Libro dell’Apocalisse, san Giovanni parla della fine del mondo ”con la figura della mietitura”, con Cristo e un Angelo armati di falce. Quando sarà la nostra ora, prosegue Francesco, dovremo ”far vedere la qualità del nostro grano, la qualità della nostra vita”. E prosegue: ”Forse qualcuno di voi dice: ‘Padre, non sia così tetro, che queste cose non ci piacciono … ‘, ma è la verità”.

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