Furbetti del cartellino all’Assessorato alla salute: 42 indagati, 11 arresti

martedì 27 novembre 10:40 - di Greta Paolucci
Ancora furbetti del cartellino, stavolta la GdF colpisce all’Assessorato alla salute della regione Sicilia: 42 gli indagati al termine delle indagini, con 11 persone finite direttamente agli arresti domiciliari. Continua senza sosta la lotta al fenomeno dell’assenteismo nelle Pubbliche amministrazioni dello Stato da parte dei finanzieri del Comando provinciale di Palermo: a finire questa volta nel mirino degli investigatori è stato l’Assessorato regionale alla Salute con sede in piazza Ottavio Ziino.

Furbetti del cartellino all’Assessorato alla Salute

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, ha messo in luce l’esistenza di una «consolidata prassi di assenteismo ingiustificato realizzata attraverso un andirivieni di dipendenti pubblici che, in completa autonomia, gestivano i loro turni di servizio con presenze fittizie debitamente e furbescamente certificate». La solita tattica, dunque, quella smascherata dai finanzieri siciliani, che prevedeva di dividersi presenze e marcatura del bedge: anche questi ennesimi furbetti del cartellino, infatti, grazie alla mutua collaborazione fra loro, ovvero tramite lo scambio delle tessere di accesso agli uffici dell’Assessorato e l’utilizzo improprio dei pc aziendali, riuscivano in modo sistematico ad attestare false presenze. Molti dipendenti infatti, seppur fittiziamente e con l’escamotage ormai arci-noto appena descritto, risultavano in servizio, «mentre erano soliti recarsi a lavoro con circa 3 ore di ritardo, occuparsi di faccende private quali per esempio la spesa o il parrucchiere, e in taluni casi persino raggiungere località fuori Palermo», dicono i finanzieri

Dopo le indagini delle fiamme gialle: 42 indagati, 11 ai domiciliari

Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle, attraverso pedinamenti e riscontri sul territorio e tramite l’utilizzo di microspie hanno dunque «consentito di smascherare il fenomeno di “dipendenti fantasma”, «rilevando e censendo più di 400 ore fraudolentemente attestate, ma in realtà mai rese». A finire sotto accusa sono stati 42 dipendenti dell’Assessorato regionale che, a vario titolo, risponderanno dei reati di truffa aggravata, accesso abusivo al sistema informatico e false attestazioni e certificazioni, di cui 11 sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, 11 sono stati destinatari della misura dell’obbligo di firma e 20 denunciati a piedi libero.

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