Nigeriani costringevano una donna a prostituirsi minacciandola col “wodoo”
Cronaca - di Robert Perdicchi - 8 Novembre 2016 - AGGIORNATO 8 Novembre 2016 alle 18:49
La Polizia di Stato ha posto fine all’incubo vissuto da una giovane, fuggita dalla miseria del suo paese e finita nelle mani di una spietata organizzazione criminale di nigeriNI che ha tentato di costringerla a prostituirsi, minacciandola con riti “woodoo” e segregandola in una stanza. Gli agenti della Squadra Mobile di Palermo, con l’ausilio dei colleghi di Trapani e del Commissariato di Castelvetrano, hanno fermato con l’accusa di sequestro di persona e induzione alla prostituzione tre connazionali della ragazza: Juliet Matthew, di 27 anni, Precius Matthew, di 28, e Daniel Eguavon, di 26. Durante la sua prigionia la donna, attraverso un cellulare, è riuscita a contattare l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni che a sua volta si è messa immediatamente in contatto con gli Uffici della Squadra Mobile di Palermo. Dopo lo sbarco la donna si era messa in contatto con i suoi referenti nigeriani in Italia, ma per onorare il debito contratto le era statto subito detto ce si sarebbe dovuta prostituire. Al suo rifiuto, i tre sono passati alle vie di fatto, rinchiudendola in una stanza senza viveri per un giorno intero. Ma la giovane è riuscita a chiedere aiuto all’Oim, la quale ha provveduto a metterla immediatamente in contatto con personale della Squadra Mobile di Palermo. A questo punto gli investigatori, attraverso sofisticati sistemi di localizzazione e sulla scorta della descrizione fornita al telefono dalla donna sul panorama che scorgeva dalla sua prigione,sono riusciti ad individuare il luogo di prigionia della ragazza, alla periferia di Castelvetrano e hanno fatto irruzione nell’appartamento, traendola in salvo e fermando i tre aguzzini, due donne ed un uomo.
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