Polizia penitenziaria in rivolta: «In mensa costretti a mangiare tra i ragni»
Cronaca - di Roberto Mariotti - 17 Febbraio 2016 - AGGIORNATO 17 Febbraio 2016 alle 17:47
Muffa e ragni ovunque. Una situazione allucinante quella che ogni giorno viene vissuta dagli agenti di polizia penitenziaria nella Casa circondariale di Sassari: gravissime le condizioni igienico-sanitarie nella mensa obbligatoria di servizio e a nulla sono servite le proteste. A denunciarlo è il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Domenico Nicotra, che dichiara come sia «inammissibile continuare a fornire al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria un servizio che rasenta lo zero assoluto».
La rabbia della polizia penitenziaria
«Per fornire un’idea su come è l’attuale situazione nella mensa dell’Istituto sassarese – precisa Nicotra – basti pensare che le celle frigorifere risultano non funzionanti e con tutto ciò si continua a conservarvi prodotti che ovviamente risultano essere scongelati. Le pietanze cucinate nei giorni precedenti continuano ad essere conservate nei frigoriferi per essere, presumibilmente, somministrati nei giorni a seguire al personale ignaro della loro condizione. Inoltre – prosegue il sindacalista – per fare un quadro completo della vetustà della mensa si deve registrare la presenze di muffe sui cibi, ragni e ragnatele nei locali, vettovagliamento con residui di cibo e per concludere l’assenza di abbigliamento idoneo tra il personale addetto. Di recente – conclude Nicotra – l’Amministrazione Penitenziaria è stata costretta a chiudere per motivi igienico-sanitari un altro istituto della Repubblica, speriamo che quello di Sassari non sia il secondo».
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