Monte Bianco, Italia e Francia tornano a litigare per il confine

8 Set 2015 12:46 - di Martino Della Costa

Monte Bianco, la vetta della discordia. Di nuovo. A far scoppiare il caso è stato il sindaco di Chamonix che ha fatto bloccare l’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, considerandolo in territorio francese. L’eco della protesta è arrivato a Courmayeur, dove si è alzato un solo grido: «Lassù è Italia, non hanno competenza». E la guerra dei confini torna a dividere alimentando un caso al limite dell’assurdo…

Monte Bianco, la guerra dei confini

La «guerra» dei confini si è all’improvviso acuita dopo la conclusione dei lavori della nuova funivia del Monte Bianco sul versante italiano, opera che ha provocato una rerazione piccata (una sorta d’invidia?) da parte dei francesi: non hanno partecipato all’inaugurazione e hanno perfino ritoccato i prezzi dei biglietti. Secondo le autorità d’oltralpe competenti, infatti, il confine passa sotto il rifugio Torino (3.375 metri); per la controparte italiana, invece, è in mezzo al ghiacciaio, circa 300 metri più in alto. «Noi – spiega il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard – ci basiamo sulle cartografie della Nato che recepiscono la convenzione del 1860 e mettono il confine sullo spartiacque». E nel frattempo, la Guardia di Finanza ha inviato una relazione sul caso alle autorità di riferimento, mentre in questi giorni sono in corso nuove rilevazioni da parte dell’Istituto geografico militare. Questo lo stato dell’arte riguardante il contenzioso sulla linea di confine del massiccio del Monte Bianco: una diatriba geo-politica che sembra inesauribile. Una disputa che ora rischia di trasformarsi in uno scivoloso caso diplomatico. Come anticipato, infatti, nei giorni scorsi due guide alpine d’oltralpe, su mandato del sindaco di Chamonix, Eric Fournier, hanno bloccato l’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, poco sotto la stazione di arrivo della funivia Skyway, considerandolo in territorio francese. Motivo: questioni di sicurezza. «Hanno tolto gli avvisi di pericolo che avevamo posizionato dopo il massiccio afflusso di turisti nei mesi scorsi – ha spiegato il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard – e hanno chiuso il passaggio, creando anche situazioni di pericolo per gli alpinisti che ora devono scavalcare una transenna per mettere piede sulla neve».

Una disputa interminabile

Tra le due posizioni, gli studi di Delfino Viglione, maresciallo della Guardia di Finanza di Entreves, che da anni si occupa della questione. «I confini sono sullo spartiacque, dal Dome du Gouter alla vetta del Monte Bianco, dal Mont Maudit alla Tour Ronde, dal col Flambeau fino a punta Hellbronner. In alta quota non ci sono i cippi, è la cresta che fa da confine». Così recitava anche il trattato del 1860 tra i due paesi, dopo la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia. In questi giorni l’Istituto geografico militare sta effettuando nuove rilevazioni in quota, proprio nella zona del Monte Bianco. «Il rifugio Torino è in Italia • ha denunciato il sindaco Derriard – e lì i francesi non hanno alcuna competenza. La decisione di chiudere il passaggio avrà delle conseguenze giudiziarie». Poi aggiunge: «È vero, il nostro catasto non coincide con quello di Chamonix. Noi comunque ci basiamo sulle cartografie della Nato che recepiscono la convenzione del 1860 e mettono il confine sullo spartiacque». Nessun problema, infine, per la stazione di arrivo a punta Hellbronner della nuova funivia Skyway: «Ci siamo tenuti lontano dal confine – sottolinea Derriard – proprio per evitare problemi. Anzi, risulta che sia la stazione di arrivo della telecabina francese dell’Aiguille du Midi ad essere in parte sul territorio italiano». «Non possiamo fare finta di niente, quel blocco all’ingresso del ghiacciaio deve essere tolto. Poi sarà la diplomazia a discutere del caso», ha concluso allora Viglione chiudendo – per il momento – la vexata quaestio. Un caso che si riapre, quello del Monte Bianco, e su cui sembra davvero difficile mettere la parole fine. Una volta per tutte.

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