Campidoglio, gazzarra anti-marò della sinistra

17 Mag 2012 20:38 - di

Stavolta le sinistre avrebbero potuto evitare di scatenare una gazzarra anti-italiana in Campidoglio. Tutto è iniziato quando i consiglieri Guidi e Di Cosimo del Pdl hanno promosso l’iniziativa di preparare 60 magliette per i componenti del Consiglio, volta a chiedere la liberazione dei due marò detenuti in India. «Ridateci i nostri leoni»: era questa la scritta stampata sulle maglie che i consiglieri capitolini del Pdl hanno indossato, ieri, in apertura di seduta dell’assemblea capitolina. Ad indossare le t-shirt nere con la scritta rossa sono stati i consiglieri di maggioranza e il presidente d’aula Marco Pomarici. «Abbiamo offerto – hanno detto i due promotori – le magliette a tutti i consiglieri, proprio perché l’niziativa voleva essere bipartisan, al fine di sollecitare il governo a fare di tutto per riportare i nostri ragazzi a casa. Evidentemente certa opposizione ha scelto di non aderire a una iniziativa positiva per i nostri soldati. Spiace che la sinistra abbia incredibilmente deciso di non indossare le magliette insieme alla maggioranza, dimostrandosi ancora una volta lontana dal comune sentire del nostro popolo, che vuole essere vicino ai soldati e alle loro famiglie in questo momento di difficoltà».
Ma la sinistra è andata ben oltre questo: «La manifestazione del Pdl è stata sostenuta in maniera irresponsabile dal presidente Pomarici che ha appeso sul suo scranno la maglietta con i due mercenari che hanno ucciso due poveri pescatori e che la retorica patriottarda ha eletto a eroi», ha affermato il consigliere capitolino di “Roma in Action” Andrea Alzetta, mentre la presidente della commissione delle Elette di Roma Capitale, Monica Cirinnà, ha così stigmatizzato l’iniziativa: «Oggi (ieri, ndr) in apertura di seduta dell’assemblea capitolina gli uffici di presidenza hanno distribuito una maglietta nera raffigurante i due marò detenuti in India. Oltre a sollecitare la sottoscrizione al momento del ritiro della t-shirt, ai consiglieri presenti è stato chiesto di indossarla al momento dell’esecuzione dell’Inno di Mameli. Ritengo questa iniziativa del tutto sbagliata, indebita, non concordata in Conferenza dei capogruppo e soprattutto un uso improprio dell’istituzione da parte del presidente Pomarici il quale lui stesso ha indossato la maglietta distribuita. Ritengo – ha proseguito la Cirinnà – che la vicenda, che ha portato alla detenzione dei due marò, molto delicata e non semplificabile attraverso una banale strumentalizzazione di parte nell’aula consiliare della Capitale, pertanto ho opposto un rifiuto al ritiro della t-shirt».
Pronta la replica dei consiglieri di maggioranza: «Quanto abbiamo visto in aula Giulio Cesare, a fronte di una iniziativa volta a ricordare e esprimere vicinanza ai nostri militari detenuti in India, ha dell’incredibile. Dover ascoltare parole, seppur fuori microfono, come “assassini”, mentre noi esprimevamo la nostra solidarietà, ci lascia basiti». Lo hanno dichiarato i consiglieri Pdl di Roma Capitale, Andrea De Priamo e Federico Mollicone. «È gravissimo che, invece di chiedere un intervento coeso, oltre i partiti e le posizioni politiche preconfezionate – hanno aggiunto – la sinistra scelga ancora una volta la strada della demagogia e della polemica di parte. Ancora più assurdo poi che qualcuno voglia rappresentare una simile iniziativa, una testimonianza di vicinanza ai due soldati per ciò che non è, solo per attaccare l’amministrazione». Da parte sua, il consigliere del Pdl Ugo Cassone ha parlato di «stupefacente reazione anti-italiana da parte dell’opposizione», mentre il suo collega Francesco De Micheli ha sostenuto che «non è accettabile che ci sia ancora chi fa distinzioni politiche su simili argomenti. Avremmo auspicato la più profonda condivisione su questo tema, invece ancora una volta certa opposizione sceglie l’oltranzismo irresponsabile». Per Gianni Sammarco, deputato e coordinatore di Roma del Pdl, «la sinistra, che oramai confonde ogni giorno l’opposizione con il cabaret, pur di impedire il regolare svolgersi dell’assemblea capitolina, cavalca perfino slogan anti-italiani. Si è preferito dare addosso ai nostri marò piuttosto che condividere un’iniziativa che il gruppo del Pdl aveva concepito come bipartisan. Tutto ciò è davvero preoccupante».
Intanto i legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno presentato ieri il ricorso presso la Session Court di Kollam per ottenere un provvedimento di libertà dietro cauzione. Il ricorso, che sarà discusso domani, si è reso necessario perché una prima petizione su questo argomento è stata respinta l’11 maggio per ragioni tecniche da un giudice di primo grado. Risposta positiva invece per il trasferimento dei due fucilieri di Marina: le autorità del Kerala hanno disposto il loro trasferimento dal carcere di Trivandrum ad un’altra struttura della città. Tuttavia, hanno reso noto di avere bisogno di 20 giorni per mettere in regola la struttura, denominata Borstan School. La decisione delle autorità carcerarie e di polizia di Trivandrum è venuta allo scadere della settimana disposta dalla Corte suprema di New Delhi e al termine di una serie di riunioni, anche con la delegazione italiana sul posto. La richiesta di un periodo così lungo per realizzare il trasferimento dal carcere di Poojapura è stato giustificato con la necessità di portare a norma di legge la struttura scelta. Tuttavia alcuni osservatori sottolineano che il 2 giugno prossimo si svolgerà in Kerala una elezione suppletiva, e che quindi il governo locale non ha voluto correre rischi di dover far fronte a critiche politiche dell’opposizione per questa misura, considerata «impopolare». La firma sul decreto che dispone la sistemazione di questa struttura – un ex carcere minorile – è stata apposta pochi minuti prima della scorsa mezzanotte, entro il limite massimo che per questo era stato posto dalla Corte suprema di New Delhi. Già in aprile la Borstal School di Kochi era stata indicata dalla delegazione italiana come possibile alternativa alla prigione dove i due marò sono isolati in un’area separata. Ieri il sottosegretario alla Difesa Staffan De Mistura ha incontrato brevemente Latorre e Girone, trovandoli delusi per i tempi lunghi del trasferimento.
Infine, si è appreso ieri mattina che la speciale squadra della polizia del Kerala, che si occupa del caso dei due italiani, presenterà oggi al magistrato istruttore le accuse a loro carico. Lo ha scritto ieri il quotidiano “The Times of India” nella sua edizione locale. Secondo il giornale, la polizia trasmetterà al giudice istruttore di Kollam 150 pagine contenenti gli indizi a carico dei due fucilieri italiani. Tra questi c’è anche la perizia balistica (di una cinquantina di pagine) sulle armi sequestrate a bordo della petroliera “Enrica Lexie” in cui sono stati identificati i fucili che avrebbero ucciso i due pescatori lo scorso 15 febbraio al largo della costa del Kerala. Sempre in base a “The Times of India”, «si prevede che il Tribunale inizi il processo contro i due militari alla fine di maggio». Una fonte della polizia ha inoltre precisato che «finora sono state formalizzate le accuse soltanto contro i due militari» lasciando intendere che in futuro potrebbero anche includere altre persone nell’atto di accusa. Due giorni fa il commissario Ajit Kumar, che guida la squadra investigativa speciale (Sit) incaricata di indagare sul duplice omicidio, aveva dichiarato all’Ansa di voler formalizzare le accuse entro la fine di questa settimana quando scadranno i termini di carcerazione preventiva nel penitenziario di Trivandrum, ossia entro venerdì 25.

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