Pd, tutti pazzi per Susy: jamàs serà vencida (ma si illudono)

venerdì 27 aprile 20:16 - di

Bersani non va, è stato tra i grandi “manovratori” che hanno portato i banchieri al governo e il popolo del web non gliel’ha perdonato, così come non gliel’hanno perdonato i militanti di lungo corso legati all’ideologia operaistica, “El pueblo unido jamàs serà vencido”, lotta dura senza paura. Veltroni non va, ha perso charme, è già stato sconfitto, è l’uomo del “ma anche”, poco polso e troppo buonismo. Gli altri sono improponibili, da Franceschini a Rosy Bindi, niente carisma e niente seguito popolare. Non resta che un’«operazione Cofferati»: prendi un leader sindacale, fagli organizzare manifestazioni di piazza, regalagli un microfono (e un futuro politico) e sarà la voce di un mondo alla ricerca di un’identità e di un capo. Che poi non sia il candidato a premier è un elemento di second’ordine, l’importante è che dica quel che Bersani non può dire. In quest’ottica spunta Susanna Camusso. È lei che sta togliendo le castagne dal fuoco al Pd, a lei è affidato il compito di rappresentare le vecchie logiche. A differenza dei suoi predecessori, però, si sta spingendo oltre perché non si limita a parlare dell’articolo 18 e a minacciare fuoco, fiamme e scioperi generali – la Cgil l’ha sempre fatto – ma decide anche quali leggi applicare: «La scelta del governo di tornare all’applicazione della Gasparri sulle nomine Rai, come ho letto sui giornali, è preoccupante», ha detto. Dimenticando che le leggi sono leggi e vanno rispettate. In attesa che arrivi la legge Camusso. Per ora ci si chiede: Susanna, chi è costei?

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