Il Colle sceglie Monti e lo traveste da politico

9 Nov 2011 20:54 - di

La svolta arriva, anche stavolta, come un fulmine a ciel tempestoso, poco prima di cena, quando il Quirinale nomina Mario Monti senatore a vita. È il segnale della strada che Napolitano intende percorrere: un governo tecnico guidato da un neo-politico, chiamato a Palazzo Madama in fretta e furia per mettere la faccia, il voto (e forse anche la penna) sul maxi-emendamento alla Legge di stabilità presentato ieri in commissione Bilancio del Senato. L’idea è di rilanciare quel volto, considerato “rassicurante” per i mercati, sugli schermi di tutto il mondo mentre “battezza” il varo delle misure Ue, in attesa di assumerne il controllo politico da Palazzo Chigi. Una mossa quasi diabolica, quella del presidente Napolitano, per uscire dal nodo di una crisi al buio che si sta avvolgendo su se stessa, tra veti politici incrociati e segnali, più o meno credibili, che arrivano dai mercati. Ma non è detto che sia anche la mossa vincente, visto che un eventuale governo Monti dovrà comunque cercarsi i voti in Parlamento, soprattutto quelli non scontati del Pdl, dal momento che difficilmente li avrà dalla Lega (che ha tanta voglia di andare all’opposizione) e tantomeno dall’Idv, per gli stessi identici motivi. Esulta, invece, l’opposizione, fin troppo, fin da subito, come se su quel nome si giocasse una partita politica tutta sua, ben oltre quelli che sono gli interesse nazionali. E la cosa non può che suonare come sospetta.

Anche Amato con Monti?

Al termine di una lunga giornata di ipotesi e vertici politici, con il Pdl impegnato a trovare una linea tra la volontà di Berlusconi di andare alle urne subito e quella di una parte del partito che spingeva per un governo di transizione, il Capo dello Stato ha impresso una forte accelerazione alla crisi, con un atto indirettamente decisivo, se non altro per far comprendere quale sia la posizione del Colle. Prima delle dimissioni del premier, prima dell’approvazione della Legge di stabilità (che avverrà entro domenica), il Colle ha fatto capire di preferire Monti, con l’ipotesi che possa, già dalla settimana prossima, ricevere l’incarico e formare un governo nel quale potrebbe entrare, al ministero dell’Economia, Giuliano Amato. Ma nel caso di un esecutivo di larghe intese, per imprimere ancora di più un profilo politico, la scelta di uno dei ruoli chiave potrebbe cadere sul presidente del Senato Renato Schifani, sempre che Berlusconi e il Pdl diano via libera al nuovo esecutivo.

“Alti meriti scientifici”
Il Presidente della Repubblica ha motivato la nomina del professor Mario Monti con gli “altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”.  Il decreto è stato controfirmato dal presidente del Consiglio e ne è stato informato anche il presidente del Senato Renato Schifani. Il Capo dello Stato – prosegue la nota – “ha dato personalmente notizia della nomina al neo senatore porgendogli i più vivi auguri”. Mario Monti, professore di economia politica e Presidente della Università Bocconi di Milano è stato membro della Commissione europea dal 1994 al 2004 ed è “autorevolmente partecipe di numerose istituzioni europee e internazionali”, ci informa il Colle.

I messaggi del Colle ai mercati
Sul quadro politico, anche ieri, ha pesato enormemente la spada di Damocle dello spread. E alla fine anche il Quirinale si è dovuto scomodare per dare un segnale, testualmente, «di fronte alla pressione dei mercati finanziari». Fare presto. Decidere presto. L’Italia dia subito ai mercati segnali chiari e concreti di coesione e capacità di prendere decisioni in grado di arrestare la grave crisi di fiducia che investe i titoli del debito pubblico, è stato il messaggio. Di fronte ai «livelli allarmanti» toccati dal tasso dei Btp, Giorgio Napolitano, ha lanciato questo drammatico appello assicurando che le dimissioni di Berlusconi sono un fatto «certo» e nei prossimi giorni apriranno la strada a un nuovo governo o a elezioni anticipate «da svolgere entro i tempi più ristretti». «Sono ore difficili e delicate ed io sono qui nonostante tutto», ha esordito in mattinata il capo dello Stato, davanti al mondo dello spettacolo riunito al Quirinale, mentre Angela Merkel rivolgeva all’Italia una nuova sollecitazione, i Btp sfondavano il 7% e lo spread si avvicinava pericolosamente a quota 600. I nostri titoli pubblici e i nostri istituti di credito sono in una «stretta molto pericolosa», ha detto Napolitano, con «prevedibili ricadute sull’economia e sull’occupazione». Non c’è tempo da perdere, ha aggiunto, servono «nuovi comportamenti nelle istituzioni e da parte delle forze politiche, occorre che cadano troppe chiusure e vecchi tabù, che si crei un clima di confronto più aperto e ancorato ai problemi reali della società e dello Stato e alle loro possibili soluzioni. Abbiamo bisogno di decisioni presto e nei prossimi anni per esprimere una rinnovata responsabilità e coesione nazionale». Subito dopo la cerimonia, Napolitano ha ricevuto Gianni Letta e Giulio Tremonti che hanno illustrato il maxi-emendamento del governo alla legge di stabilità e hanno confermato l’impegno ad accelerarne al massimo l’approvazione, accogliendo la sollecitazione che lo stesso Napolitano ieri sera aveva rivolto all’ esecutivo e ai presidenti delle Camere, insieme a un invito ai leader delle opposizioni a fare sul piano parlamentare la loro parte.
Qualche ora dopo, nel primo pomeriggio, «al fine di fugare ogni equivoco o incomprensione» – ma anche e soprattutto per tentare di dare una scossa ai mercati che continuavano a galoppare su record negativi – Napolitano ha fatto il punto con una nota ufficiale molto schietta. «Non esiste alcuna incertezza» sul fatto che Silvio Berlusconi si dimetterà formalmente «nel giro di alcuni giorni» appena approvata la legge di Stabilità «sulla base di accordi fra i presidenti delle Camere e i gruppi parlamentari». Alle dimissioni seguiranno «immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni» formali al Quirinale.

Merkel: rispetto per Berlusconi
«Il Cancelliere personalmente rispetta la decisione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di non ripresentarsi alle prossime elezioni». È quanto detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in una conferenza stampa a Berlino, sottolineando che il cancelliere ha accolto con favore l’annunciata intenzione del premier italiano di procedere speditamente nell’approvazione del pacchetto di riforme e riduzione della spesa. «L’Italia ora deve ristabilire la fiducia – ha detto ancora Seibert ricordando che l’Italia è una grande potenza economica – in particolare la fiducia nella capacità e nella volontà di tutte le forze politiche di portare il paese sul cammino della riduzione del debito».

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