Bersani sì che sa come salvarci

13 Lug 2011 21:09 - di

Ieri avevamo sottolineato quale apporto determinante avesse dato alla manovra economica l’ex-premier Romano Prodi: “Attenti che piove, mettetevi le galosce”. Ma non dimentichiamo che il ticket salvifico per il dopo-Cav è composto di ben due – e dicasi due – geniali politici. Oltre al prof Prodi, c’è infatti anche l’aspirante Bersani, fulgido esempio di rigore istituzionale, che non ci trova mica niente da ridere e dice ogni cinque minuti che il dado è tratto, che il vaso è colmo e che gli italiani non sopportano più. E anche che il governo domani cade. O forse dopodomani. Per fortuna che c’è il grande Giorgio sul Colle. Lui sì che rappresenta tutti noi e dinanzi alla sua sacralità, persino il Toro scatenato del Pd diventa mite e collaborativo. E lo ha fatto davvero questa volta: non si è commosso dinanzi al panico delle borse, né dinanzi alla svalutazione dei titoli di Stato, né si è impaurito dinanzi alla prospettiva di saccheggio dei beni nazionali da parte dei tycoon politicamente corretti. Ma quando re Giorgio gli ha chiesto di deporre le armi per il bene della Patria, ha abbassato tutto ciò che era possibile abbassare. Non continuerà a fare ostruzionismo alle misure economiche che dovrebbero impedirci di finire come i greci – bontà sua – e la smetterà per il momento di esporci all’assalto degli speculatori. Ma resti chiaro che lui e i suoi con gli interventi di risanamento non vogliono entrarci nulla! Per oggi lascerà il Paese a galla. Per affondarlo c’è sempre domani.

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