Hollande scimmiotta Mussolini: rilanceremo le colonie estive

François Hollande cerca di uscire dalla crisi profonda in cui è precipitato scimmiottando… Mussolini. La Francia infatti parte alla carica per rilanciare le colonie estive, autentico fiore all’occhiello del fascismo. Il governo socialista francese ha lanciato una campagna di comunicazione per reagire al “crollo” della frequentazione, incitando le famiglie a iscrivere i loro bambini rassicurandoli sulla sicurezza e la qualità delle colonie, la cui frequentazione è dimezzata rispetto al 1995. «Bisogna ridare voglia e fiducia alle famiglie», dice al quotidiano Le Parisien il ministro responsabile della Gioventù, Patrick Kanner. Nel luglio dello scorso anno, la morte di un bambino di 8 anni a causa di un’infezione digestiva durante una colonia nel dipartimento dell’Ariège aveva avuto grande eco nella stampa. Anche se «il rischio zero non esiste», il ministro della Gioventù assicura che le intossicazioni alimentari sono rarissime e che ci sono «molti meno annegamenti durante le colonie estive che nelle piscine famigliari». Però va considerato che alle colonie estive, per loro stessa ammissione, non ci va più nessuno. In Italia le colonie estive per bambini furono rilanciate – davvero, però -, intensificate e utilizzate dal fascismo per consentire a tutti i bambini, ma soprattutto a quelli delle classi meno abbienti, di fare mesi di vacanza al mare o in montagna. Sì, perché esistevano colonie marine e montane. Le colonie in Italia esistevano sin dall’Ottocento, per aiutare i bambini ammalati di tubercolosi cui giovava l’elioterapia, ma fu con il loro affidamento e gestione all’Opera nazionale per la Maternità e Infanzia nel 1928 che esse decollarono veramente, svolgendo un fondamentale ruolo sociale nella società italiana.

Le colonie in Italia erano oltre quattromila

Già un grande impulso era stato dato negli anni immediatamente successivi alla Grande Guerra, per assistere i figli e gli orfani dei combattenti: si calcola che nel 1924 almeno un quarto di milione di ragazzi fruissero del servizio e nel 1938 il loro numero era salito a ottocentomila. Centinaia di migliaia di bambini poterono così svolgere attività ludica, sportiva, ricreativa praticamente gratis: una delle colonie marine più grandi era quella costruita a Gaeta, sulla spiaggia di Serapo, intitolata alla memoria di Alessandro Italico Mussolini, figlio del fratello del duce, Arnaldo, scomparso prematuramente di leucemia. Ovviamente, per utilizzare le colonie estive o montane, il regime edificò migliaia di strutture, molte delle quali visibili ancora oggi. Il fascismo dette il compito ai migliori architetti di allora di realizzare strutture moderne, comode, funzionali, adatte ad accogliere i piccoli italiani perché potessero avere una vacanza salutare anche quando le famiglie non potevano permetterselo. Le colonie costruire furono oltre quattromila: una delle più belle è quella costruita da Clemente Busiri Vici a Cattolica, in Emilia Romagna. Edificate in chiave futurista e razionalista anche quelle di Calambrone in Toscana, quella di Milano Marittima e quella di Chiavari. Oggi molte di quelle imponenti realizzazioni sono poco più che ruderi. I governi democratici hanno lasciato progressivamente andare in malora le realizzazioni del fascismo, e oggi qualcuno vorrebbe addirittura cancellarle.