“Toccatine porno“ all’asilo. Bufera sull’incredibile “gioco” proposto dal Pd

È polemica per il “Gioco del rispetto”  che le scuole dell’Infanzia potranno adottare a Trieste, comune guidato dal democratico Roberto Cosolini.  Al programma che prevede dubbie pratiche di avvicinamento sessuale hanno aderito 45 istituti e il capoluogo friulano è diventato l’apripista della sperimentazione. La prima denuncia è del consigliere comunale Lorenzo Giorgi: «Trovo allucinante il “gioco del rispetto”,  cui ha aderito pure il Comune di Trieste, proposto e mascherato come “sensibilizzazione contro la violenza sulle donne”… (come se a 4 anni un bimbo potesse covare tali nefandezze)». Si dice favorevole all’inserimento di un «serio progetto di educazione sessuale già a partire dalla scuola media, ma qui – chiarisce l’esponente di Forza Italia – ci rendiamo conto che stiamo parlando di bimbi di 3-5 anni? Non tollero questo folle tentativo di intromettersi nel normale percorso di crescita di un bambino».

Toccatine porno nell’asilo di Trieste?

Il progetto, che ha scatenato le proteste dei genitori e le reazioni del Parlamento, prevede testualmente la possibilità di «toccarsi reciprocamente dopo aver fatto ginnastica per sentire ciò che i coetanei provano dopo la fatica, per poi acquisire maggiori competenze sensoriali ed emozionali, esplorando a vicenda i propri corpi per capire le differenze tra i bambini e le bambine». Nel gioco del “Se fossi”, invece, i potranno indossare diversi costumi anche non del proprio genere, potendo esprimere «le proprie sensazioni, la propria personalità e la propria fantasia, avendo la possibilità poi di rimanere vestiti così nei giochi successivi».

Insorgono politici e genitori

Dopo una fase sperimentale è stato il Comune di Trieste, guidato da una giunta di centrosinistra, ad aver accolto con entusiasmo la novità. Così prima si parte con i travestimenti: i maschietti diventano streghe, le femminucce cavalieri per… combattere gli stereotipi. Inequivocabile un passaggio della circolare nel quale si fa esplicito riferimento ai genitali. «Per rinforzare la percezione – è scritto – è possibile esplorare i corpi dei compagni, e ascoltare il battito del cuore per far notare che quanto si prova è uguale per maschi e femmine». Ed è un momento – viene aggiunto – «in cui i bambini possono riconoscere che ci sono delle differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale». «Non facciamo educazione sessuale, né invitiamo a toccarsi le parti intime», ha puntualizzato senza successo Benedetta Gargiulo, l’esperta che ha curato i contenuti “creativi”.  Sull’esperimento sono piovute diverse interrogazioni parlamentari. La parlamentare azzurra Sandra Savino invoca una procedura ispettiva del ministro dell’Istruzione; per Giorgia Meloni si tratta di un «fatto agghiacciante»,  di «deriva assurda» parla il leghista Massimiliano Fedriga.