Jihadi John guardava i TeleTubbies prima di decapitare gli ostaggi

Come la camorra, ma con una straordinaria capacità di utilizzare i media a proprio vantaggio. È la descrizione dell’Isis fatta dal direttore dell’Antiterrorismo italiano, Mario Papa, in audizione al Comitato Schengen.

L’Isis si comporta come la camorra

L’Isis, ha detto Papa, «è molto più di un movimento estremista: è un’organizzazione con numeri, ricchezza, capace di scatenare guerriglie sofisticate e di sviluppare una politica di welfare dando aiuto ai familiari dei combattenti, un salario e delle pensioni, in grado di parlare alla mente e alla pancia della gente». Proprio per questi metodi con cui lega a sé «fette intere di popolazione», per Papa il Califfato «ricorda la camorra». Nella sua analisi, il capo dell’Antiterrorismo ha ribadito che il movimento «non va affatto sottovalutato», anche se da parte di chi fa prevenzione «deve esserci la capacità di distinguere la propaganda dalle cose vere e concrete».

 I video come un «coming soon»

“Propaganda” è, nell’analisi dell’esperto, la parola chiave per capire e affrontare correttamente la minaccia dello Stato islamico, che «usa gli strumenti di informazione occidentale per aumentare la presa sulle coscienze». La prova, per Papa, sta nei video che gli estremisti diffondono: «In quelle immagini, quel che conta è che fa più paura la paura che il gesto cruento in sé». «Ogni video è un “coming soon”, un prossimamente», ha affermato ancora il direttore dell’Antiterrorismo, chiarendo che i jihadisti «sono stati lungimiranti e capaci, in grado di far impallidire o arrossire le migliori agenzie del settore. La loro propaganda ha frequentato i migliori studi televisivi e sono stati in grado di entrare nella filosofia occidentale».

E Jihadi John guardava i TeleTubbies

E a confermare il radicamento della cultura occidentale fra i jihadisti è anche Nicholas Henin, uno dei prigionieri dello Stato islamico che è stato liberato e che nella sua prigionia è stato in contatto con quello che ormai è diventato il boia dell’Isis per antonomasia, “Jihadi John”. Henin, che venne catturato dall’Isis nel 2013 con altri tre giornalisti francesi, ha detto al Daily Star che «mi è sembrato di capire che quei jihadisti avessero poco a che fare con la cultura locale, araba o musulmana che sia». «Sono figli della nostra società occidentale, parlano la nostra lingua, guardano i nostri film e i nostri cartoni animati e giocano con gli stessi videogames dei nostri figli», ha spiegato ancora il 38enne ex ostaggio, rivelando anche un dettaglio inaspettato su Jihadi John: guardava i Teletubbies in dvd prima delle esecuzioni degli ostaggi. Un altro colpo all’immagine del boia crudele, che solo pochi giorni fa ha chiesto scusa a “mammà” e papà per i problemi che ha procurato alla famiglia.