Inizia il processo per l’uccisione del “cecchino d’America”, eroe di destra

Dopo Hollywood, il ritorno alla realtà passando per un ‘aula di giustizia: è iniziato in Texas il processo per l’uccisione dell’American Sniper, al secolo Chris Kyle, il cecchino dei Navy Seal la cui autobiografia ha ispirato l’omonimo film (nella foto, una scena) campione di incassi diretto da Clint Eastwood, grande regista idolo della destra americana. Alla sbarra in un tribunale texano c’è l’ex marine Eddie Ray Routh, 27 anni, reo confesso di aver assassinato il Seal e un altro amico, in un poligono di tiro, poco più di due anni fa. Si tratta di un processo, affermano in molti, che ha tutti gli elementi per diventare un caso mediatico, vista la popolarità del film, che è peraltro candidato a sei premi Oscar e in circa un mese ha incassato 282 milioni di dollari.

L’America chiede giustizia per il “cecchino buono”

Ma una spettacolarizzazione del procedimento è proprio ciò che vuole evitare la difesa, tanto che ha tentato in tutti i modi di far slittare le udienze, sostenendo che l’eco del film potrebbe influenzare le decisioni della giuria. I legali di Routh stanno cercando di sottrarre alla pena di morte il loro cliente giocando la carta dell’infermità mentale. L’ex marine, infatti, ha sofferto di disturbi da stress post traumatico, in seguito alle missioni di guerra che ha compiuto – come la sua vittima – quando era sotto le armi. Secondo la sua famiglia, inoltre, l’uomo è stato anche ricoverato per malattia psichiatrica nei mesi immediatamente precedenti all’omicidio. Fu proprio Kyle e portarlo al poligono il 2 febbraio 2013, quando era impegnato in attività di volontariato per aiutare i veterani a riprendersi dalle “ferite mentali” dovute ai combattimenti. Ma li’ lo “sniper” che è divenuto noto come “la leggenda” trovò invece la sua fine. Durante le sue missioni in Iraq, Kyle ha ucciso almeno 162 persone, al punto da guadagnarsi l’appellativo di “deadliest sniper” (cecchino più micidiale) nella storia dell’esercito americano. Kyle ha lasciato i Seal nel 2009 all’età di 38 anni, dopo quattro turni in Iraq, dove persino i ribelli misero una taglia sulla sua testa definendolo il ‘Diavolo di Ramadi’.

Il soccorso di Kyle ai veterani

Tuttavia, come viene anche descritto nel film, e come spesso succede dopo le missioni di combattimento, lui stesso ebbe problemi di riadattamento alla vita normale. E cercò la via della guarigione provando ad aiutare altri veterani con gli stessi problemi e fondando la non-profit “Fitco Cares”, che forniva attrezzature sportive ai reduci americani feriti. Il suo cadavere e quello dell’amico Chad Littlefield fu scoperto in una pozza di sangue nel poligono, mentre Routh fu arrestato ad un centinaio di km di distanza a bordo del pick up di Kyle. Una pistola semiautomatica, usata per l’omicidio fu trovata in seguito nella sua abitazione. “Sapevo – disse poi Routh riferendosi a Kyle – che se non avessi preso la sua anima, avrebbe preso lui la mia”.