Guido Crosetto: la politica non è la bellezza fisica ma la bellezza delle idee

È uno degli interventi più attesi, quello di Guido Crosetto, e non tradisce le attese, come dimostra la standing ovation finale. Tocca le corde giuste, mette i paletti, indica i punti fermi e richiama all’orgoglio, l’orgoglio di essere italiani nel modo giusto, politici nel modo giusto, militanti nel modo giusto. Perché negli ultimi anni troppi sono stati gli errori, si è persa ogni traccia dei veri valori, delle funzioni sociali alle quali «siamo chiamati tutti», ognuno nel proprio ruolo. «Mi tocca dare una risposta  ai quotidiani che ho letto oggi», dice Crosetto all’inizio del suo discorso. «Hanno scattato una fotografia lontana dalla realtà. Alcuni hanno avuto il coraggio di chiamarci vecchi, la verità è che non sanno neppure che parlare dei valori antichi non significa affatto essere vecchi». Anzi, significa l’esatto contrario. «Sono talmente abituati alla politica delle banalità – incalza il cofondatore di Fratelli d’Italia – che non sanno più riconoscere la politica vera. Non sanno interpretare le nostre battaglie, non sanno o fingono di non sapere quello che abbiamo sempre sostenuto». E così, dai quotidiani, è venuta fuori una descrizione del congresso di Fiuggi fuorviante: «È incredibile, ma alcuni giornalisti ci hanno etichettati come conservatori, dando al termine un significato negativo, e questo perché non sanno chi erano i conservatori e che cosa hanno rappresentato nella storia». Oggi il termine conservatore «significa proteggere e difendere i nostri valori, valori che nessuno può mettere in discussione, puntare sulle cose di interesse comune e non sugli interessi particolari». La politca, continua Crosetto, «non è bellezza fisica ma è bellezza delle idee, è il coraggio di indicare il punto di arrivo di tutta una comunità. Noi vogliamo rappresentare un’idea della società che sappia parlare di lavoro e di fisco in modo diverso, con altri parametri. Oggi, ad esempio, lo Stato insiste nel voler incassare sulla casa, mentre bisogna investire sulla casa. Stiamo attenti, i governi Monti, Letta e ora Renzi stanno distruggendo quanto l’Italia ha costruito in quarant’anni di storia». Punto dolente, l’Europa. «Dicono che siamo populisti e no-euro – dice Crosetto – ma se un medico curante fa peggiorare il paziente giorno dopo giorno, è normale e legittimo cambiarlo. Questa Europa non è quella che volevamo, è un’Europa che con uno stivale tedesco dà un calcio ai paesi e li butta nella tragedia». Poi il rush finale: «Noi dobbiamo avere il coraggio di portare avanti la sfida di cambiare questa società, sono stufo delle persone che vanno nelle regioni, negli assessorati senza sapere nulla, abbiamo bisogno di uomini che sappiano quel che sono chiamati a fare. La politica è fatica, è scelta, sono stufo degli assenteisti, di chi viene eletto e poi non muove un dito. La gente ha perso la speranza, dobbiamo ridargliela. Dobbiamo avere coraggio, quel coraggio che non ci manca visto che noi non ci vergogniamo di parlare di patria, di comunità, di valori. Gli altri hanno trasformato la politica in una fiction». E l’affondo su Renzi: «Farsi fotografare mentre si stringono le mani ai bambini non significa fare politica umana. La vera politica umana è fare provvedimenti che aiutano le famiglie».