A ognuno l’Italia che si merita

Il rapporto 2011 sulla situazione sociale del Censis è un importante strumento di comprensione della realtà in cui viviamo. A partire da come è scritto, per arrivare a quali dati i media scelgono di comunicare. Si tratta di più o meno 600 pagine, che agenzie e giornali fanno a gara per anticipare. Il rapporto è accompagnato da un “sunto” ad uso dei pigri e di chi non ha molto tempo. Chi fa il sunto già fa una scelta di merito su ciò che vuole sottolineare maggiormente. Le agenzie fanno il resto. Per fortuna il rapporto viene presentato pubblicamente e così almeno, alle pillole di agenzia, si possono aggiungere le parole del presidente De Rita. Gli aspetti più importanti secondo l’informazione che nel rapporto chiamano mainstream (cioè i media corali) sono il contributo positivo dell’immigrazione alla nostra società e il rischio di una deriva nazional-popolare in Italia. De Rita dice che “per fortuna non abbiamo un Peron”. “Di Pietro e Grillo – aggiunge – non mi preoccupano”. Per fortuna lo preoccupa invece lo svuotamento di sovranità che abbiamo subito dall’Opa ostile delle centrali finanziarie e della guerra del terrorismo speculativo. A leggere però anche le parti meno attenzionate del rapporto, non si può non restare leggermente delusi. L’analisi relativa alla crisi del Parlamento è tra il naif e l’incongruo. A pag. 504 sembra quasi si sostenga che il fatto che i ministri siano anche parlamentari impoverisca il lavoro del Parlamento. Certo, meglio se sono professori universitari…