Indovina chi viene al… musical

Oltre ogni modo. Riesplode in Italia la voglia di musical. Sembrava un genere sorpassato, datato, la solita “americanata”. Invece negli ultimi anni il genere ha conquistato un numero sempre crescente di estimatori. E le produzioni non sono solo più made in Usa o in United Kingdom, ma anche italiane.
Lo conferma anche la simpaticissima Paola Cortellesi, che al Giffoni Film Festival nell’incontrare la stampa l’eclettica autrice, attrice e presentatrice ha svelato un sogno che probabilmente ha nel cassetto da tempo: «Dopo Tutti pazzi per amore mi piacerebbe fare un musical, così come un’altra fiction o un ruolo drammatico da protagonista, non voglio fermarmi nel valutare il registro, ma la storia». Probabilmente Paola farebbe un musical di grandissimo successo, essendo un’artista che sa spaziare da un registro all’altro con grande duttilità, qualità che occorrono per un musical.
Già, il musical: sicuramente non è abbastanza valutato l’impatto culturale e sociale che questa forma artistica ha avuto e ha nelle nostre vite. I più grandi successi della storia del teatro e del cinema sono inesorabilmente legati a un musical. Questo genere che fonde teatro, musica, canto, danza, più emozionante di una canzone, più coinvolgente di un film, più spettacolare di una rappresentazione teatrale, più godibile di un balletto, perché è tutto questo insieme e anche molto di più.
La prova è che da qualche anno, dopo un periodo di relativo oscuramento, i musical sono tornati a farla da padroni come ai tempi di Hair, Hello Dolly, West side story o il Fantasma dell’Opera, che poi è il musical più visto di tutti i tempi. Gli anni d’oro del genere furono quelli dal 1930 sino al 1970, fatte le debite eccezioni, ovviamente. Si può anche affermare che simbolicamente l’opera che chiuse un po’ il periodo aureo fu il controverso Jesus Christ Superstar, che fu davvero una chiusura col botto, come si dice. Dopo vennero gli anni bui per la rivista, soppiantata forse dalle serie tv, dalle fiction, dai talk show e dalla crisi generalizzata che colpì cinema e teatro.
Ma oggi stiamo assistendo a un autentico risorgimento per il genere a cui i meno giovani sono affezionatissimi. Ha riaperto le danze il geniale Riccardo Cocciante nel 2001, con Notre-Dame de Paris, che debuttò in versione originale francese al Forum di Assago il 21 marzo 2001 mentre la versione italiana fu in scena al Gran Teatro di Roma il 14 marzo 2002. In questo lunghissimo periodo di rappresentazioni in tutto il Paese, in cui l’Opera Popolare, così si chiama la rielaborazione del capolavoro di Victor Hugo, di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, nella versione italiana di Pasquale Panella, ha mietuto trionfi e successi stagione dopo stagione. Anche quest’estate si replica in molte piazze italiane. E a proposito di versioni in lingua originale va ricordato che il musical, nato degli Stati Uniti a fine Ottocento, conquistò subito l’Inghilterra, ma non il resto dell’Europa, a causa della difficoltà rappresentata dalla lingua. Solo più tardi il musical fu trasposto in altre lingue e divenne veramente un successo planetario. Successo cui contribuì l’interesse di Hollywood, tanto che la maggioranza degli spettatori che hanno visto un musical, l’hanno visto al cinema e non al teatro.
In  Italia il via al genere lo dettero i “soliti” Garinei e Giovannini i quali, con testi originali, realizzarono opere come Rugantino (1962) e Aggiungi un posto a tavola (1974), replicate ancora oggi. Dall’uscita dal letargo del musical, oggi possiamo apprezzare opere come Mamma mia, basato sulle canzoni del gruppo pop svedese Abba, che dopo sette mesi a Milano, dall’ottobre prossimo sarà al Brancaccio di Roma. Un altro musical recente da cui è stato tratto un film è Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet street, basato su una leggenda metropolitana della Londra del XIX secolo. Del 2007 è Aladin, storia araba  raccontata da Stefano D’Orazio sulle straordinarie musiche dei Pooh Roby Facchinetti, Red Canzian e Dodi Battaglia, che in questi giorni è in tour per l’Italia e a ottobre approderà nella capitale. Sempre i Pooh hanno scritto le canzoni del musical Pinocchio, per mesi in cartellone a New York. Totalmente italiana, infine, è la produzione di Peter Pan, del 2006, frutto della collaborazione tra ATI II Sistina e Teatro Delle Erbe – Officine Smeraldo, con musiche di Edoardo Bennato riarrangiate dallo stesso cantautore.