La casa "verde" che piace alla destra e alla sinistra

Favorire la qualità delle abitazioni e incentivare il risparmio energetico. Da oggi si può per legge. Con un sì trasversale (si sono astenuti chissà perché dipietristi e radicali) l’aula di Montecitorio ha dato ieri il via libera al cosiddetto sistema unico per la qualità dell’edilizia residenziale. Il provvedimento “qualità casa”, che ora passa al vaglio del Senato, introduce un segnale molto forte che può, come spiega il presidente della commissione Ambiente di Montecitorio, «rilanciare tutto il comparto tecnologico edilizio, indirizzando le costruzioni verso la qualità, il benessere e il risparmio. Un messaggio importante al quale siamo arrivati attraverso il grosso lavoro di questi mesi con audizioni con l’intero mondo che ruota intorno a questo argomento».

Case e quartieri belli

Una casa costruita con criteri di risparmio energetico, priva di barriere architettoniche, con sistemi di insonorizzazione acustica e di segnalazione di incendi e fughe di gas, e magari vicina alla stazione della metropolitana potrà avere un certificato di qualità che, oltre a farne aumentare il valore commerciale, potrà essere premiata da un’Ici più bassa. Queste in sostanza le novità principali della legge promossa dalla Lega (che per fortuna non propone solo le “baggianate” dei Ministeri al Nord) che ha visto impegnate insieme maggioranza e opposizione. Persa per sempre la vecchia battaglia ideologica del modello collettivista, la sinistra batte in ritirata e “ripiega” sul modello qualità che viene dagli avversari.

Fa bene all’economia
«Una legge di civiltà, di modernità che consente al nostro Paese di non essere più inseguitore ma apripista nella qualità della vita, nel risparmio energetico, nella tutela ambientale», commenta a caldo il relatore della legge sul Sistema Casa Qualità, Mauro Pili, «si tratta di una legge con un obiettivo chiaro: riqualificare l’Italia, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata visibilità. Un progetto energetico ambientale di riconversione del patrimonio edilizio nazionale capace di rimettere in moto l’economia rispondendo a una sentita esigenza di qualità insediativa». Il nuovo sistema si applicherà alla progettazione e realizzazione di nuovi edifici residenziali, compresi quelli di edilizia residenziale pubblica; alla progettazione e alla realizzazione di interventi di manutenzione, di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione; alla progettazione e alla realizzazione di interventi di ampliamento. Sono esclusi gli interventi su edifici tutelati dalle Belle arti, se il restauro di qualità implicasse un’alterazione. Sono tre gli aspetti presi in considerazione: l’efficienza energetica, valutata in base al consumo annuo di energia primaria per metro quadro; il soddisfacimento delle esigenze fisiche e psichiche dei fruitori; il soddisfacimento di requisiti di eco-compatibilità.

Nel nome dell’ambiente
Per quanto riguarda l’efficienza energetica, la legge prevede la classificazione in categorie di qualità, in base alle attuali leggi in questo settore. Per il soddisfacimento delle esigenze «psico-fisiche dei fruitori» verrà scritta una classifica di qualità degli edifici, tenendo conto del soddisfacimento di alcuni requisiti come la protezione dal rischio di incendi e di fughe di gas; la protezione dai ladri grazie a sistemi di videosorveglianza; il benessere ambientale esterno; il benessere ambientale interno (luminosità, acustica, salubrità del’aria, ecc); il collegamento con servizi di trasporto e collegamento; l’utilizzo di materiali riciclati o caratteristici locali; la disponibilità di spazi comuni condominiali per i bambini; la durata dei materiali e degli impianti; il controllo della produzioni di rifiuti, favorendo la raccolta differenziata…».

Tutti d’accordo, o quasi
«Un buon provvedimento, uno dei pochi di iniziativa parlamentare, che abbiamo condiviso in commissione e contribuito a migliorare con emendamenti». Anche l’Udc, su altri fronti sempre in disaccordo con la maggioranza, sottolinea il passo in avanti,  «Assicurare il risparmio energetico, la tutela dell’ambiente e il benessere dei cittadini sono obiettivi di indiscutibile rilevanza e pertanto da sostenere», spiega Armando Dionisi che sollecita una politica economica «che guardi allo sviluppo e attivi le risorse statali e degli enti locali per le opere cantierabili». Il Partito democratico rivendica la sua parte parlando di «un primo passo per sostenere in tutto il  territorio nazionale un processo virtuoso di innalzamento della qualità edilizia soprattutto per quanto riguarda il recupero del patrimonio esistente con particolare attenzione all’efficienza e al risparmio energetico.» Parola di Chiara Braga che però, per non essere accusata di intelligenza col nemico, chiede al ministero dell’Ambiente di farsi carico del provvedimento «liberando risorse aggiuntive e mirate».