La risposta al post-umanesimo
Papa Leone lavora alla sua prima Enciclica: “Magnifica Humanitas” per difendersi dalla Ia. Senza moralismi
Sarà incentrata sui temi della dignità, della giustizia e del lavoro con una riflessione particolare sull’avvento dell’intelligenza artificiale e le sue ricadute. La “squadra” vaticana di esperti e studiosi è al lavoro con le bozze della prima Enciclica di papa Leone XIV che vedrà la pubblicazione nei prossimi mesi. Chiaro il legame con la Rerum novarum di Leone XIII, scelto come nome da Prevost proprio per la sua vocazione ad affrontare la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale. Oggi dice il Pontefice, ”la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale, e agli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.
Nei prossimi mesi la pubblicazione della prima enciclica di Leone XIV
Il titolo indicato nella prima versione “Magnifica Humanitas” è già un programma di intenti. Un’analisi critica delle teorie proposte dalle correnti legate al post-umanesimo e al transumanesimo per mettere in luce il valore straordinario e inimitabile del corpo umano nell’epoca dei cyborg e dei robot. Il pontefice non fa sconti all’uso smodato delle nanotecnologie che possono condurre alla modifica degli apparati umani. L’enciclica riflette la preoccupazione papale di fronte alla tendenza verso il post umano. E mette in guardia da una società che propone anche il superamento dei limiti biologici, come la morte o l’invecchiamento, grazie alla genetica e alla robotica. Papa Francesco ha portato nel cuore del dibattito pubblico globale una riflessione sull’AI che non fosse né meramente tecnica né puramente moralistica.
La critica all’Intelligenza artificiale, i nuovi strumenti per curare i malati
Ben vengano i nuovi strumenti ma per migliorare la salute e alleviare le sofferenze degli ammalati. Non per creare degli ibridi. Nel documento anche una posizione ferma sul tema dell’identità di genere. Nessun cedimento a chi mette in discussione la coppia maschio/femmina e si fa portavoce dell’ideologia gender. Un tema, del resto, sul quale Prevost si è espresso in molte occasioni. La prima bozza della lettera papale è stato visionata alcuni mesi fa ma è stata rimandata indietro per alcune correzioni e per rendere il testo ancora più armonico. La seconda stesura è arrivata quindi al cardinale Michael Czerny, il porporato gesuita 79enne che guida il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Dopo una prima lettura, il testo passerà al cardinale argentino Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede per eventuali aggiustamenti di tipo teologico da parte degli esperti dell’ex Sant’Uffizio.
I colossi tecnologici siano al servizio del bene comune
La versione definitiva sarà inviata poi in Segreteria di Stato per l’ultima revisione prima della firma di Leone XIV. La pubblicazione dell’enciclica è prevista nel giro di qualche mese. Papa Leone ha insistito tanto per proporre un documento che porti i potenti, soprattutto quelli dei colossi tecnologici, a riflettere sulla necessità di mettersi al servizio del bene comune. La proposta è quella di percorrere una strada nel segno della giustizia sociale e del rispetto della dignità dei lavoratori, sempre più a rischio a causa dell’Intelligenza artificiale. “La tecnologia digitale minaccia di alterare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana”, ha detto il pontefice in occasione della 60esima giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali.