L’orgoglio di Meloni per l’arresto del boss Mazzarella: lo Stato c’è. Plaude anche l’opposizione.

Preso il superlatitante

L’orgoglio di Meloni per l’arresto del boss Mazzarella: lo Stato c’è. Plaude anche l’opposizione.

Cronaca - di Luisa Perri - 4 Aprile 2026 alle 18:17

Si era nascosto in un resort da mille euro a notte a Vietri sul Mare con la famiglia, come un anonimo turista: il boss della camorra Roberto Mazzarella è stato arrestato all’alba dai carabinieri e la sua cattura rappresenta un colpo durissimo per la criminalità organizzata.

Col governo Meloni, la lotta alle mafie ha avuto un’accelerazione eclatante. La cattura di Mazzarella è inferiore come livello dell’arresto solo a quella di Matteo Messina Denaro.

Considerato tra i più pericolosi d’Italia e figura di vertice dell’omonimo clan, Mazzarella è stato catturato dopo oltre un anno di fuga mentre si trovava in un resort di lusso a Vietri sul Mare, insieme alla famiglia. Un blitz coordinato che ha visto impegnati i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, la Direzione distrettuale antimafia, lo Squadrone Cacciatori di Calabria, le Aliquote di Primo Intervento e la Capitaneria di Porto di Salerno.

Meloni: lo Stato c’è e non arretra

“Complimenti ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e alla Direzione Distrettuale Antimafia per la cattura del boss latitante Roberto Mazzarella, tra i latitanti di massima pericolosità” commenta sui Social Giorgia Meloni.  «Un colpo importante alla camorra e un segnale chiaro – ribadisce la premier – lo Stato c’è e non arretra. Il Governo continuerà a fare la sua parte, sostenendo con determinazione il lavoro di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata per difendere legalità e sicurezza”.

Gasparri: grande successo dello Stato

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha parlato di “grande successo dello Stato”, sottolineando la necessità di sostenere le forze dell’ordine anche attraverso “la rapida approvazione del decreto sicurezza”.

Sulla stessa linea Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia, che ha definito la cattura “un risultato di straordinaria importanza nella lotta alla camorra”, evidenziando come il nascondiglio di lusso dimostri la capacità delle organizzazioni criminali di muoversi su livelli elevati e reinvestire capitali illeciti.

Anche la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo ha parlato di “risultato di grande rilievo”, sottolineando l’efficacia dell’azione investigativa e il coordinamento tra le forze impegnate.

Anche Picierno e Ruotolo plaudono all’arresto

Per il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, l’arresto alla vigilia di Pasqua assume anche un valore simbolico: “una sorta di bonifica del territorio”, mentre la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno lo ha definito “un segnale chiaro nella lotta alle mafie”.

Plaude alla cattura anche l’eurodeputato del Partito democratico Sandro Ruotolo, che ha ricordato come il clan Mazzarella sia uno dei pilastri della camorra napoletana, pure cavillando sul fatto che la sua cattura rappresenti un colpo importante ma non definitivo. “La camorra ha dimostrato una forte capacità di rigenerarsi”, ha detto, sottolineando la necessità di continuità investigativa e di un impegno costante contro le connessioni tra criminalità, economia e politica. Impegno che con il governo Meloni è nei fatti. 

Come sottolinea il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami «la lotta alla criminalità organizzata è una delle priorità di questo governo e testimonia in maniera importante la presenza dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini». 

Chi è Roberto Mazzarella

Roberto Mazzarella, 48 anni, era considerato tra i quattro latitanti più pericolosi d’Italia. Insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, a partecipare alle operazioni lo Squadrone ”Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti. Nel resort di lusso i carabinieri hanno rinvenuto 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti.

Erede di Michele Zaza

Erede della storica dinastia criminale fondata da Michele Zaza e nipote del boss Ciro ’o scellone”, Mazzarella è accusato di essere il mandante ed esecutore dell’omicidio di Antonio Maione, avvenuto il 15 dicembre 2000 a San Giovanni a Teduccio. La vittima, un uomo innocente, fu trucidata in una salumeria come “vendetta trasversale”: suo fratello Ivan aveva infatti ucciso Salvatore Mazzarella, padre di Roberto.
Il clan Mazzarella è una delle organizzazioni camorristiche più potenti, con il controllo di quartieri chiave come Forcella, la Maddalena e San Giovanni a Teduccio. L’arresto, eseguito in esecuzione di un mandato europeo del Tribunale di Napoli, segna un duro colpo per il gruppo criminale, da decenni protagonista di violente faide contro il clan Rinaldi.