Caivano, minacce a don Patriciello, alla premier Meloni e a un giornalista

Attacco alle istituzioni

Caivano, lettere minatorie a don Patriciello con minacce a Meloni e a un giornalista: lo Stato c’è. Il prete coraggio non è più solo

Le autorità alle prese con la svolta legalitaria e un'operazione incessante di bonifica morale del territorio accelerano sulla sicurezza: Mantovano sente il prefetto. Al via un vertice per un coordinamento tecnico in prefettura dopo le intimidazioni

Cronaca - di Lorenza Mariani - 15 Febbraio 2026 alle 09:15

Caivano ha scelto la luce e non tornerà al buio, anche se l’offensiva della criminalità contro chi, con il coraggio delle idee, la determinazione di una presenza attiva, e la forza delle istituzioni dalla sua parte, non si ferma. Nuove, gravissime minacce sono state recapitate a don Maurizio Patriciello, il parroco in prima linea contro lo spaccio e il degrado del Parco Verde.

Caivano: minacce a don Patriciello, Meloni e a un giornalista

Ma questa volta il bersaglio dei clan si allarga, e punta in alto, direttamente al cuore della politica e della società a cui sono state mandate lettere minatorie, accompagnate da inquietante materiale fotografico, in cui compaiono anche i nomi del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del giornalista Marco Cappellari, firma de L’Altipiano, e autore di diversi articoli dedicati alla figura del parroco in prima linea contro i clan già in passato destinatario di lettere dal contenuto analogo.

Mantovano sente il prefetto, al via coordinamento tecnico

La reazione istituzionale è stata immediata. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha preso contatti diretti con il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Con l’obiettivo di riaffermare ordine e sicurezza. E garantire la massima tutela ai soggetti coinvolti. Pertanto – si apprende da fonti di governo – è in agenda per le prossime ore la convocazione di una riunione tecnica di coordinamento dei vertici delle forze di polizia per definire i necessari interventi.

Caivano, minacce a don Patriciello (e non solo). Ma sacerdote e istituzioni non arretrano

Ossia: definire azioni urgenti. E potenziare le condizioni di sicurezza strutturale sul territorio, garantendo la massima tutela ai soggetti coinvolti. Anche perché quest’ultimo “salto di qualità” nell’intimidazione conferma nelle more quanto l’azione del governo in questa terra martoriata stia colpendo nel segno.

Se la criminalità alza il tiro. E il bersaglio dei clan si allarga puntando il mirino – oltre che contro il parroco in prima linea contro violenza, spaccio e degrado del Parco Verde, direttamente al cuore delle istituzioni – è perché sente tremare la terra sotto i piedi. E vacillare quel controllo sociale e territoriale che per decenni è stato considerato intoccabile. Ma ora don Patriciello, da sempre simbolo di un’Italia che non si piega, non è più solo.