Aiuti a Kiev, Crosetto: faremo quello che ha deciso il Parlamento. L’Italia consegna le prime 78 caldaie. Presto altre 300

Nessuna ambiguità

Aiuti a Kiev, Crosetto: faremo quello che ha deciso il Parlamento. L’Italia consegna le prime 78 caldaie. Presto altre 300

Politica - di Alessandra Parisi - 28 Gennaio 2026 alle 19:13

Aiuti concreti all’Ucraina ma nessuna ambiguità sulle armi. Fornitura elettriche e industriali, uomini per garantire il diritto all’autodifesa di Kiev previsto dal diritto internazionale. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Guido Crosetto, nel corso del question time alla Camera nel giorno in cui l’Italia completa la consegna del primo lotto di 78 caldaie industriali. “Noi sosteniamo l’Ucraina perché è un paese aggredito, perché il diritto internazionale garantisce il diritto all’autodifesa. Continueremo a fare ciò che possiamo fare come abbiamo fatto fino a oggi. Tutto nel pieno rispetto delle decisioni assunte dal Parlamento”, spiega Crosetto. Che fa esplicito riferimento ai decreti di aiuti militari e civili, sempre approvati. “Non esiste alcuna ambiguità ma la consapevolezza che l’Italia purtroppo non può promettere quello che non ha”.

Ucraina, Crosetto: faremo ciò che abbiamo fatto finora, come deciso dal Parlamento

Poi un’analisi di prospettiva e una riflessione sulla difesa. “Viviamo una fase segnata dal ritorno alla competizione tra potenze. La sicurezza non è più una variabile accessoria ma la condizione necessaria per garantire libertà e democrazia. I principali paesi europei lo hanno compreso, e stanno intervenendo anche sul fronte del fattore umano. La Francia ha avviato un rinforzamento strutturale delle proprie riserve. Che sembra voler portare a oltre 100.000 riservisti entro il 2035. La Germania oggi dispone di 182mila militari. E si è posta l’obiettivo di crescita fino a 260mila entro il 2035, la Polonia sembra aver scelto la strada più netta con un obiettivo dichiarato di superare le 500mila unità negli anni, affiancando alle forze armate un vasto programma di addestramento di civili e dei riservisti. In linea con quanto stanno facendo i nostri alleati, il ministero della Difesa sta sviluppando il concetto di riserva volontaria, una risorsa che occorre sia moderna, flessibile composta da cittadini che mettono a disposizione dello Stato competenze oggi decisive”.

Ministero al lavoro sulla riserva volontaria,  ponte tra forze armate e società

Poi il ministro Crosetto spiega in aula che “non si tratta di uno strumento finalizzato a sopperire alla temporanea indisponibilità di personale militare professionale. Ma è un ponte tra forze armate e società. Capace di rafforzare non solo la difesa ma anche quella cultura della sicurezza fondamentale. A questa riserva il mio proposito è di affiancare anche contingente di personale ausiliario”. Intanto da Palazzo Chigi arriva la notizia della consegna del primo lotto di 78 caldaie industriali in Ucraina. “Ulteriori 300 saranno consegnate nelle prossime settimane, per una capacità totale di circa 900 MW termici. Le caldaie sono destinate a reti urbane danneggiate, ospedali e servizi essenziali”.

L’Italia consegna a Kiev il primo lotto di 78 caldaie

Nella nota si ricorda che l’Italia sta fornendo un sostegno concreto, “attraverso la consegna di caldaie industriali e generatori elettrici. Tutto per affrontare l’emergenza energetica causata dai deliberati attacchi russi alle infrastrutture civili che stanno creando una crisi umanitaria in diverse grandi città ucraine”. Dal governo aggiungono come quello del sostegno energetico è “un impegno assunto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il presidente Zelensky in occasione del loro incontro a margine del Consiglio europeo dello scorso ottobre 2025″. Questa iniziativa permetterà di rendere disponibile una capacità termica complessiva sufficiente a circa 90.000 abitazioni o un centro urbano di circa 250.000 abitanti.