Crans-Montana, parla l’ambasciatore: “La tragedia si poteva assolutamente evitare, ci sono prove schiaccianti”

La responsabilità dei gestori

Crans-Montana, parla l’ambasciatore: “La tragedia si poteva assolutamente evitare, ci sono prove schiaccianti”

Cronaca - di Eugenio Battisti - 5 Gennaio 2026 alle 09:14

Rabbia e dolore. La difficoltà enorme di dover comunicare alle famiglie la morte dei figli e la certezza che la tragedia si poteva evitare con “la prevenzione e il buon senso”. Ne è convinto Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore italiano in Svizzera, che parla dopo aver finito di mettere a punto il piano di volo per l’aereo di Stato che riporterà in Italia cinque delle sei giovanissime vittime della strage di Capodanno. “Naturalmente resto qui, insieme alla console generale a Ginevra, punto di riferimento delle famiglie che adesso si aspettano giustizia”, dice in un’intervista a Repubblica.

Svizzera, l’ambasciatore: non è stata una disgrazia, la tragedia si poteva evitare

“Ho sempre fiducia nella magistratura e quella svizzera è competente e rigorosa. L’indagine è coordinata dalla procuratrice Beatrice Pilloud, donna che ho avuto l’onore di conoscere, sta procedendo spedita”. Poi non esita a definire l’orrore di Capodanno una tragedia assolutamente evitabile “se i gestori di quel locale non fossero stati così irresponsabili”. L’ambasciatore non ha dubbi. “I primi accertamenti hanno già fornito elementi incontrovertibili. Innanzitutto il controsoffitto. I gestori del locale invece di realizzarlo con materiale ignifugo hanno scelto materiale infiammabile. Volevano insonorizzare, volevano evitare che i rumori, la musica, arrivassero fuori e hanno provocato la morte di 40 ragazzi. E potevano pure essere molti di più visto il numero di persone che c’era quella sera. È davvero incredibile che possa essere successa una cosa del genere”.

Ci sono prove incontrovertibili della responsabilità dei gestori

L’inchiesta stabilirà come un locale del genere possa aver eluso i controlli, tanto più in un paese ‘rigoroso’ come la Svizzera. “Le regole naturalmente ci sono e di solito sono rispettate. Questa è stata una tragica eccezione. Quale legge avrebbe mai potuto consentire un allestimento come quello del Le Constellation? Per carità, vale la presunzione di innocenza, ma non credo di osare troppo dicendo che in quel locale non era rispettata alcuna norma di sicurezza o di banale prevenzione”. Le prova non mancano. “Le uscite di sicurezza non erano segnalate, l’unica scala che dal seminterrato portava all’uscita era stata ristretta per far posto ad altri tavoli. Il personale di servizio era scarso e poco preparato, sembra che quella sera ci fosse solo una persona all’ingresso. Tantissime norme violate”.

In Italia un locale così sarebbe stato chiuso in 5 giorni

Poi “la beffa più inaccettabile”, aggiunge il diplomatico. “A provocare il disastro non è stata la superficialità di qualche avventore, ma lo stesso personale del locale. Quella maledetta fontana sulla bottiglia di champagne portata in alto da una cameriera issata sulle spalle di un’altra persona sembra fosse un “numero” del personale di quel locale. Non era la prima volta. E anche questa è una precisa responsabilità dei gestori. Come è possibile che lo abbiano consentito? Dicono che era tutto in regola, che hanno ricevuto tre ispezioni in dieci anni, in Italia un locale così sarebbe stato chiuso in cinque giorni!”.