Pordenone, la sinistra contro la presentazione del libro di Caramelli su Kirk. FdI: “Non prendiamo lezioni”

I soliti intolleranti

Pordenone, la sinistra contro la presentazione del libro di Caramelli su Kirk. FdI: “Non prendiamo lezioni”

Politica - di Redazione - 23 Febbraio 2026 alle 15:58

Alla sinistra non piace il libro del giornalista Gabriele Caramelli su Charlie Kirk, questo ormai è chiaro. In occasione della conferenza sul volume edito da Passaggio al bosco, che si terrà sabato 28 febbraio a Pordenone nella biblioteca civica, il segretario generale di Sinistra italiana Stefano Badin ha pubblicato un comunicato contro l’evento: «Fratelli d’Italia presenterà un libro su Charlie Kirk alla presenza dell’onorevole Loperfido. Il volantino che pubblicizza l’evento è stato diffuso fuori dalle scuole da Gioventù Nazionale e Azione Studentesca, la giovanile che ha promosso la schedatura degli insegnanti di sinistra». Piuttosto impreciso, visto che il questionario di Azione studentesca non chiedeva alcuna schedatura.

Poi ha aggiunto, riferendosi al deputato di FdI: «Mentre il Paese reale affonda tra salari e pensioni da fame, sanità distrutta e interi paesi che franano ad ogni acquazzone, la priorità di Loperfido è la presentazione di un libro in cui si santifica un estremista e razzista». Non solo, Badin, oltre a definire Kirk un razzista, ha polemizzato sulla sede dell’evento, sostenendo che il fatto che la presentazione sia fissata in una sala dedicata a Teresina Dagan rappresenti «una beffa finale». E «un vero insulto alla memoria della nostra concittadina che siamo certi sì starà rigirando nella tomba».

Pordenone, la sinistra italiana contro la conferenza del libro su Kirk di Caramelli

Successivamente, l’esponente della sinistra pordenonese ha sottolineato che «Charlie Kirk è stato barbaramente assassinato durante un incontro pubblico, un gesto terribile che lo ha eretto a martire dall’estrema destra di mezzo mondo, e che dimentica le parole di odio, razzismo e violenza che ha pronunciato nel corso di tutta la sua vita». E ci risiamo con il razzismo: un’accusa grave che sporca la memoria di un personaggio che sporco non lo era affatto. Inoltre, Kirk era un conservatore e le sue posizioni non erano minimamente vicine ad aree estremiste.

Ma la sterile polemica di Badin non finisce qui: «Chiediamo a Loperfido, così come a Caramelli, se si ritrovano nelle frasi di Kirk come: l’aborto va vietato. Se mia figlia di dieci anni venisse violentata dovrebbe partorire, le condanne a morte dovrebbero essere pubbliche, veloci, trasmesse in televisione, quando vedo un pilota nero su un aereo mi chiedo se è qualificato, Michelle Obama, donna di colore, ha un cervello inferiore di quello di una donna bianca, rifiuta il femminismo. Sottomettiti a tuo marito». Eppure, nessuna di queste frasi è realmente attribuibile al fondatore del Turning point, visto che alcune non le ha mai pronunciate ed altre sono decontestualizzate oppure tradotte male.

Loperfido, FdI: «Non accettiamo lezioni»

«Non accettiamo lezioni da chi ha l’arroganza e l’immoralità di voler riscrivere la storia. Siamo molto preoccupati per questo clima di censura delle idee, primo passo per arrivare alla censurare della libertà», ha commentato Loperfido, rispondendo alla bagarre scatenata dall’esponente di Sinistra italiana.

«Il libro scritto da Gabriele Caramelli – ha aggiunto il deputato di FdI – è uno spunto di riflessione molto prezioso sulla libertà di espressione, di opinione, e di come in questo caso sia stata messa a tacere con l’ignobile uccisione dell’attivista. Non ci riconosciamo in alcun estremismo, da qualunque parte sia originato. La smetta quindi la sinistra, abile a portare dalla sua tante questioni decontestualizzandole ad arte, a voler censurare ogni cosa non sia allineata alla propria ideologia». In sostanza, «Kirk in tutto il suo percorso di attivista è sempre stato aperto al confronto, senza mai paura della controparte. E questo coraggio gli è costato purtroppo la vita».

Caramelli: «Non mi faccio intimidire»

«Io non prendo lezioni e non mi faccio intimidire dalla sinistra italiana, che condanna tiepidamente i disordini provocati dai centri sociali e dai movimenti pro-Pal nelle città italiane», ha commentato Caramelli. Poi ha ricordato che «i libri sono fatti per essere letti e se al segretario generale progressista Stefano Badin non sta bene la mia presentazione, può tranquillamente evitare di venire. Ma sarei ben lieto di vederlo seduto almeno nel pubblico, perché vorrei scambiare due parole con lui. E lo farei proprio perché uno dei principi fondamentali della democrazia è il dialogo. Non esiste un monopolio della cultura, che appartiene a tutti senza distinzioni».

In conclusione, Caramelli ha evidenziato che «la libertà di stampa consiste anche nel pubblicare libri che non piacciono alla sinistra. Non ho sentito la stessa indignazione quando, alla fiera “Più libri, più liberi di Roma”, mi è stato intimato di lasciare lo stand di Red star press perché non ero gradito».