Vicenza, autista fa scendere dal bus un 15enne disabile che ha detto di non avere il biglietto (che poi è invece risultato avere in tasca)

Incredibile: è successo ancora

E due: dopo l’11enne di Belluno, autista solerte fa scendere dal bus un 15enne disabile: e scatta il richiamo disciplinare

Cronaca - di Lorenza Mariani - 11 Febbraio 2026 alle 16:43

Solo pochi giorni fa, vedendo lo sguardo sereno e appagato del bambino di 11 anni di San Vito di Cadore che, dopo essere stato lasciato a terra sotto la neve per un cavillo tariffario legato ai nuovi biglietti olimpici, ha saputo perdonare il conducente, diventando il simbolo di Milano-Cortina 2026 sul palco dell’inaugurazione, ci eravamo convinti che episodi del genere non potessero più ripetersi. E che le ragioni del buon senso e della solidarietà avessero defintivamente prevalso su doveri professionali e logiche burocratiche. E invece…

Vicenza, studente 15enne disabile scaricato dal bus

Invece è successo ancora e, per ironia della sorte, ancora una volta in Veneto. Stavolta siamo a Vicenza infatti, dove Svt, l’azienda del trasporto pubblico, si è ritrovata ad aprire un procedimento disciplinare a carico dell’autista dell’autobus della linea 12 che lunedì scorso ha fatto scendere dal bus e lasciato sotto la pioggia uno studente 15enne disabile di Altavilla Vicentina che si era spontaneamente autodenunciato perché pensava di non avere con sé l’abbonamento.

Scattato il procedimento disciplinare per l’autista

Una circostanza che poi, si chiarirà in seguito, peraltro non corrispondeva neppure al vero. Ma a un errore dettato solo dalla concitazione del momento. Fatto sta che, a torto o a ragione, lo studente è stato lasciato solo alla fermata di fronte alla scuola superiore di Vicenza che frequenta. Finché non è stato recuperato dal nonno, avvertito dalla madre, impossibilitata a recuperarlo, ma che a sua volta era stata avvisata dal ragazzo stesso.

Da Belluno a Vicenza: due casi speculari, lo stesso sconcerto

Proprio la mamma, allora, ha denunciato l’accaduto al Giornale di Vicenza. E da lì, complice anche la somiglianza ravvicinata con il caso dell’11enne di Belluno, la notizia è finita al centro di un tam tam social tuttora in corso. Così, se l’episodio di Belluno si era concluso con tante scuse e profondo rammarico del conducente. Un abbraccio. E un palcoscenico mondiale per siglare la pace fatta. Il caso del quindicenne di Altavilla Vicentina lascia addosso lo stesso freddo a cui è stato abbandonato il ragazzino. Specie per la tempistica e la geografia ravvicinate dei due eventi.

11enne appiedato a Belluno, 15enne fatto scendere dal bus a Vicenza: autisti solerti o fallimento sociale

Anche perché in quest’ultimo caso non c’è l’equivoco di una tariffa – ricordiamo che l’11enne di San Vito di Cadore (Belluno) lasciato a terra sotto la neve a 6 chilometri di distanza da casa perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro varato per le Olimpiadi. Ma solo quelli ordinari chilometrici da 2,50 euro. Ticket di viaggio che, peraltro, dopo lo scandalo sono stati ripristinati in fretta e furia dalla Provincia di Belluno – ma la rigidità di fronte alla fragilità.

Quando il rigore diventa mancanza di solidarietà

Perché lasciare a terra un ragazzo disabile, colpevole solo di un eccesso di onestà nel denunciarsi per un abbonamento che poi in realtà aveva in tasca, è prima di tutto la dimostrazione di una preoccupante mancanza di empatia e solidarietà. Prima ancora che il sintomo di un eccessivo rigore professionale…