Lo sfogo su Instagram
La vicepresidente del Garante della privacy contro il “metodo Report”: “Fango contro di me”
La giurista Ginevra Cerrina Feroni si sfoga su Instagram: "Ho sanzionato una violazione della privacy grave. E a essere colpita era soprattutto una donna. Sto pagando un prezzo altissimo"
Denigrata, processata per avere difeso una donna. “Chi tocca Report muore?”. E’ la domanda che si pone e pone all’attenzione Ginevra Cerrina Feroni, giurista e vicepresidente del Garante della Privacy. Ecco cosa scrive in un lungo post su Instagram. “Ho pagato – e sto pagando – un prezzo altissimo per aver fatto semplicemente il mio dovere di servitore dello Stato. Con coscienza. Con onore. Con piena indipendenza. Ho sanzionato una violazione della privacy grave. E a essere colpita era soprattutto una donna che non era nemmeno un personaggio pubblico. Ho fatto il mio dovere. Lo rifarei. E non arretro di un millimetro. Ma da quel momento è iniziato altro”.
La vicepresidente del Garante per la Privacy contro il metodo “Report”
La donna a cui la giurista si riferisce con ogni probabilità è Federica Corsini, moglie dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Ricordiamo che il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione di 150mila euro che il garante della Privacy aveva comminato alla Rai per la diffusione, da parte della trasmissione ‘Report’, degli audio relativi ad una conversazione privata tra lei e l’allora ministro. La privacy vale per tutto tranne che per lei. Per Ginevra Cerrina Feroni– come si legge su Instagram- è iniziato un inferno. “Una macchina mediatica del fango che non si ferma. Attacchi continui. Violazioni della corrispondenza e del segreto di ufficio. Stalking. Denigrazione. Processi senza processo. Condanne del ‘Tribunale del popolo’ senza contraddittorio.
Il tutto sotto il nome di ‘giornalismo d’inchiesta’”. Uno sfogo durissimo. Che prosegue.
“Chi tocca ‘Report’ muore”?
“Nel silenzio generale, in pochi mesi è stata distrutta la mia reputazione. Quella costruita in una vita. Con accuse infamanti. False. Offensive. A partire dai 15 euro del parrucchiere che mi sarei fatta pagare a spese degli italiani. Anche quando sono state smentite con documenti. E oggi, mentre c’è un’indagine in corso – fa notare la vicepresidente della Privacy- invece del rispetto e del silenzio dovuti, si continua ad alimentare la tensione, interferendo con il regolare svolgimento delle funzioni dell’Autorità”. Il suo giudizio finale dice tutto: “Ciò che sta avvenendo nel nostro Paese è di una gravità inaudita. E altera un assetto costituzionale. Un soggetto sanzionato che demolisce il soggetto sanzionatore. “Chi tocca Report muore?”