La fine del woke
New York, Trump fa impazzire Mamdani e “compagni”: via la bandiera arcobaleno dal monumento gay
Il presidente americano ha fatto togliere il vessillo che dai tempi del governo Obama sventolava sullo dallo Stonewall national monument della "grande mela". Il neo sindaco risponde sui social: nulla può silenziare questa storia
Donald Trump continua a far girare la testa ad lgbt e fan del politicamente corretto. Il presidente americano, da sempre contrario alla deriva woke, ha fatto togliere la bandiera arcobaleno che sventolava sullo dallo Stonewall national monument di New York, a National Park, che è diventato il simbolo dell’orgoglio gay negli Usa. Lì si trova anche il bar da cui è partita la rivolta dei “militanti woke” nel 1969, dopo un controllo delle forze dell’ordine.
Per fare tutto ciò, la Casa Bianca si è appellata a una normativa firmata a gennaio da Jessica Parks, direttrice dei servizi del parco, che prevede di issare esclusivamente le bandiere americane, militari o delle nazioni tribali. Quelle arcobaleno non rappresentano uno stato e tantomeno una cultura, ecco svelato il vero motivo della rimozione. Chiaramente, la sinistra è andata nel panico e ha dato vita ad una polemica incomprensibile.
Trump fa impazzire Mamdani e i progressisti: via la bandiera arcobaleno dal monumento gay
Non è mancata la reazione scomposta del primo cittadino, Zohran Mamdani, che su X ha scritto: «New York è il luogo di nascita del moderno movimento per i diritti Lgbtq+ e nessun atto di cancellazione potrà mai cambiare o silenziare questa storia». Poi si è detto perfino «oltraggiato», come il leader dei senatori dem Chuck Schumer, eletto anche lui a New York: «Se c’è una cosa che so di questo nuovo tentativo di riscrivere la storia, di provocare divisioni e discriminazioni, è questo, la bandiera tornerà, i newyorkesi faranno in modo che torni». Insomma, i progressisti senza arcobaleno sembrano brancolare nel buio.
Qualcuno, evidentemente su di giri e privo di faccende serie da sbrigare, sarebbe anche intenzionato a rimettere la bandiera arcobaleno dove non dovrebbe stare. È il caso del presidente del borough di Manhattan, Brad Hoylman-Sigal, che ha spiegato di volersi ribellare alla decisione dell’amministrazione Trump: «Potremo essere bloccati, ci potranno essere agenti federali ad impedircelo, ma certamente lo faremo nello spirito di Stonewall». Un’affermazione che rischia di aumentare la tensione nel Paese, soprattutto dopo gli scontri organizzati dai manifestanti antagonisti ai danni delle forze di Polizia.
La fine dell’ideologia woke a New York
Lo storico bar gay di New York è stato oggetto nel 1969 di un controllo della polizia, ma i frequentatori scelsero di opporsi anche con la violenza. Gli scontri tra agenti e membri Lgbt durarono giorni. Nonostante tutto, nel 2016, Barack Obama nominò il luogo delle contestazioni come monumento nazionale, sottolineando che «i nostri parchi nazionali devono riflettere a pieno la storia del nostro Paese, la ricchezza e la diversità e l’unicità dello spirito americano che ci ha sempre definito, cioè l’essere più forti se uniti». Ma alla fine la ragione ha prevalso sull’ideologia woke: nel febbraio del 2025, il servizio dei parchi aveva già tolto ogni nesso a transgender e queer dalla pagina web dello Stonewall monument.