Tartassati
Irpef da incubo per i romani, Rossi (Ugl): “Hanno l’aliquota comunale più alta d’Italia, dipende da Gualtieri”
«Nel lavoro di elaborazione delle proposte per il rilancio di Roma Capitale, raccolte nello studio 10xRoma presentato lo scorso 15 dicembre nel corso di un convegno, l’UGL Roma ha dedicato ampio spazio alla valutazione di un abbattimento dell’addizionale IRPEF, partendo da un dato incontestabile: Roma applica l’aliquota comunale più alta d’Italia, addirittura di un punto più alta rispetto a quanto previsto dalla norma nazionale». Lo dichiara Ermenegildo Rossi, Segretario UGL Roma, che aggiunge: «Oggi il contesto è cambiato. L’intervento del Governo nella manovra finanziaria, 548 milioni inseriti nel Decreto Anticipi per sanare il debito storico del Comune di Roma, che rinvigorisce le casse del Comune, ha garantito maggiore stabilità e certezza delle risorse a Roma Capitale. Lo stesso Sindaco ha dichiarato che esistono le condizioni per rivedere l’IRPEF. Ma a queste parole non è seguito alcun atto concreto».
Ermenegildo Rossi, Segretario UGL Roma
«Non c’è una decisione, non c’è un percorso definito, non c’è un segnale per lavoratori, pensionati e famiglie romane. La città resta ferma, mentre continua a pagare una pressione fiscale locale ai massimi livelli consentiti». Secondo l’UGL Roma, «se oggi esistono margini finanziari più solidi, la priorità deve essere la riduzione delle tasse locali, non il rinvio continuo delle scelte. Tenere l’IRPEF al livello massimo significa continuare a scaricare sui cittadini il peso di inefficienze che nulla hanno a che fare con il lavoro e con il reddito».
“Gualtieri si assuma le sue responsabilità sull’Irpef”
«Roma non può essere la Capitale delle promesse e dell’attesa infinita. È il momento di passare dalle analisi ai fatti, perché la prudenza, quando diventa immobilismo, si trasforma in un costo sociale che i romani non possono più permettersi», prosegue Rossi. “Neppure vorremmo pensare” prosegue il Sindacalista “che il momento dell’azione possa fortuitamente e casualmente coincidere con la campagna elettorale, come simbolo di una promessa che è già stata pagata dal Governo”. «Roma non può continuare a essere la città dove si chiede sempre di più ai cittadini senza restituire nulla in termini di servizi e qualità della vita. Chi governa il Campidoglio si assuma la responsabilità di questa inerzia. Le parole sono finite», conclude Rossi.