Migranti, vince la “tolleranza zero” del governo Meloni: sbarchi crollati da tre anni. Piantedosi: “I numeri parlano”

I numeri veri

Migranti, vince la “tolleranza zero” del governo Meloni: sbarchi crollati da tre anni. Piantedosi: “I numeri parlano”

Politica - di Leo Malaspina - 25 Gennaio 2026 alle 12:31

I numeri sono importanti”, dice il ministro Piantedosi con lo stesso tono sferzante ma sereno con cui Nanni Moretti, in “Palombella rossa“, diceva “le parole sono importanti”. Lo fa dall’Abruzzo, alla kermesse della Lega, anche per rispondere alla solita litania dell’opposizione che negli ultimi tempi sembrano aver scoperto il tema della sicurezza. Sbarchi dimezzati rispetto all’anno scorso e in decrescita esponenziale rispetto a tre anni fa, sessanta misure in arrivo sulla sicurezza, ricerche sulla composizione etnica delle baby gang, che quasi sempre sono di matrice straniera. Il ministro, con i numeri, si fa strada nei ragionamenti. “Segnalo che a gennaio 2026 siamo alla metà degli arrivi dell’anno scorso. Stiamo mettendo in campo iniziative molto forti per ottenere una significativa, ulteriore riduzione degli sbarchi”, dice Matteo Piantedosi, in occasione dell’iniziativa della Lega “Idee in movimento“, a Rivisondoli, in Abruzzo.

Migranti e sicurezza, il bilancio del ministro Piantedosi

“L’inazione totale dei governi precedenti ha fatto sì che noi stessi abbiamo avuto difficoltà nel primo anno di governo, ci siamo trovati di fronte alla necessità di ricostruire un sistema. L’anno successivo, per effetto di un lavoro posto in campo anche in continuità con la memoria del lavoro avviato con Salvini, c’è stata una riduzione del primo anno, – ha sottolineato Piantedosi – consolidata nell’anno successivo e quest’anno siamo alla metà degli arrivi dell’anno scorso, che pure erano -60% rispetto al periodo critico dei due anni precedenti. Quando l’opposizione immagina di mettermi in difficoltà in Parlamento, cito dei numeri che sono importanti”. Poi il tema della sicurezza delle città, spesso scosse da fenomeni criminali giovanili. “C’è un legame tra immigrazione e baby gang, ma le seconde generazioni di oggi sono i figli di quei 181 mila che arrivarono 10 anni fa nella totale mancanza di considerazione di chi era all’epoca al governo e adesso ci fa la morale sulla sicurezza nelle città. Quindi per 3 anni ci siamo concentrati sull’arrestare i flussi di ingresso, nell’intento di chiudere la falla e poi intendiamo gestire i fenomeni come quello della criminalità organizzata giovanile”.

Il “pacchetto” in arrivo sul fronte dell’ordine pubblico

“Abbiamo in cantiere, come sa Matteo Salvini, ci abbiamo lavorato insieme, un decreto sicurezza, anzi probabilmente due decreti sicurezza, vediamo un attimo tra le tecniche di proposizione, tra disegno di legge di proposta governativa e decreto legge, come distribuire le varie norme, sono circa una sessantina. Una parte significativa va proprio a curare questo aspetto delle baby gang”, ha aggiunto il ministro dell’Interno.

“Continuando ad avere una priorità sul contrasto all’immigrazione irregolare, quindi turare la falla, ci concentreremo molto a partire dall’approvazione di questo provvedimento nel completare il percorso di contrasto alla violenza giovanile, che è uno dei fenomeni che più ci preoccupa per l’avvenire della nostra società”, ha aggiunto Piantedosi. “Noi dobbiamo invertire alcuni ambiti culturali. Va bene incrementare le attività di controllo sul territorio, ma va ripristinato un senso di autorità e di presunzione di liceità delle forze di polizia. Troppo a lungo l’azione dei pubblici poteri e soprattutto delle forze di polizia sono state presentate come illecite“, ha sottolineato Piantedosi.