Da 8 a 3
Pirelli, vade retro Pechino: il governo Meloni taglia i soci cinesi. Esercitato il Golden power
Il governo torna ad impegnarsi per evitare che la Cina possa applicare una politica economica aggressiva nelle aziende italiane. Nel provvedimento che è stato discusso giovedì a Palazzo Chigi e firmato venerdì, si prescrive di una riduzione dei rappresentanti cinesi nel consiglio d’amministrazione di Pirelli. Un intervento che serve a contenere la forza dei soci cinesi di Sinochem nel gruppo della Bicocca. Gli amministratori non potranno essere più di tre, in un consiglio che oggi ne conta 15, di cui 8 nominati dalla multinazionale pechinese, che si è ritrovata ad aver il 34,1% del capitale.
Ma non finisce qui, perché i tre consiglieri cinesi non potranno detenere cariche sociali come quella di presidente o amministratore delegato, ma soprattutto due di loro dovranno essere indipendenti. Nella nuova normativa dovrebbe essere stabilita anche la norma che prevede l’inserimento di un “security officer” nell’azienda, ossia un dirigente che si assuma la responsabilità delle informazioni e dei dati aziendali.
Giù le mani da Pirelli: il governo esercita il Golden power per bloccare le ingerenze cinesi
Quest’ultimo provvedimento serve per abbassare l’influenza cinese nell’impresa, che già è stata ridotta nel 2023 con l’esercizio del Golden power (potere speciale del governo sugli asset strategici ndr), con cui sono stati esclusi i rappresentanti di Sinochem dalle scelte strategiche del cda di Pirelli. Il gruppo, che oggi è guidato da Marco Tronchetti Provera, ha pianificato un’assemblea per il rinnovo del consiglio il 25 giugno ed è lì che Sinochem dovrà consegnare un piccolo elenco con i suoi rappresentanti, mentre la lista dei soci di maggioranza verrà presentata da Camfin. Ed è così che la disposizione di Palazzo Chigi punta a diminuire il peso dei cinesi nella gestione aziendale. Inoltre, non bisogna dimenticare che l’ultimo intervento del Golden power nasce per aiutare Pirelli a sbloccare il commercio degli pneumatici Cyber Tyre, che sono oggetto del bando sulle apparecchiature cinesi per le auto connesse.