Filodiffusione scorretta
Ramadan in Romagna, il muezzin a tutto volume non assorderà i cittadini: il sindaco mette la sordina all’inclusione coatta
A Civitella di Romagna, nel cuore della provincia di Forlì-Cesena, il Ramadan ha provato a farsi sentire oltre i limiti consentiti, ma ha trovato sulla sua strada il muro del rispetto delle regole. Il caso del “Muezzin in filodiffusione”, che ha trasformato un’abitazione privata in una sorta di minareto improvvisato, è approdato a Mattino Cinque, dove il sindaco Claudio Milandri ha ribadito un concetto che, in tempi di buonismo spinto, suona come una necessaria lezione di educazione civica: la legge è uguale per tutti. «È un regolamento che abbiamo tra l’altro messo a punto anche recentemente – ha sottolineato il primo cittadino – per cui le regole vanno rispettate indipendentemente da tutto. Chiunque deve rispettarle quando si vive in una società e in una comunità».
Ramadan, il muezzin a tutto volume non ferma la legge: il sindaco mette i paletti
I fatti sono chiari. Per due volte al giorno, alle 18.30 e alle 21.00, il canto della preghiera islamica è stato diffuso ad alto volume da una casa privata, invadendo lo spazio pubblico e le abitazioni dei vicini. In assenza di luoghi di culto autorizzati, l’episodio ha configurato un palese disturbo alla quiete pubblica. «Qualunque cosa che vìola la quiete pubblica ovviamente non si può fare. Indipendentemente dalla tipologia della cosa che si fa», ha spiegato il sindaco Milandri. Una posizione netta, quella del primo cittadino, che non ammette deroghe confessionali a scapito del diritto alla quiete pubblica dei cittadini. Il che, tradotto dal linguaggio giuridico e dal politichese, sta a significare: il diritto al silenzio e al decoro dei cittadini romagnoli non può essere sacrificato sull’altare del multiculturalismo senza regole.
«Le regole vanno rispettate indipendentemente da tutto. Chiunque deve rispettarle»
Non solo. Il primo cittadino ha tenuto a precisare che il Comune si è recentemente dotato di regolamenti precisi in materia. «Le regole vanno rispettate indipendentemente da tutto – ha sottolineato nello specifico Milandri –. Chiunque deve rispettarle quando si vive in una società e in una comunità». È il principio della convivenza civile: non esistono zone franche. O eccezioni basate sul calendario religioso. Se un’abitazione diventa un “altoparlante molesto”, l’amministrazione ha il dovere di intervenire per tutelare i residenti.
Il muezzin “fai-da-te” a tutto volume è uno schiaffo a quiete e diritti della comunità
Mentre certa sinistra è pronta a gridare all’intolleranza ogni volta che si chiede il rispetto delle ordinanze comunali, da Civitella arriva un segnale di buonsenso. L’integrazione passa innanzitutto per l’accettazione delle norme del Paese ospitante. Il muezzin “fai-da-te” a tutto volume è uno schiaffo alla quiete di un borgo che non intende abdicare alle proprie regole, in nome di un’accoglienza indiscriminata e a tutto volume.