Crans Montana

Lo sdegno della premier

Meloni: “Scioccata da richieste di soldi ai familiari dei feriti di Crans Montana: non dovranno pagare nulla”

La presidente del Consiglio conferma che è stato un errore amministrativo ma condanna fermamente l'accaduto

Politica - di Renato Sandri - 21 Aprile 2026 alle 12:48

“Sono rimasta scioccata dalla notizia delle fatture da decine di migliaia di euro inviate da un ospedale svizzero alle famiglie di alcuni ragazzi coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans Montana“. Così, sui social, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Un ospedale di Sion – rimarca la premier – è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero. Un insulto, oltre che una beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre”.

Meloni: “Famiglie italiane non dovranno pagare nulla”

Meloni ha aggiunto, a proposito della vicenda: “Ho parlato con il nostro Ambasciatore: le autorità svizzere hanno assicurato che si è trattato di un errore, e che le famiglie non dovranno pagare nulla. Ma ho chiesto all’Ambasciatore di tenere altissima l’attenzione su questo tema (perché sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia”.

E ancora, sottolinea la premier: “Il Governo italiano rinnova la propria solidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti e alle loro famiglie, e continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità”.

La tragedia di Crans Montana

La tragedia di Crans-Montana si riferisce al devastante incendio scoppiato durante la notte di Capodanno 2026 nel bar “Le Constellation“. Il bilancio finale è di 47 vittime (tra cui 6 ragazzi italiani) e oltre 115 feriti.

Il rogo è stato causato dall’uso di candele pirotecniche (fontane di scintille) posizionate su bottiglie di champagne. Le scintille hanno raggiunto e incendiato i pannelli fonoassorbenti in poliuretano del soffitto. Quattordici i nostri connazionali rimasti feriti.  La maggior parte è stata ricoverata al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Tre sono rimasti in Svizzera. Le autorità del Canton Vallese hanno dichiarato che l’invio è avvenuto per un errore amministrativo e che i costi saranno interamente coperti dal Cantone svizzero; l’Ambasciata italiana ha confermato che nulla è dovuto dalle famiglie.