Più di 30 milioni dai fondi europei per studiare l’islam e i capelli delle musulmane: la denuncia di Sardone

Lo stanziamento ideologico

Più di 30 milioni dai fondi europei per studiare l’islam e i capelli delle musulmane: la denuncia di Sardone

Esteri - di Gabriele Caramelli - 15 Gennaio 2026 alle 18:43

Se l’inclusione dei rom è una priorità per l’Unione europea, si può dire lo stesso per i musulmani. A denunciare l’ennesima deriva islamogoscista dell’organizzazione continentale è stata l’eurodeputata leghista Silvia Sardone, che ha sottolineato un dato piuttosto inquietante: «Un milione e 600 mila euro di fondi europei per un progetto di ricerca sui capelli delle donne musulmane. Ho scoperto che Bruxelles sta buttando via quasi due milioni di euro dei contribuenti per studiare “capelli, identità, bellezza e identità personale nel contesto musulmano: paesaggi emotivi e femminilità in evoluzione oltre il velo”. Un progetto portato avanti dall’Università di Gent in Belgio che analizza come i capelli delle donne musulmane influenzino la vita quotidiana».

Insomma, sembra che in Ue non sappiano come investire il denaro dei cittadini e quindi debbano inventarsi qualcosa di nuovo: magari potrebbero metterli a disposizione degli indigenti o di chi, per varie ragioni, ne ha realmente bisogno. Come ha affermato la vicesegretaria del Carroccio, siamo davanti «all’ennesima dimostrazione della distanza siderale tra le priorità dei cittadini europei e le ossessioni ideologiche della Commissione europea». Comunque sia, l’impiego sconvolgente dei fondi europei non è finito qui

L’Ue ha stanziato più di 30 milioni per insegnare l’Islam e studiare i capelli delle musulmane

L’inchiesta di Sardone prosegue e diventa sempre più inquietante: «Spulciando i finanziamenti dell’Unione Europea emerge uno scandalo dopo l’altro: oltre 3 milioni di euro per progetti dai titoli eloquenti come ‘Alleanze sostenibili contro l’odio anti musulmano’, ‘Un modello verso una cultura non discriminatoria’, ‘Segnalazione e documentazione del razzismo anti-musulmano’».

Ma la deriva islamogoscista investe anche il nostro Paese, visto che «in Italia è stato finanziato perfino un progetto per “affrontare la sottovalutazione dei discorsi di incitamento all’odio contro le donne musulmane”. In pratica, soldi pubblici dati ad associazioni e realtà universitarie per dirci cosa possiamo o non possiamo dire sull’islamismo e sull’immigrazione, trasformando ogni legittima critica in “odio” e mettendo sotto accusa la libertà di espressione». Come ha fatto notare l’europarlamentare leghista, però, «nulla viene fatto per l’odio anti cristiano che è in crescita in tutto il mondo». Ebbene, l’Ue dimostra di aver un approccio pericolosamente ideologico alle tematiche religiose.

La denuncia di Sardone

Per non dimenticare lo stanziamento inspiegabile dei fondi europei, Silvia Sardone ha ricordato alcune delle sue attività nel merito: «Da tempo denuncio questi sprechi: in passato ho segnalato i 10 milioni destinati a progetti universitari sul cosiddetto “Corano europeo” e i 17 milioni per iniziative legate all’islam, alla sharia, alla cultura e alle tradizioni islamiche. Basta con questa sudditanza culturale». Per concludere, «le priorità devono essere il sostegno alle famiglie, la sicurezza dei cittadini, la competitività delle imprese, non i progetti sui capelli “oltre il velo” e le campagne per zittire chi difende l’identità europea. È ora di dire stop a questa follia ideologica pro-Islam finanziata con i soldi dei contribuenti».