Sciacalli in azione
Rapina in banca a Napoli, il danno e la beffa: scatta anche la truffa telefonica dei finti carabinieri
Non bastava la beffa dei rapinatori, mancava quella dei truffatori, sventata, però. Dopo la rapina in banca a Napoli della cosiddetta “banca del buco” ieri pomeriggio un individuo, qualificandosi come maresciallo dei carabinieri, ha contattato telefonicamente una signora di Posillipo. L’uomo ha riferito alla donna di essere impegnato nelle indagini relative alla rapina avvenuta a Piazza medaglie d’oro nell’Istituto bancario Credit agricole.
Rapina in banca a Napoli, la tentata truffa agli anziani
Voleva sapere se la vittima avesse in casa gioielli e contanti. Il tutto è avvenuto tramite lo spoofing e quindi sullo smartphone della donna compariva il numero della Stazione Carabinieri. Fortunatamente la vittima ha interrotto la telefonata con l’interlocutore. Mentre parlava con lui, infatti, ha chiamato il 112 con un altro telefono e la Centrale Operativa le ha riferito che nessuno la stesse chiamando.
Nella fattispecie, sullo smartphone della donna è comparso il numero della stazione Carabinieri. Fortunatamente la vittima ha avuto la prontezza di chiamare contemporaneamente il 112 con un altro telefono ricevendo dalla Centrale Operativa contezza che nessun carabiniere la stesse chiamando. A quel punto la donna ha interrotto la telefonata col sedicente carabiniere.
Un’altra macchinazione con finti militari in Abruzzo
Oggi, intanto, i carabinieri di Avezzano (L’Aquila) hanno arrestato in flagranza 2 uomini, di 39 e 44 anni, per il reato di truffa aggravata in concorso, anche in questo caso con l’espediente del falso carabiniere. I militari erano alla ricerca di un’auto blu utilizzata per una truffa ai danni di un’anziana nei dintorni di Fermo, nelle Marche. Gli uomini dell’Arma si sono posizionati all’imbocco della strada statale 690, l’ex superstrada del Liri, intercettando un veicolo sospetto con 2 persone a bordo. Il controllo ha permesso di accertare che i due, residenti fuori regione e con precedenti, non sapevano giustificare la loro presenza nella provincia aquilana. La successiva perquisizione ha portato al ritrovamento di alcuni monili in oro addosso al passeggero. I militari si sono messi in contatto con la Questura di Fermo, dove una donna di 90 anni stava denunciando una truffa. La vittima ha raccontato di aver consegnato i gioielli a un uomo che si era spacciato per appartenente all’Arma, dopo aver ricevuto una telefonata da un finto maresciallo che l’ha messa in soggezione per una inesistente vicenda giudiziaria. Una volta confermato che l’oro recuperato era quello sottratto all’anziana, per i due è scattato l’arresto. Su disposizione della Procura della Repubblica di Avezzano, i fermati sono stati arrestati e condotti presso la casa circondariale San Nicola.