Ore 9, lezione di No: becera propaganda a scuola sul referendum. Scoppia il caso a Ivrea

La denuncia degli studenti

Ore 9, lezione di No: becera propaganda a scuola sul referendum. Scoppia il caso a Ivrea

Politica - di Carlo Marini - 9 Marzo 2026 alle 18:56

Doveva essere una lezione sulla partecipazione e sulla democrazia si è trasformato in un terreno di propaganda politica in favore del No al referendum sulla Giustizia. È quanto accaduto in una scuola di Ivrea, come denunciano alcuni studenti dell’Istituto Olivetti. I ragazzi hanno firmato una lettera durissima, rilanciata dalla sezione locale di Fratelli d’Italia. Al centro della denuncia, un incontro scolastico che, secondo i ragazzi, avrebbe tradito la sua missione educativa per trasformarsi in un comizio a senso unico.

Cosa è successo all’Istituto Olivetti: la denuncia degli studenti

La lezione incriminata è avvenuta lo scorso 18 febbraio durante un seminario dal titolo “Costituzione, tipologie di referendum e processo penale”, rivolto alle classi quarte e quinte. Un tema tecnico, fondamentale per i futuri cittadini, che vedeva come relatore Edoardo Fiore. Invece, stando alla ricostruzione dei firmatari, l’approfondimento giuridico sarebbe stato oscurato da una marcata impronta politica.
Nella lettera, inviata alla sezione di Fratelli d’Italia Ivrea e diffusa l’8 marzo, gli studenti parlano chiaro: “Ciò che ci ha indignati è stata la narrazione a senso unico a favore del No”. Il riferimento è al referendum costituzionale previsto per la fine di marzo, tema caldissimo dell’attualità politica nazionale.

La lezione indirizzata a favore del comitato del No

Il punto più critico della protesta riguarda l’assenza totale di un dibattito democratico. La scuola, per definizione luogo di confronto e crescita critica, avrebbe in questo caso fallito il suo obiettivo. “Non sono state ammesse obiezioni o pareri contrari”, lamentano gli autori, sottolineando come per due ore non ci sia stato spazio per il dialogo tra studenti e organizzatori.
Secondo i ragazzi, l’evento si è trasformato in “due ore di propaganda politica e non di approfondimento giuridico”. Un’accusa pesante che solleva interrogativi urgenti su come i temi di attualità debbano essere gestiti all’interno delle mura scolastiche, specialmente durante le campagne elettorali o referendarie.

Libertà di opinione e pluralismo nelle scuole

Gli studenti dell’Olivetti hanno richiamato con forza il valore del pluralismo politico, ribadendo che la scuola non può e non deve diventare un luogo di imposizione ideologica. Il caso Ivrea riapre ufficialmente il delicato dossier sul limite tra educazione civica e propaganda rossa nelle aule italiane, nulla di nuovo sotto al sole.