Crosetto: “Gli effetti della guerra non sono terreno di scontro. L’opposizione dimostri responsabilità istituzionale”

Dopo l'appello di Meloni

Crosetto: “Gli effetti della guerra non sono terreno di scontro. L’opposizione dimostri responsabilità istituzionale”

Il ministro della Difesa sottolinea che "La premier è stata chiarissima in Parlamento: questa non è la nostra guerra, non l’abbiamo voluta, non ne facciamo parte". E ricorda che in questi casi ci si siede a un tavolo e si ragiona insieme

Politica - di Redazione - 13 Marzo 2026 alle 08:41

Quando ha saputo dell’attacco a Erbil il ministro della Difesa Crosetto ha prima avvertito la presidente Giorgia Meloni, poi i vicepremier. In seguito, come lui stesso dice in una intervista al Corriere della Sera, ha mandato «un messaggio a tutti i leader dei partiti» perché «esiste il 95% di temi su cui maggioranza e opposizione possono scontrarsi, ma questo no. Questo riguarda tutti gli italiani – la nostra sicurezza, la guerra fatta da altri, le conseguenze politiche ed economiche – e dovrebbe essere materia sulla quale non si battibecca per interessi di bottega ma ci si siede a un tavolo e si ragiona insieme. Io mi aspetto che lo faranno. Ci sono forze politiche che sono ben consce di ciò che sta accadendo. Non è su questo terreno che possiamo permetterci di scontrarci».

Abbiamo sempre coinvolto tutti

Guido Crosetto risponde anche a chi dall’opposizione, come la segretaria del Pd Elly Schlein, ha affermato che la premier Meloni “usa la clava”: «Io so due cose: primo che, in accordo con lei, ho sempre cercato di coinvolgere tutti, non abbiamo mai nascosto nulla e siamo sempre pronti ad ascoltare. Secondo, so che il presidente Meloni ha formalmente proposto all’opposizione di lavorare insieme, su questo punto. Tocca a loro, ora, rispondere. Mi auguro lo facciano con senso di responsabilità istituzionale dovuto, almeno, alla gravità del momento storico».

Messa in sicurezza di militari e personale è la priorità

Quella contro la base italiana è stata una azione che per fortuna non ha avuto conseguenze per il contingente italiano. Crosetto spiega anche la ragione «eravamo stati avvertiti 4 ore prima di un possibile attacco e tutti i nostri soldati hanno potuto mettersi in sicurezza. Il che sta a dimostrare anche come funzionino i rapporti tra la nostra intelligence e la difesa italiana e quella degli altri Paesi coinvolti nell’area». Tuttavia «è stata attaccata una base della coalizione dell’Operazione Inherent Resolve, avevamo già iniziato una riduzione del personale civile e militare. Una parte è stata spostata, 102 persone sono tornate in Italia, 75 in Giordania, per i restanti si sta organizzando uno spostamento via terra per tornare in Italia perché nell’intera zona non si può volare. Il mio primo assillo, è la messa in sicurezza di tutti».

Tornare al rispetto delle regole della carta Onu

Guardando all’attuale quadro internazionale, il ministro ricorda che «da due anni dico: il multilateralismo è moribondo, è l’epoca delle grandi potenze, di Cina, America, Russia. Le regole del diritto internazionale vengono trascurate, ignorate e prevalgono quelle del più forte. Per questo, noi Paesi che non siamo grandi potenze e che subiamo le guerre che incendiano il mondo dobbiamo batterci per tornare al rispetto da parte di tutti delle regole della carta dell’Onu».

Si torni al tavolo e alla diplomazia

E aggiunge «La premier è stata chiarissima in Parlamento: questa non è la nostra guerra, non l’abbiamo voluta, non ne facciamo parte. Stiamo operando in ogni modo perché si torni al tavolo e alla diplomazia. E cerchiamo di far esprimere l’Europa con una voce sola, unita, come ho fatto in accordo con lei nella riunione dell’E5, spingendo su due punti fondamentali: chiedere ufficialmente, come hanno fatto India e Cina, di permettere il passaggio ad Hormuz delle navi di Paesi che non sono in guerra. E che per un periodo limitato si sospendano le scelte burocratiche che fanno sì che, per noi, i costi dell’energia siano del 40% superiori agli altri Paesi, ad esempio. È minimo buonsenso e non serve perdere tempo per farlo».