La lettera e lo scontro
Anm e finanziatori del comitato per il No, il ministero vuole chiarezza. Parodi si difende, la sinistra dà di matto
Enrico Costa di FI aveva depositato un'interrogazione rivolta al ministero Nordio all’interno della quale veniva citato lo statuto del comitato per il No, per sottolineare la vicinanza tra quest’ultima delegazione e l’Associazione delle toghe. "La nota del presidente è una barzelletta"
Il ministero della Giustizia intende vederci chiaro e andare a fondo sui finanziatori del Comitato per i No al referendum. In un documento firmato dal capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, e inviato al presidente dell’Anm Cesare Parodi si solleva “un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm”. Al ministero della Giustizia è arrivato “un atto di sindacato ispettivo con il quale”, si legge nel documento, il parlamentare interrogante riferisce che il “segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire No’ promosso dall’Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”.
Scontro Ministero della Giustizia-Anm
E’ quanto emerge dal documento in cui si sottopone alle valutazioni della medesima Associazione “l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato da parte di privati cittadini”. Tutto nasce dalle parole messe nero su bianco dal deputato di Forza Italia Enrico Costa. Lo scorso 13 gennaio il parlamentare aveva depositato un’interrogazione rivolta al ministero Nordio all’interno della quale veniva citato lo statuto del comitato per il No per sottolineare la vicinanza tra quest’ultima delegazione e l’Anm. Parodi ha replicato, la sinistra, al solito, ha gridato allo scandalo.
Chi finanzia il Comitato per il No?
Si giustifica Parodi: “Devo purtroppo annotare che non sono nelle condizioni di rispondere; in quanto il Comitato in questione è solo stato promosso dall’Anm, ma è soggetto, anche giuridico, assolutamente autonomo. Come socio costituente, però – prosegue il leader dell’Associazione magistrati, nella lettera a Bartolozzi inviata nel pomeriggio – posso confermarle che al Comitato è possibile fare piccole donazioni, come privati cittadini: (l’unica condizione è che non si tratti di persone con incarichi politici, non essendo quello un Comitato di tipo politico, ma di servizio alla cittadinanza sui temi del referendum). Posso confermarglielo come può fare chiunque acceda al sito del Comitato”. Se però “necessitasse di informazioni più puntuali, che io non posseggo – conclude Parodi – non posso che rimandarla ai rappresentanti del Comitato. Annoto solo che la sua richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alla salvaguardia della loro privacy. Ma questa rimane una mia valutazione personale che le segnalo per correttezza”.
La replica di Parodi (Anm). L’isteria della sinistra
Isterica la reazione della sinistra, per la quale ogni richiesta di chiarezza e di trasparenza diventa un “intimidazione”. Debora Serracchiani, responsabile nazionale giustizia del Pd, parla di “un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione“. Le risponde per le rime il senatore di FI, Maurizio Gasparri:
Gasparri: “Si rendano pubblici i finanziatori dell’Anm. Come i partiti politici”
“E perché Debora Serracchiani insorge quando si chiede all’Anm di rendere trasparenti le proprie fonti di finanziamento? Per i partiti ci sono regole precise. Vadano ad esempio sul sito del nostro partito e troveranno, come la legge prevede, nomi e cognomi di quanti danno dei contributi ai sensi di legge. Perché l’Anm dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti?”. Mi rivolgo pubblicamente al presidente Parodi. Sono stati loro a dire alla Serracchiani che chiedere trasparenza nei finanziamenti è un’intimidazione? Non credo. Hanno qualcosa da nascondere? Non credo. Ed allora, senza bisogno di interrogazioni e di procedure di qualsiasi tipo, chiedo pubblicamente al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di rendere pubblici e trasparenti tutti i finanziamenti che riceve la Anm, sempre che ne abbia ricevuti. Così come devono fare i partiti politici”. La logica non fa una grinza.
Costa: “Comitato del No autonomo? Una barzelletta…”
Chiude poi la questione Enrico Costa, vicepresidente della Commissione Giustizia, che rigetta ogni riga della replica di Parodi. “Ho avuto modo di leggere la nota in cui il Presidente Parodi spiega che il Comitato per il No promosso dall’Anm è autonomo rispetto all’Anm. Credo si tratti di una barzelletta”.
Gli articoli dello Statuto del Comitato del No parlano chiaro
Quindi la spiegazione, citando gli articoli dello statuto uno ad uno: “Lo statuto di tale comitato, denominato Giusto dire No, nato su iniziativa dell’Anm, all’articolo 2 specifica che: ‘…il Comitato darà attuazione alle direttive generali fissate dal Comitato direttivo centrale della Associazione nazionale magistrati (Cdc); collaborerà con le Commissioni istituite dal Cdc dell’Associazione nazionale magistrati; e in particolare con la Commissione riforme, con la Commissione comunicazione e con la Commissione Ges… ‘; l’articolo 3 precisa che ‘Il Comitato ha sede legale in Roma, Palazzo di giustizia, piazza Cavour, presso l’Associazione nazionale magistrati’; a ciò si aggiunga – controreplica Costa- che il presidente dell’Anm è componente del direttivo del Comitato; e che, come recita l’articolo 5: ‘Alle riunioni del consiglio direttivo partecipa anche senza diritto di voto il responsabile della comunicazione dell’Anm’; l’Anm, per bocca del segretario generale, ha inoltre confermato di aver finanziato consistentemente il Comitato Giusto dire No”.
Costa rigetta la replica di Parodi
Dunque, la questione resta sul tappeto: “Il tema che ho posto – spiega Costa- che riguardava e riguarda l’apparenza di imparzialità di un magistrato iscritto all’Anm che si trovasse a giudicare i finanziatori del Comitato dell’Anm, resta intatto. Avremo una pioggia di astensioni per gravi ragioni di convenienza? E’ una questione giuridica che non può essere elusa e riguarda il funzionamento della giustizia e non si liquida con una barzelletta”.