Il cantante a Milano
Achille Lauro al Niguarda dai sopravvissuti di Crans Montana. Il grazie di Bertolaso: ragazzo speciale
Achille Lauro ha deciso di andare a visitare i ragazzi ancora ricoverati all’ospedale di Niguarda, coinvolti nel rogo di Crans Montana a Capodanno. Già a Sanremo, il cantante romano aveva dedicato la canzone “Perdutamente” alle vittime della tragedia svizzera, che continua da mesi ad infiammare il dibattito pubblico. Si tratta dello stesso brano che uno dei giovani uccisi durante l’incendio, Achille Barosi, amava cantare insieme a sua mamma e le cui note hanno accompagnato il funerale.
Il gesto di Lauro non è passato inosservato anche agli occhi della politica, tanto che l’assessore al welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha tenuto a ringraziarlo per il suo impegno, pubblicando alcune foto dell’incontro. «Dopo la sua esibizione a Sanremo, dopo quella canzone dedicata a loro, i ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans Montana ricoverati all’ospedale Niguarda hanno espresso un desiderio: poter conoscere Achille Lauro. Oggi il mio ringraziamento va a un cantante, ma soprattutto a un ragazzo, davvero speciale».
Achille Lauro in visita al Niguarda di Milano per incontrare le giovani vittime di Crans Montana
L’accorato messaggio di Bertolaso sul web prosegue con grande stima del cantante romano: «Lauro, con la sua disponibilità e dolcezza, ha saputo portare un po’ di gioia nel cuore di quei ragazzi che tanto hanno sofferto, incontrando anche i giovani dimessi e alcuni genitori, anche di chi non c’è più». L’assessore ha anche ringraziato particolarmente il conduttore di Sanremo Carlo Conti «che ci aiutato ad organizzare l’incontro».
L’impegno per le vittime al festival della canzone italiana
Dopo essersi esibito con la dedica speciale alle vittime di Crans, Achille Lauro ha lanciato un messaggio importante sull’uso della musica: «Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa cosa può aver confortato anche solo una persona per noi era un dovere». Una dimostrazione di generosità e di vicinanza a chi soffre che, nel tempo, si è rivelata ancor più concreta.