Voto “bulgaro” in Bulgaria: vince la sinistra filo-Putin di Radev che non vuole più aiutare l’Ucraina

I primi exit poll

Voto “bulgaro” in Bulgaria: vince la sinistra filo-Putin di Radev che non vuole più aiutare l’Ucraina

Esteri - di Robert Perdicchi - 19 Aprile 2026 alle 19:36

Bulgaria ai filo-putiniani, di matrice socialista. Il giovanissimo partito dell’ex presidente Rumen Radev si è classificato al primo posto nelle elezioni tenutesi oggi in Bulgaria, le ottave in cinque anni. Stando a due exit poll, Bulgaria Progressista si è assicurato circa il 38% dei voti, superando il partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov, crollato a circa il 16%, e la coalizione liberale Pp-Db, ferma a circa il 14%.  Sempre secondo i primi exit poll di Market Lynx, la terza forza nel parlamento bulgaro sarebbe il partito liberale ‘Continuiamo il cambiamento’ (Pp) con il 13,6% dei voti, davanti a ‘Dps-Nuovo inizio’, partito della minoranza turca con 7,5%. Quinto si collocherebbe il partito nazionalista ‘Vazrazhdane’ (‘Rinascita) con il 5,1% dei voti. Affluenza alle urne elevata rispetto alle elezioni precedenti: secondo gli exit poll delle varie agenzie oggi dovrebbe superare il 55%.

Bulgaria ai progressisti filo-Putin di Radev

Radev ha dichiarato di auspicare che la sua forza politica e la coalizione Continuiamo il cambiamento-Bulgaria democratica (Pp-Bd), guardino “nella stessa direzione” sulla sostituzione del Consiglio giudiziario supremo. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Focus” dopo la diffusione dei primi exit poll. “Siamo pronti a valutare diverse opzioni affinche’ la Bulgaria abbia un governo regolare e stabile. Vi ho detto che faremo tutto il possibile per evitare che si tengano nuove elezioni. Sarebbe disastroso per la Bulgaria, significherebbe passare da una crisi all’altra, e dobbiamo impegnarci seriamente per uscirne”, ha affermato Radev. Il leader della coalizione ha aggiunto che le aspettative e le speranze sono alte e che questo comporta “anche una grande responsabilita’”.

Radeveuroscettico, sostenitore di un necessario riavvicinamento alla Russia e spesso critico nei confronti degli aiuti umanitari all’Ucraina, è un ex generale dell’aeronautica. In uno dei video più di successo della sua campagna elettorale si filma mentre decolla con un caccia MiG-29. Pochi giorni prima del voto aveva dichiarato che “non si deve prestare aiuto militare all’Ucraina” anche se non si definisce filorusso ma filobulgaro, ovvero “realistico”.