La svolta nel Golfo
Missione europea “difensiva” nello stretto di Hormuz. Meloni annuncia: “Pronti a inviare le nostre navi”
Da Parigi arriva un messaggio di unità europeo sul fronte della battaglia diplomatica, e non solo, per la riapertura dello Stretto di Hormuz e la sua navigazione, fondamentale per l’approvvigionamento del petrolio in tutto il mondo. Nelle stesse ore in cui l’Iran annunciava lo sblocco della via di passaggio nella fase del cessate il fuoco, da Parigi i leader dei grandi paesi europei, Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania, trovavano rapidamente un accordo per una missione di accompagnamento e tutela delle petroliere nelle acque controllate dall’Iran, nel mare di Hormuz. La settimana prossima partirà la missione a guida Gran Bretagna e Francia per garantire la ibera navigazione nello stretto. ha detto il premier britannico Keir Starmer, al termine della riunione dei cosiddetti ‘volenterosi’ nella conferenza stampa con Macron, Meloni e Merz e un’altra trentina di paesi rappresentati. Il nostro Paese sarà in campo, anzi, in mare. “L’Italia è pronta a fare la sua parte, ma l’obiettivo necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: quello diplomatico, quello securitario, anche quello umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo e se si pensa alle nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi”, dice la Meloni.
Stretto di Hormuz: l’Europa in campo, Meloni annuncia il ruolo dell’Italia
“La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro a Londra e in quella sede definiremo la composizione della missione”, ha detto alla stampa Starmer, “alcuni Paesi hanno già messo a disposizione loro mezzi”. Tra questi, l’Italia, come ha annunciato personalmente la premier italiana nel corso della conferenza stampa finale del vertice. “Considero questa iniziativa estremamente importante, ed è la ragione per la quale ho voluto esserci personalmente. Chiaramente la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per la nostra nazione, per l’Italia, per l’Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta, ovviamente, di affermare un principio cardine del diritto internazionale, principio che vale per Hormuz e chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendono le catene di approvvigionamento mondiale, ma si tratta di una questione di enorme rilevanza”, ha detto la presidente del Consiglio, parlando all’Eliseo. Per poi aggiungere: “L’Italia è disponibile, previa autorizzazione del Parlamento, a mettere in campo unità navali”, ricordando anche la partecipazione italiana ad altre missioni, come Aspides. “L’Italia è pronta a giocare il proprio ruolo nell’ambito di una missione navale nel Golfo, tenendo bene a mente che si tratta di una missione esclusivamente difensiva, all’interno di un framework e sulla base di quello che sarà autorizzato dal Parlamento in base alle regole della Costituzione. Lo abbiamo fatto in passato con altre missioni, come Aspides, che può rappresentare un’esperienza preziosa”.
Meloni ha poi detto che la riapertura dello stretto non è il solo elemento per un negoziato serio che risolva il conflitto. A questo si aggiungono “la rinuncia da parte dell’Iran alla corsa nucleare, la costruzione di un quadro di sicurezza nel quale nessuna nazione venga minacciata per il futuro: si tratta di elementi fondamentali”. L’obiettivo comune (dei Paesi che si sono riuniti oggi a Parigi) “necessita uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: diplomatico, securitario e umanitario, se si pensa ai marittimi che sono bloccati nel Golfo, alle nazioni che soffrono un impatto diretto della crisi”. La presenza navale a Hormuz è “un aspetto irrinunciabile per diversi motivi, per esigenze concrete come quella di sminamento del tratto di mare, più in generale per rassicurare l’industria marittima, fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello stretto. Ma è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”. Su questo, ha aggiunto Meloni, “mi pare che ci fosse questa mattina pieno accordo”.
Starmer ha precisato: “Accogliamo positivamente l’annuncio” dell’Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma abbiamo bisogno di accertarci che questo accordo sia durevole e funzionale. Siamo molto chiari: la missione che abbiamo predisposto è difensiva e segue il cessate il fuoco”. “Lo Stretto deve essere riaperto e senza pedaggi – ha aggiunto -. Il mondo intero ha bisogno di una soluzione”. ”Il messaggio di oggi è un messaggio di speranza ma anche di unità dell’Europa e degli altri partecipanti della comunità internazionale per la sicurezza marittima nello stretto di Hormuz”, sono state le parole del presidente francese, Emmanuel Macron.
Trump minaccia la Nato
La Nato è ”una tigre di carta”, deve ”stare alla larga” dallo Stretto di Hormuz. Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo Truth social, affermando che ”lo Stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto al transito, ma il blocco navale rimarrà pienamente in vigore contro l’Iran fino alla conclusione definitiva dei nostri accordi” con Teheran. “Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui” gli alleati “mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta”, ha detto Trump.