Sanremo: basta polemiche, parla la musica. Achille Lauro unisce l’Italia in un abbraccio

Festival e strumentalizzazioni

Sanremo: basta polemiche, parla la musica. Achille Lauro unisce l’Italia in un abbraccio

L'esibizione del cantante romano ha unito tutta la Nazione nel ricordo commosso degli angeli di Crans Montana. La risposta migliore a chi per buttarla in politica arriva addirittura a chiedere a Conti come vota al referendum

Il commento - di Giovanna Ianniello - 26 Febbraio 2026 alle 18:06

Nella conferenza stampa del giorno dopo, che ha fatto seguito alla seconda serata del Festival, nessuno ha chiesto a Carlo Conti della commovente dedica di Achille Lauro ai ragazzi italiani vittime della strage di Cans Montana. Perché nella narrazione di chi vuole trasformare anche la kermesse canora per eccellenza in momento divisivo per l’Italia è più funzionale domandare al conduttore come voterà al referendum invece che delle lacrime che hanno unito un intero popolo. A confermare il tentativo di gettarla a tutti i costi in politica, che arriva prevalentemente da sinistra, ci sono le assurde polemiche montate ad arte da Avs sulla presunta “censura” subito attribuita alla volontà del governo Meloni rispetto alla scelta di non mandare in onda un marchio commerciale come la testata giornalistica “l’Unità” quando nella prima serata della rassegna  musicale si è parlato di referendum monarchia-repubblica.

Esibizione di Achille Lauro nella storia del Festival

Eppure nella storia di questa edizione è proprio l’esibizione del cantante romano che resterà negli annali, e non le domande trabocchetto o gli applausi ormai quasi da copione della sala stampa su temi che spesso nulla hanno a che fare con la musica. “Perdutamente”, intonata da Achille Lauro sul palco, nel cono di luce, vestito di bianco è senza dubbio stato uno dei momenti più alti finora visti al Festival di Sanremo.
A fine esibizione l’artista ha tradotto la sua stessa emozione dicendo «Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita se questa cosa può aver confortato anche solo una persona per noi era un dovere». Non una polemica, non una forzatura per buttarla come al solito in strumentalizzazione di parte. Non uno slogan guardando a terre lontane. Solo il ricordo di tanti ragazzi, poco più che adolescenti, strappati improvvisamente alla vita proprio nel momento in cui stavano per iniziare a viverla. E questo pensiero ha colpito tutti, anche le famiglie di quei giovanissimi angeli.

La mamma di Achille Barosi parla di sentimento di umanità

Da programma Lauro sul palco del teatro Ariston avrebbe dovuto intonare “Innocenti Giovani”. Come spiegato da Carlo Conti nella conferenza stampa di ieri, tema che lui ha introdotto ma su cui nessuno degli accreditati alla sala stampa è poi tornato oggi per ripercorrere l’emozione, l’organizzazione del Festival e Lauro hanno scelto invece il brano cantato da Erica Didone, il giorno del funerale del suo Achille Barosi, perché quella canzone spesso la cantava col suo bambino. Insieme, nei momenti spensierati. Un gesto, dice Erica, contattata dall’Adnkronos, che ha trasmesso un sentimento di umanità.

Si continui a ricordare per arrivare alla verità

Al telefono con l’agenzia di stampa Erica ha spiegato che ‘è importante che si continui a ricordare e mantenere viva la memoria della tragedia di Crans-Montana e che si tengano i riflettori accesi sulla vicenda giudiziaria che ne è nata, perché porti alla verità dei fatti’.
Certo, ha rimarcato, ‘il dolore è un macigno quotidiano, ma queste piccole cose, comunque servono. Sono un modo per ricordare con un sorriso tutti i momenti belli vissuti. Del resto, una madre, un padre, quel dolore lo vivranno sempre. Esternarlo in quel modo è forse dare a quel dolore la forma di un sorriso, cercarne un lato umano, con la vicinanza, con i ricordi o con qualcosa di bello. La perdita di un figlio, sottolinea Erica Didone, è un dolore che non ci abbandona mai. Lo stesso vale anche per i ragazzi che sono ancora in cura e che di fronte a loro avranno una vita chissà quanto complicata. Ognuno cerca di esternare il dolore come meglio crede. Ma i ricordi, ribadisce, possono aiutare a sorreggere questo peso infinito’.

La magia della musica che unisce l’Italia

L’Adnkronos inevitabilmente scrive che ‘E’ chiaro, Erica non riesce a dire ‘sono contenta, mi fa felice’, ma sente come un buon segno che questa cosa sia stata ripresa, dicendosi certa in cuor suo che non sia stata una strumentalizzazione. Soprattutto, è l’auspicio, è un modo per mantenere viva questa storia, che, per chi ha tanto sofferto, non avrà mai una soluzione. Ma che va ricordata fino alla completa verità.’
E quello che è accaduto ieri a Sanremo è un tassello che in punta di piedi e grazie alla magia della musica, ha unito in una simbolico abbraccio tutta la Nazione, che non vuole dimenticare i suoi ragazzi.