Ora la sinistra condanni
A Lione giovane ucciso dagli antifà, Le Pen: sono terroristi. Lo choc arriva in Italia
Denunce politiche, sgomento, rabbia. La Francia si sveglia sconvolta dal pestaggio mortale che, nel nome dell’antifascismo militante, ha lasciato sul selciato un giovane di 23 anni, Quentin. Subito in condizioni disperate, ricoverato all’ospedale Édouard-Herriot, si è spento dopo due giorni in cui è stato appeso tra la vita e la morte. Una pagina di barbarie politica che riporta drammaticamente le lancette della storia indietro agli anni di piombo. Segnati dallo slogan uccidere un fascista non è reato.
Francia sconvolta per il pestaggio mortale di un giovane di destra
L’unica “colpa” di Quentin è quella di aver difeso alcune ragazze del collettivo femminista Némésis, impegnate in un sit in davanti all’istituto di scienze politiche di Lion dove era in corso un incontro con Rima Hassan, parlamentare France Insoummise, il partito di estrema sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon. Nessuna rissa, come alcuni quotidiani francesi hanno titolato. Il giovane 23enne, intervenuto quando le ragazze di destra sono state minacciate e strattonate, è stato accerchiato, pestato, buttato a terra, preso a calci e pugni fino a ridurlo in fin di vita.
La dinamica dell’aggressione brutale
“Quentin è stato fatto inciampare e scaraventato a terra, riportando inizialmente ferite alla testa, prima di essere ripetutamentepreso a calci una volta a terra, provocando ulteriori ferite. Il suo amico, leggermente ferito, ha iniziato ad accompagnarlo a casa e poi ha chiamato i soccorsi. Quentin ha perso conoscenza sulla via del ritorno ed è stato ricoverato in condizioni critiche per un’emorragia cerebrale”. La dinamica dell’aggressione ricostruita da Le Figaro lascia senza fiato. Da subito chiara la regia politica dell’aggressione che conduce alle frange estremiste legate al partito di Mélenchon.
Tra gli aggressori un collaboratore di Raphaël Arnault
A caldo il collettivo Némésis ha denunciato la presenza tra gli aggressori di un noto attivista dell’ultrasinistra, Jacques Elie Favrot, collaboratore di Raphaël Arnault. Deputato di France Insoummise e fondatore della organizzazione extraparlamentare Jeune Garde Antifasciste (palestra di violenze sciolta nel 2025). Un personaggio molto amato, spesso invitato in Italia, dai centri sociali.
Marine Le Pen: le milizie di estrema sinistra sono gruppi terroristici
Il Collettivo vittima dell’assalto ha lanciato una petizione per “Classificare gli antifascisti come organizzazione terroristica”. E ha raggiunto in poche ore migliaia di firme. Una richiesta avanzata con forza dalla leader del Rassemblement national Marine Le Pen. “Le milizie di estrema sinistra vengano considerate come gruppi terroristici. L’aggressione spaventosa di Lione – scrive su X – chiama il governo a uscire dal suo torpore di fronte a milizie di estrema sinistra. Che si appoggiano sulla compiacenza e il sostegno dei partiti come La France Insoumise, moltiplicando intimidazioni, minacce e aggressioni”.
Bardella: ora si mobiliti tutta la classe politica
Anche il presidente del Rassemblement national, Jordan Bardella, denuncia con forza la ”violenta aggressione” e invita a mettere la parola fine all’impunità dell’estrema sinistra. Di una folla “furiosa che si è scatenata”, parla il ministro dell’Insegnamento superiore, Phlippe Baptiste, che chiude il post con l’esclamazione “è terribile”. L’avvocato della famiglia della vittima contesta la tesi della “rissa fra due gruppi rivali” diffusa da alcuni media, Radio France in testa. “Non sembra corrispondere alla realtà dei fatti”, protesta il legale, “è stato un linciaggio, erano in sovrannumero e armati, si sono accaniti sulla vittima, che era isolata”.
Rabbia e sgomento anche in Italia
In Francia come in Italia si assiste a un crescendo di violenza politica nel nome dell’antifascismo, alimentata dalle arringhe dei cattivi maestri, dalla stampa “distratta”, dal linguaggio inneggiante all’odio e dalla copertura politica della sinistra. Che giustifica, minimizza, non prende le distanze. L’eco della notizia del pestaggio del giovane di destra ridotto in fin di vita arriva in Italia e suscita un moto di sdegno e solidarietà. Non si contano su Instagram grafiche, video, che chiedono giustizia per Quentin e ripropongono il filmato dell’aggressione delle ragazze del collettivo identitario davanti all’università di Lione.
Da Fratelli d’Italia sgomento e costernazione.
“Dalla Francia arriva una notizia terribile”, scrive sui social il capodelegazione di FdI-Ecr Carlo Fidanza. “Un commando della “Giovane guardia”, un collettivo di estrema sinistra già noto per la sua violenza, ha aggredito a morte il 23enne La sua morte ci rattrista e svela ancora una volta il vero volto dell’estrema sinistra. Una preghiera per Quentin e tanta rabbia per chi continua a gettare benzina sul fuoco”.
Donazzan: basta ambiguità, una preghiera per Quintin
“A Lione si è consumata una tragedia che non può lasciarci indifferenti”, scrive Elena Donazzan, europarlamentare di FdI. “Secondo le ricostruzioni, tra gli aggressori vi sarebbe anche un collaboratore del deputato francese Raphaël Arnault. Che in queste ore sta pubblicamente difendendo il collettivo responsabile dell’aggressione. Di fronte a un fatto così grave non possono esserci ambiguità: la violenza politica va condannata sempre, senza doppi standard”. È una tragedia che riporta le lancette indietro nel tempo, dice Stefano Cavedagna, europarlamentare di FdI-Ecr. “A quegli anni dove si poteva rischiare di essere uccisi per le proprie idee. Un atto che svela il vero volto dell’estremismo di sinistra, dopo quello che abbiamo visto a Torino e in tante altre piazze d’Italia. Fermatevi”.