Aiuti a Kiev, sì alla fiducia con i piagnistei della sinistra. I vannacciani votano con il governo

Opposizioni scornate

Aiuti a Kiev, sì alla fiducia con i piagnistei della sinistra. I vannacciani votano con il governo

Politica - di Stefania Campitelli - 11 Febbraio 2026 alle 16:26

Via libera alla fiducia posta dal governo al decreto legge sugli aiuti a Kiev. Una scelta di campo, illustrata dal ministro Guido Crosetto, che conferma la chiara postura di Palazzo Chigi, sempre la stessa dall’inizio del conflitto russo-ucraino. A differenza dello zigzagare delle opposizioni. Il Parlamento approva 207 sì, 119 no e 4 astenuti. Il testo, formato da tre articoli, ha come obiettivi quelli di prorogare, fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti civili, sanitari e militari in favore delle autorità governative di Kiev.

Ucraina, sì al voto di fiducia. Sinistra scornata

Come da copione le opposizioni hanno intonato la stanca litanìa sul bavaglio alla discussione in aula. Pd in testa con Piero Fassino: “Con la fiducia volete evitare un dibattito che avrebbe messo a nudo le vostre divisioni e le ambiguità di una maggioranza condizionata dai settori filoputiniani”. Da Avs passando per Più Europa e Azione è un coro di proteste per la ‘scorciatoia’ del governo. Niente di nuovo. Il voto favorevole alla fiducia dei tre parlamentari di Futuro nazionale sgombera ogni dubbio sulla collocazione del nuovo partito di Vannacci dopo l’uscita dalla Lega. E soprattutto manda in corto circuito le sinistre. “Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari”, chiarisce il generale europarlamentare.

Futuro nazionale vota con il centrodestra

“Ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi. E un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare”. Poi una frecciata alle opposizioni che tifavano per il ‘tradimento’ di Vannacci. “Ho sempre detto che non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione. A differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti”. Diverso il voto nel merito del provvedimento sui sostegni all’Ucraina che vede contrario il partito di Vannacci. Un “no” che stride con il “sì” alla fiducia. Ma il messaggio è chiaro. “Non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno. Ma, al contempo, non rinunciamo alla nostra identità”.

Tajani gela le opposizioni: la maggioranza va avanti

Sulla posizione dei vannacciani, che tiene con il fiato sospeso il centrosinistra in cerca di alleati per la presunta e immaginifica spallata, scende in campo anche il ministro Antonio Tajani. “Il governo va avanti per la sua strada, la maggioranza va avanti sulla sua strada. Chi vuole sostenere il governo ben venga. Hanno sempre votato a favore, continueranno a votare a favore. Non c’è stata nessuna richiesta, nessun obbligo da parte nostra”.

Il dilemma che manda in tilt le opposizioni

Prima del voto il dilemma aveva mandato il tilt le opposizioni, già divise nel merito del dl Ucraina. “Non possiamo votare la fiducia, ma rischiamo di votare come Futuro nazionale. Dunque che fare?”, è stato il dubbio delle sinistre in preda a una crisi ‘di panico’.