Svelate le “bufale” di Barbero sul “no” al referendum: “Ha letto la riforma sbagliata, quella di Berlusconi”

Il fact checking di "Open"

Svelate le “bufale” di Barbero sul “no” al referendum: “Ha letto la riforma sbagliata, quella di Berlusconi”

Politica - di Luca Maurelli - 25 Gennaio 2026 alle 10:52

E’ l’autorevole testata “Open“, diretta da Enrico Mentana, e l’autorevole direttore della stessa, Franco Bechis, a mettere forse una parola definitiva sulla vicenda del video del professor Alessandro Barbero sulle sue ragioni del “No”: ha detto falsità, citando cose che nella riforma della giustizia di Nordio non ci sono? Di sicuro, quel video, grazie alla grande popolarità del professore, ha avuto una diffusione virale e secondo alcuni “complottisti” sarebbe stato censurato dai “poteri forti” che manovrano i social… Ma su questo è meglio sorvolare. Quello che Bechis ci spiega è una tesi molto attendibile sugli “svarioni” di Barbero, forse commessi in buona fede: il professore, che si vanta di essere credibile e documentato, avrebbe letto la riforma… sbagliata, quella scritta dal governo Berlusconi e mai approdata all’approvazione. Possibile?

Barbero e lo scambio di riforme…

Bechis spiega di aver ascoltato le ragioni del “No” di Barbero e poi di aver lavorato a un fact checking utilizzando semplicemente “google”… “e in effetti alla terza risposta mi portava sul sito del ministero della Giustizia, e aprendolo appariva il testo della proposta di riforma del marzo 2011. Seguendo le critiche di Barbero su quel vecchio testo sotto (mai diventato legge), in effetti le sue osservazioni stavano in piedi”, scrive “Open“. 

“Vero che con quella riforma sarebbe stato cambiato, perfino stravolto il Csm. Vero pure che la nuova composizione avrebbe indebolito come dice Barbero i magistrati: dovevano scendere dai due terzi dei componenti del Consiglio superiore alla metà esatta. Così come la componente laica-politica saliva da un terzo a metà. Giustificata con quel testo anche un’altra affermazione tranchant del professore, che sottolinea come in tutti gli organi del nuovo Csm i magistrati sono tirati a sorte mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui”. Ma quella era la riforma della giustizia di Berlusconi… dettaglio non marginale.

“Prendendo invece il testo della riforma della giustizia di Giorgia Meloni pubblicato in Gazzetta ufficiale gran parte delle osservazioni di Barbero non funzionano più. Ci sono due nuovi Csm, e la loro composizione è identica a quella di oggi: due terzi togati e un terzo laici. Sia laici che togati saranno mandati al Csm per caso: vengono estratte a sorte entrambe le componenti. C’è poi un terzo organismo, l’Alta Corte, che secondo Barbero sarebbe ‘al di sopra’ dei due Csm. Il professore – scrive Bechis – deve essere stato ingannato da quella parola ‘Alta’, e per questo deve essergli sembrata in cima. Ma non ha alcun potere sui due altri Csm: è semplicemente un organismo a fianco, con poteri disciplinari su tutti i magistrati. Qui la composizione è un pizzico diversa. Ci sono 15 componenti. Nove sono togati estratti a sorte: fossero stati i due terzi come negli altri due Csm il loro numero avrebbe dovuto essere dieci. Ne perdono uno. Tre sono “politici”: tirati a sorte da un elenco approvato dal Parlamento. Avrebbero dovuto essere sei, quindi ci sono due ‘politici’ in meno. Gli altri tre che restano sono invece nominati direttamente dal Presidente della Repubblica, che per la Costituzione è una autorità super partes. È più politicizzata e in mano al governo l’Alta Corte rispetto ai due Csm? No, meno. Per dire il contrario bisognerebbe accusare apertamente il Presidente della Repubblica di essere un vassallo del governo di turno. E nessuno osa farlo…”.

Bechis, alla fine, quasi si scusa per aver “invaso” il settore anti-bufale di “Open” che – sottolinea – “agisce in totale autonomia e libertà”. Poi il direttore svela l’ultima “fake”, la presunta censura.  “Davanti a quel video non compare nessun avviso e non è allegato alcun fact checking… i è falso che il video di Barbero sia stato censurato”.