Trump sprona i manifestanti di Teheran: “Patrioti iraniani, continuate a protestare. L’aiuto sta arrivando”

L'annuncio social

Trump sprona i manifestanti di Teheran: “Patrioti iraniani, continuate a protestare. L’aiuto sta arrivando”

Aumenta il numero delle vittime delle repressioni: secondo Iran International i morti sono almeno 12 mila, di cui la maggior parte persone con meno di 30 anni

Esteri - di Laura Ferrari - 13 Gennaio 2026 alle 17:49

“Patrioti iraniani, continuate a protestare – prendete il controllo delle vostre istituzioni!!!”: l’appello firmato da Donald Trump, nel post su Truth Social vale più di mille discorsi programmatici e lascia intendere che il presidente degli Stati Uniti non si fermerà alle dichiarazioni di solidarietà per il popolo di Teheran. Da qui il suggerimento ai manifestanti iraniani di annotare “i nomi degli assassini e dei responsabili delle violenze. Pagheranno un prezzo altissimo”.

Il presidente americano ha aggiunto che “l’aiuto sta arrivando”, lasciando aleggiare la minaccia di un intervento statunitense. Trump ha chiarito di aver “annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché non cesseranno le insensate uccisioni dei manifestanti”. E in chiusura del post l’acronimo ” MIGA!!!”, cioè Make Iran Great Again, ricalcando il suo motto MAGA (Make America Great Again”).

Il presidente ha ripetutamente minacciato Teheran di un’azione militare. Trump, il giorno prima ha annunciato l’imposizione di dazi del 25% sui Paesi che continueranno ad avere rapporti commerciali con Teheran. Cina, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Brasile e Russia sono tra le economie che intrattengono maggiormente rapporti commerciali con l’Iran. Aumenta intanto il numero delle vittime. Secondo un bilancio indipendente stilato da “Iran International”, emittente di opposizione con sede a Londra, i morti sono almeno 12 mila, di cui la maggior parte persone con meno di 30 anni.

Meloni: Teheran rispetti l’incolumità di chi protesta

Da Roma, “il governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti”. Queste le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo sul deterioramento della crisi iraniana e sulla repressione delle proteste da parte delle autorità di Teheran. Parole nelle quali si riflette una linea di netta condanna, condivisa dall’esecutivo e inserita in un quadro multilaterale. “L’Italia chiede alle autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze”, ha affermato Meloni, ribadendo che Roma continuerà a lavorare “insieme ai partner europei e del G7 per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e di parità di diritti del popolo iraniano”.

Tajani: dialogo non significa assistere inerti alla repressione

Sulla stessa linea è intervenuto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che nel corso di un’informativa al Senato ha chiesto uno stop alla repressione e alla pena di morte nei confronti degli oppositori politici. “Speriamo e faremo tutto il possibile perché in Iran cessi la pena di morte verso gli oppositori e si avvii una transizione moderna che porti alla possibilità per un popolo di scegliere il proprio governo”, ha detto Tajani, chiarendo che “dialogo non significa assistere inerti alla repressione”.

Trump studia diverse opzioni per aiutare gli iraniani

Sul fronte dei possibili “aiuti americani” annunciati da Trump ai “patrioti iraniani”, potrebbe esserci l’ayatollah Ali Khamenei tra gli obiettivi di un attacco degli Stati Uniti in Iran. Una simile azione rischierebbe però di compattare il regime e di rivelarsi controproducente. Sulle diverse opzioni per un intervento nella Repubblica islamica, il vicepresidente James David Vance – secondo il “Wall Street Journal” sarebbe a favore dell’apertura di una trattativa con Teheran. Così come il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Guerra Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto Dan Caine. Il tutto mentre in Iran continua a crescere il conto delle vittime della repressione delle proteste, e dopo che la scorsa settimana Trump aveva promesso d’intervenire in aiuto dei manifestanti in caso di violenze da parte del regime.