La vertenza a sinistra
Libertà di stampa? Per “Repubblica” la minaccia il suo editore Elkann, non la Meloni. Ed è sciopero
Non è in edicola, oggi, il quotidiano “Repubblica” e anche il sito è bloccato, e lo sarà fino a domani, per uno sciopero proclamato dai giornalisti della storica testata italiana. La vertenza in atto con la proprietà, la Gedi, e i manager della famiglia Elkann, impegnata nella vendita del giornale, vive una fase particolarmente delicata. Il Cdr, ieri, ha usato parole durissime nei confronti della proprietà, definita “oligarchia” dai giornlisti. “Ormai da settimane la vertenza del nostro giornale è aperta: sappiamo che Exor è in trattativa per la vendita di Gedi con il gruppo greco Antenna – prosegue l’assemblea -. Ma questa trattativa in esclusiva è scaduta lo scorso 31 gennaio, e la società non ci ha ancora detto se c’è stata una proroga e fino a quando. Le informazioni in nostro possesso finiscono qui. Abbiamo anche chiesto perché la scelta sia ricaduta su di un editore sconosciuto ai più e non ad altri che si erano detti interessati, ed è una domanda che rimane aperta. Ci sono (state) altre offerte? Se sì, perché non prenderle in considerazione?”. La libertà di stampa, dunque, per il quotidiano diretto da Mario Orfeo e firmato da editorialisti come Massimo Giannini, tra i “pasdaran” anti-meloniani, non arriva dal governo di destra da dal loro ex amatissimo editore, quel John Elkann che a loro avviso vuole svenderli a una sorta di “Berlusconi greco”.
“Repubblica” e la mission antifascista
Dal dicembre 2025 i giornalisti di Repubblica e del gruppo Gedi avevano già avviato uno stato di agitazione permanente, con pacchetti di giorni di sciopero, legato ai timori sulla vendita del gruppo, sull’occupazione e sulla linea editoriale. In quelle occasioni le motivazioni includevano il rifiuto dell’azienda di aprire un confronto sindacale, la gestione delle sostituzioni in redazione e, più in generale, la difesa delle condizioni di lavoro e dell’autonomia giornalistica.