La conferenza di inizio anno
Applausi dei giornalisti alla Meloni? Una bufala: la sinistra dimentica i battimani “coreani” per Draghi, Renzi e Conte (video)
Qualcuno, da sinistra, ha fatto notare che ieri, in alcuni passaggi della conferenza stampa della premier Meloni, si sono sentiti degli applausi provenire dal pubblico di giornalisti. Poca roba, frutto di qualche moto di entusiasmo per un paio di frasi della premier da parte degli staff dei politici presenti o degli stessi parlamentari in sala, cose di contorno, che però si sono meritate una sottolineatura da parte del giornalista Stefano Feltri, ex direttore del quotidiano di De Benedetti, “Il Domani”, scandalizzato, a dir poco. “I giornalisti che applaudono la premier non si possono sentire”. Vero, gli ha fatto notare l’europarlamentare di FdI Davide Scifo, “non si possono sentire”, ha scritto sopra a un video di quattro anni fa nel quale si sentono scrosci, veri, forti, sentiti, all’indirizzo di Mario Draghi, da parte dei giornalisti accorsi per la conferenza stampa di fine anno, nel 2021. Non si trattava di collaboratori di Draghi, ma della stragrande maggioranza dei giornalisti accorsi al “debutto” dell’ex banchiere salito a Palazzo Chigi. Come si può sentire dal video.
Ecco cosa scrisse, allora, “Il Fatto Quotidiano“. “Trasmette un effetto distorto, un po’ “coreano” (del nord), che gli applausi prima, durante e dopo al presidente del Consiglio Mario Draghi siano arrivati non in Parlamento, non a un convegno, non in qualsiasi altro posto, ma proprio durante una conferenza stampa, animata da decine da giornalisti di altrettante testate che per definizione sono chiamati a porre domande per incarnare il vecchio motto del cane da guardia, del quarto potere, del custode della democrazia e, vista la calante fiducia dei lettori, magari dovrebbero sentire anche la responsabilità di apparire indipendenti, oltre che esserlo. Non è una giustificazione, ma un’aggravante che alla fine di tutte le conferenze stampa di fine anno dal 2014 in poi c’è sempre stato un applauso. Nelle due con Renzi, nelle due con Gentiloni e nelle due con Conte del 2018 e del 2019…”. Parola di Travaglio, che però oggi tace.
Applausi alla Meloni? No, standing ovation a Draghi, e non solo