Il golfo bollente
L’Italia tratta con l’Iran sullo Stretto di Hormuz? Fake news. Il governo smentisce negoziati bilaterali
La notizia è stata data dal “Financial Times” ma si è rivelata non attendibile. Secondo la testata britannica, alcuni Paesi europei, tra cui la Francia e l’Italia, avrebbero avviato colloqui con Teheran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca il libero passaggio delle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz, con l’obiettivo di riprendere le forniture energetiche dal Golfo. E’ quanto sostengono tre funzionari informati sull’iniziativa citati dal Financial Times, secondo cui alcune capitali europee hanno avviato delle discussioni preliminari nel tentativo di riprendere le esportazioni di petrolio e gas senza aggravare il conflitto.
La Francia è uno dei Paesi coinvolti nei colloqui, hanno affermato due dei funzionari, il primo dei quali ha aggiunto che anche l’Italia ha tentato di avviare discussioni con Teheran sulla questione. Ma dall’Italia arriva la smentita netta.
Trattative tra Italia e Iran su Hormuz, Palazzo Chigi smentisce
In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri “smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz”, si apprende da fonti di Palazzo Chigi.
Non è in corso “nessun negoziato sottobanco” con l’Iran per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane, si apprende da fonti italiane che spiegano di voler valutare meglio l’articolo del Ft e di verificare se, nella stesura qualcosa possa essere stato interpretato in modo non corretto. Palazzo Chigi e Farnesina, aggiungono, confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, ma non esiste nessun “negoziato sottobanco” che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri.
Ue verso sanzioni a tutela libertà di navigazione
Intanto l’Unione Europea potrebbe adottare un regime di sanzioni per colpire chi ostacola la libertà di navigazione, come sta facendo l’Iran nello stretto di Hormuz, dopo l’attacco israelo-americano, si apprende da una fonte diplomatica europea, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo.
Essendo l’Europa relativamente povera di materie prime ed esportando in gran parte del mondo, il benessere delle sue economie “dipende dalla libertà di navigazione”, ricorda. Il blocco dello stretto di Hormuz, che unisce il Golfo Persico e il Mar Arabico, ha già fatto schizzare il barile di petrolio oltre i 100 dollari (il future sul Brent, il greggio di riferimento europeo, quota a 100,5 dollari al barile poco prima delle 11.30) e il gas naturale, colpendo al cuore l’economia europea. Pertanto, lunedì prossimo almeno un Paese membro proporrà ai partner Ue di “iniziare a lavorare” per istituire un regime sanzionato.
Araghchi: “Prezzi del petrolio saliranno”
L’Iran dal canto suo fa sapere che i prezzi del petrolio probabilmente “continueranno a salire in futuro” e la responsabilità è da attribuire agli Stati Uniti e a Israele. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando all’agenzia di stampa Anadolu. “Considerate le politiche degli Stati Uniti e di Israele nella regione, appare probabile che i prezzi continueranno a salire in futuro”, ha affermato Araghchi, secondo cui i responsabili sono “coloro che stanno trascinando la regione nel disastro” e “questi Paesi devono essere chiamati a risponderne”.