Israele-Libano, Trump annuncia il cessate il fuoco: «Sarà la decima guerra che faccio finire»

Medio Oriente

Israele-Libano, Trump annuncia il cessate il fuoco: «Sarà la decima guerra che faccio finire»

L'annuncio dopo un giro di telefonate con Aoun e Netanyahu, che non hanno avuto colloqui diretti. Meloni: «Notizia eccellente, l'Italia continuerà a fare la sua parte per la pace». Il «sollievo» di Ursula von der Leyen

Esteri - di Redazione - 16 Aprile 2026 alle 19:34

L’annuncio l’ha dato a metà pomeriggio Donald Trump: alle 17 ora americana (le 23 in Italia) sarebbe scattato il cessate un cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano. Prima c’era stato un giro di telefonate individuali con il presidente libanese Joseph Aoun e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, a seguito di uno stallo tra i due che inizialmente sembrava aver compromesso l’esito delle trattative.

L’annuncio di Trump: scatta il cessate il fuoco tra Israele e Libano

«Ho appena avuto eccellenti conversazioni con lo stimatissimo presidente Joseph Aoun, del Libano, e con il primo ministro Bibi Netanyahu, di Israele. Questi due leader – ha scritto Trump su Truth – hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, daranno formalmente inizio a un cessate il fuoco della durata di 10 giorni alle ore 17».

Il presidente Usa: «Ho risolto 9 guerre, questa sarà la decima»

«Martedì i due Paesi si sono incontrati per la prima volta dopo 34 anni qui a Washington, D.C., insieme al nostro grande segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Rubio, unitamente al capo dello Stato Maggiore Congiunto, Dan “Razin” Caine, di collaborare con Israele e il Libano per conseguire una pace duratura», ha scritto ancora Trump, annunciando anche la volontà di invitare i due leader alla Casa Bianca: «Entrambe le parti vogliono vedere la pace, e credo che ciò accadrà, rapidamente». «È stato un onore per me aver risolto 9 guerre in tutto il mondo; questa – ha concluso Trump – sarà la decima: dunque, portiamola a termine!».

Meloni: «Eccellente notizia, l’Italia continuerà a fare la sua parte per la pace»

L’annuncio del cessate il fuoco è stato salutato con soddisfazione dalla comunità internazionale. «È un’eccellente notizia e mi congratulo con i governi libanese e israeliano per aver raggiunto questo importante risultato grazie alla mediazione degli Stati Uniti», ha commentato la premier Giorgia Meloni, per la quale «è ora fondamentale che il cessate il fuoco sia pienamente rispettato». «Hezbollah, che ha la responsabilità di aver dato il via a questo conflitto, deve cessare ogni azione contro Israele e – ha sottolineato Meloni – rispettare le decisioni assunte dal Governo libanese. Auspico inoltre che il cessate il fuoco possa creare le condizioni per il successo dei negoziati tra Israele e Libano portando ad una pace piena e duratura».

«In questo quadro, l’Italia continuerà a fare la sua parte contribuendo al mantenimento della pace lungo la Linea Blu attraverso il suo contingente militare in Unifil, missione Onu di cui detiene il comando, e a sostenere la sovranità libanese anche attraverso il rafforzamento delle forze armate libanesi», ha concluso la premier italiana.

Il «sollievo» di Ursula von der Leyen

Di «sollievo» ha parlato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sottolineando su X che «questo conflitto ha già fatto troppe vittime». «Ora non abbiamo bisogno solo di una pausa temporanea, ma di un percorso verso una pace duratura», ha aggiunto von der Leyen, ricordando che l’Europa continua a chiedere «il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale del Libano» e a sostenere la popolazione attraverso un «consistente aiuto umanitario».

Il rifiuto di Aoun di parlare con Netanyahu

Il cessate il fuoco era un risultato che a inizio giornata non sembrava più sul tavolo: Trump aveva annunciato che, dopo l’incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington, i colloqui a più alto livello tra i due Stati dal 1993, ci sarebbe stata una telefonata tra i leader, ma poi la radio libanese LBCI ha reso noto che Aoun aveva comunicato in una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio di non avere alcuna intenzione di parlare con Netanyahu, pur ringraziando gli Usa per gli sforzi diplomatici e per il sostegno a tutti i livelli.

Le telefonata di Trump con i due leader

È stata poi la stessa presidenza libanese a far sapere che Aoun aveva avuto un colloquio telefonico con Trump nel pomeriggio, aggiungendo su X che il presidente Usa aveva espresso «il suo sostegno al presidente Aoun e al Libano, sottolineando il suo impegno a soddisfare la richiesta libanese di un cessate il fuoco il prima possibile» e che Aoun, ringraziando Trump, aveva «auspicato il proseguimento degli sforzi per porre fine ai combattimenti il prima possibile».

A stretto giro da fonti israeliane è trapelata la notizia di una telefonata intercorsa anche tra Trump e Netanyahu. Poi è arrivato l’annuncio del tycoon sul consueto Truth.

Netanyahu: «Israele coopera con il suo più grande amico»

«Quando il più grande amico di Israele, il presidente Trump, agisce al nostro fianco in stretta coordinazione, Israele coopera con lui», avrebbe detto Netanyahu secondo quanto riportato da Ynet. Secondo quanto riferito dai media israeliani, Netanyahu, dopo l’annuncio del cessate il fuoco, ha convocato d’urgenza una riunione telefonica con i membri del gabinetto di sicurezza di Israele, dopo aver avvisato i membri del gabinetto in concomitanza con l’annuncio del presidente statunitense.

I ministri israeliani spiazzati dall’annuncio

Secondo le stesse fonti, diversi ministri sarebbero rimasti contrariati per il fatto di essere venuti a conoscenza della notizia dai media e senza aver prima espresso un voto sull’accordo. Israele, inoltre, secondo quanto riportato da Reuters citando un funzionario della sicurezza, non avrebbe intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano meridionale durante il cessate il fuoco. Netanyahu avrebbe parlato ai ministri di una permanenza dell’Idf nei «punti strategici» attualmente occupati.