Bufera nei dem
Nel Pd scoppia il caso Fiano: “Resto nel partito con sofferenza, ma aspetto una telefonata da Schelin”
“Non sono ancora al punto che non tollero più il livello che si è raggiunto nel Pd, ma sento che oggi c’è una distanza tra me e questo partito che non avevo mai sentito prima”. A dirlo in un’intervista al Corriere della Sera è l’ex deputato dem Emanuele Fiano che fa sapere di non aver ancora deciso se e quando uscire dal Partito democratico: “Prima voglio vedere come finisce questa storia del gemellaggio con Tel Aviv e come va il voto alla Camera sulla legge sull’antisemitismo – spiega – quella che al Senato è stata affossata anche da gran parte del Pd”.
Antisemitismo nel Pd, Fiano attacca Elly
Alla domanda se i vertici del partito l’hanno chiamato dopo il post, risponde: “Mi ha scritto solo il segretario del Pd milanese Alessandro Capelli”. E aggiunge che si aspetta una chiamata di Elly Schlein o Stefano Bonaccini. “La troverei opportuna – dice – Sarebbe il modo per confermare che il partito è il luogo della discussione”. A una domanda se non lo sia più: “Non direi – risponde – Vista la situazione internazionale c’è una grande distanza oggi tra il Pd e le comunità ebraiche”.
Fiano non direbbe che “c’è un problema di antisemitismo” all’interno del partito, “però non comprendo come mai non si faccia nulla – evidenzia – oltre a non ricucire con le comunità ebraiche, in questi due anni e mezzo non hanno neanche mai portato in Italia nessuno dei partiti israeliani che sono pronti al dialogo e non si sono mai sforzati di farli parlare con qualche esponente dell’Autorità Palestinese”.
“Resto nel Pd con sofferenza”
Poche ore dopo, intervenendo a L’Attimo Fuggente, su Giornale Radio, Fiano fa una parziale marcia indietro “Resto nel Partito democratico. Con sofferenza, ma resto nel Pd”. Fiano ha affrontato anche il tema del conflitto in Medio Oriente, spiegando di non condividere l’uso della parola genocidio per quanto accade a Gaza: “Sull’uso della parola genocidio sono contrario: storicamente viene attribuita dopo sentenze di tribunali internazionali e, inoltre, il genocidio implica un progetto esplicito di eliminazione di un popolo. Per quanto sta accadendo a Gaza, che è spaventoso per numeri e modalità, questa certezza non c’è”.
“In Israele ci sono ministri reazionari”
“Ho fatto più comunicati io contro la volontà di annientamento dei palestinesi in Cisgiordania che il Pd – ha aggiunto Fiano -. In Israele ci sono ministri reazionari, suprematisti, razzisti, penso a Ben Gvir e Smotrich, che hanno dichiarato di voler mandare via i palestinesi dai territori occupati”. “Penso che ci siano crimini di guerra e crimini contro l’umanità e, in Cisgiordania, una situazione che si può definire anche di apartheid. Ma la realtà è complessa e bisogna lavorare per il dialogo e per la soluzione dei due popoli e due Stati”, ha concluso Fiano.