L’addio straziante a Domenico nella cattedrale di Nola. La mamma: “Non sia l’ultimo giorno che lo pensiamo”. L’abbraccio della premier (video)

Il piccolo guerriero

L’addio straziante a Domenico nella cattedrale di Nola. La mamma: “Non sia l’ultimo giorno che lo pensiamo”. L’abbraccio della premier (video)

Cronaca - di Alessandra Danieli - 4 Marzo 2026 alle 17:29

Commozione, lacrime, applausi e magliette per salutare “il nostro guerriero”. Si sono svolti nella cattedrale di Nola, gremita di parenti e semplici cittadini, i funerali del piccolo Domenico di due anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli in seguito a un trapianto di cuore fallito, dopo oltre due mesi di calvario che ha spezzato il cuore all’Italia, che ha sperato per lui per 61 lunghissimi giorni. Sui banchi in chiesa le t-shirt col volto del piccolo. Sulla piccola bara la lettera scritta da un bambino “Troverai degli angeli che giocheranno con te”.

Nella Cattedrale di Nola l’ultimo saluto al piccolo Domenico

A presenziare il rito il vescovo di Nola, Francesco Marino, insieme all”arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. Che è stato particolarmente vicino alla famiglia di Domenico e ha impartito l’estrema unzione al bimbo. Presente ai funerali anche la premier Giorgia Meloni, che è stata accolta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. All’arrivo in chiesa, visibilmente provata, ha abbracciato mamma Patrizia e ha preso posto tra le autorità. Presenti alle esequie anche il sindaco di Nola Andrea Ruggiero, il governatore della Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e Don Patriciello, parroco di Caivano.

Presente in chiesa anche la premier Meloni

Ci chiediamo “perché?”, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico, Ma, proprio mentre ci assalgono questi desideri cattivi, ne sono certo, finiamo per sentirci ancora più male, più in colpa”. È uno dei passaggi dell’omelia del vescovo di Nola. “Sì, fratelli e sorelle, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento. Il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta. La caccia ai colpevoli, per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare. Altra cosa è presumere che il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non il Signore Gesù, può consolare con il balsamo dello Spirito d’amore”.

L’omelia: il male non si vince con altro male

Poi una riflessione sul grande amore testimoniato dalla donazione degli organi. “Mi pare, inoltre, che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi. La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore. E di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità”. E ancora: “Continuiamo a credere nella buona medicina. E  non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario. E che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, che sono delle eccellenze sanitarie”.

La mamma: spero non sia ultimo giorno che lo pensiamo

Struggenti le parole della mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, interrotta per due volte dagli applausi. “Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico”, ha detto dall’altare dopo aver ringraziato la premier Meloni e le autorità. “Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza con cui ci sta abbracciando tutti. Spero non sia ultimo giorno che lo pensiamo. Che possiamo serbarlo in un angolo del nostro cuore, ti amo cuore di mamma”.

Palloncini bianchi a forma di cuore, altri con la scritta “il mio guerriero”

Piangono tutti quando al termine dei funerali, all’estero della cattedrale compare la bara bianca di Domenico portata da papà Antonio, con le lacrime che scendono sul viso. Applausi, urla di dolore strozzate dal silenzio all’arrivo del fratello del bimbo, poi del papà e della mamma, straziati e composti nell’ultimo saluto al figlio. Sulla bara è adagiata una maglietta bianca con la scritta ‘Ciao Mimmoooo’- Migliaia le persone nella piazza antistante il Duomo, centinaia anche nelle strade vicine. Volano in alto i palloncini bianchi a forma di cuore, poi altri colori grigio con la scritta “Il mio guerriero”, la frase ripetuta dalla mamma mentre il figlio lottava, tra la vita e la morte.