Nordio smentisce le fake news: “Sul referendum clima rovente, mai detto che i giudici sono appiattiti sui Pm”

Il guardasigilli a muso duro

Nordio smentisce le fake news: “Sul referendum clima rovente, mai detto che i giudici sono appiattiti sui Pm”

All'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano il ministro della giustizia a muso duro contro le balle: "Parole mai pronunciate". Ha poi aggiunto che se dovesse vincere il Sì "il giorno dopo, apriremo un tavolo di confronto con la stessa magistratura"

Politica - di Paolo Cortese - 31 Gennaio 2026 alle 15:37

Attorno al referendum sulla giustizia c’è “un’atmosfera arroventata” che “da molte parti è stata in queste settimane suscitata” generando la “percezione” che la riforma sia “punitiva” ma “è sufficiente leggere il testo della legge per vedere che non solo non è affatto punitiva ma eleva il rango del pubblico ministero a quello di giudice”. Così Carlo Nordio rispondendo ai cronisti a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 in Tribunale a Milano.

“Parole mai pronunciate”

Non ho mai detto e non lo dirò mai che i giudici siano appiattiti sulle tesi del pubblico ministero“, ha aggiunto il ministro della Giustizia rispondendo a distanza ad alcuni degli interventi che si sono susseguiti nell’aula magna per due ore e mezza. “Ho visto per esperienza” da ex “Pm” che moltissime volte” i giudici “mi hanno dato torto e poi ho anche riconosciuto che avevano ragione loro”, aggiungendo ancora: “Sia ieri che oggi, spero l’abbiate notato, da ex magistrato ho detto che se dovesse vincere il Sì il giorno stesso, il giorno dopo, apriremo un tavolo di confronto con la stessa magistratura, oltre che ovviamente con l’avvocatura e il mondo accademico, per le norme di attuazione”.

“Realizzare il giusto processo”

Se il giudice, come dice l’articolo 111 della Costituzione, “deve essere terzo e imparziale – ha spiegato il ministro della giustizia – avere un Consiglio Superiore della Magistratura dove giudici e pubblici ministri si danno i voti gli uni con gli altri è irrazionale. Noi cerchiamo semplicemente di attuare i principi del giusto processo“. In questa riforma “non c’è nulla né di sovversivo né di punitivo né tantomeno di anticostituzionale”. Poi, il ministro ha trattato anche un tema milanese. “Molti che hanno anche vinto il concorso per l’amministrazione giudiziaria non vengono in Lombardia e soprattutto a Milano – ha detto – perché la vita è molto cara. E questo è comprensibile perché un caffè in certe località d’Italia costa meno di un euro, nella mia Venezia oa Milano costa il doppio. Bisognerebbe trovare il sistema di superare quella specie di tabù che sono le differenziazioni nelle retribuzioni o comunque dare degli incentivi economici”, ha concluso il Guardasigilli.