Acca Larenzia, Meloni: “Una pagina dolorosa della nostra storia, l’Italia merita una vera pacificazione”

A 48 anni dalla strage

Acca Larenzia, Meloni: “Una pagina dolorosa della nostra storia, l’Italia merita una vera pacificazione”

Politica - di Sara De Vico - 7 Gennaio 2026 alle 15:27

“Ricorre oggi il 48esimo anniversario della strage di Acca Larenzia. Una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità”.  Così sui social la premier Giorgia Meloni ricordando l’attentato davanti alla sede della sezione missina del quartiere Appio-Tuscolano. Era il 7 gennaio 1978, rimasero sul selciato Francesco Ciavatta, Franco Bigonzetti e Stefano Recchioni, giovanissimi militanti del Fronte della Gioventù.

Acca Larenzia, Meloni: una pagina dolorosa della nostra nazione

“Quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui, in cui troppo sangue innocente è stato versato, da più parti. Ferite che hanno colpito famiglie, comunità, l’intero popolo italiano”, aggiunge la presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia. Poi l’attenzione all’attualità. “Anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”. Meloni invoca “il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare”.

L’Italia merita un pacificazione vera e definitiva

Nelle conclusioni del post richiama l’obiettivo di una riconciliazione del Paese. “Ricordare significa scegliere ogni giorno il rispetto, il dialogo e la convivenza civile, perché le idee forti non temono il confronto. L’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale”. Un impegno – scrive ancora Meloni – “che dobbiamo a Franco, Francesco e Stefano,- uccisi ad Acca Larenzia. A tutte le vittime di ieri, a prescindere dal loro colore politico, e alla libertà delle generazioni di oggi e di domani”.