Francesca Albanese

Le reazioni

Francesca Albanese e il “monito” a La Stampa (e non solo), Meloni: “Parole gravissime, la violenza è ingiustificabile”

La Premier ricorda che non c'è nessuna giustificazione possibile. Da Fratelli d'Italia alla Lega un coro di indignazione per le frasi delle delegata Onu sull'attacco ai giornalisti del quotidiano torinese

Politica - di Redazione - 29 Novembre 2025 alle 16:56

Le parole della delegata Onu per la Palestina, Francesca Albanese, che ha espresso solidarietà ai giornalisti de La Stampa vittime dell’aggressione pro-Pal, con la frase, «che sia da monito», hanno suscitato profonda indignazione da parte del centrodestra. Con in testa il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Le parole di Meloni

«È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge». Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Che aggiunge anche: «Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità», conclude il presidente Meloni.

L’attacco di Ciriani

“Trovo decisamente sconcertanti le parole pronunciate da Francesca Albanese riguardo l’assalto che i ProPal hanno fatto alla redazione de La Stampa. È inconcepibile paventare che chi subisce un qualsiasi episodio violento se lo sia in qualche modo meritato”. Lo dichiara Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento. “In questo specifico caso – prosegue – la signora Albanese arriva ad insinuare che i giornalisti non facciano il loro lavoro in modo intellettualmente onesto e che non riportino i fatti. Sono illazioni che minano uno dei pilastri della nostra democrazia: la libertà di stampa e con essa la libertà di pensiero”, conclude l’esponente di FdI.

Antoniozzi e Trancassini: “Inaccettabile”

Per il vicecapogruppo alla Camera di FdI, Alfredo Antoniozzi, «Che significa, “dò la solidarietà a La Stampa ma sia un monito”? Le parole di Francesca Albanese sono molto gravi. Significa che le redazioni dei giornalisti italiani sono occupate da neo sionisti, nazisti, fascisti”? Qual è il monito? Che bisogna stare attenti a ciò che si scrive? Rimango veramente perplesso e basito».

Un concetto ribadito da Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e Questore della Camera dei deputati: «Le dichiarazioni di Francesca Albanese sono gravissime e inaccettabili. Trasformare un episodio di violenza contro una redazione giornalistica in un’occasione per impartire “moniti” alla stampa italiana è un capovolgimento della realtà che non può essere lasciato senza replica. Condannare un’aggressione e, allo stesso tempo, insinuare che i giornalisti non facciano bene il proprio lavoro significa svilire il principio stesso della libertà di stampa. Nessun rappresentante istituzionale – tantomeno chi ricopre un incarico nell’ambito delle Nazioni Unite – può permettersi di suggerire come i media debbano raccontare i fatti. Né può giudicare quali proteste siano degne di copertura e quali no. Il pluralismo non si tutela impartendo lezioni dall’alto, né delegittimando il lavoro di professionisti che ogni giorno operano in condizioni complesse e spesso rischiose».

Loizzo(Lega): “Aggressione comunista, Albanese inquietante”

Anche Simona Loizzo, a sua volta, deputata e membro del consiglio federale della Lega, afferma che, «è inquietante dare la solidarietà ai giornalisti de La Stampa vittime di un’aggressione para-comunista e poi dire, “che sia da monito”. Le parole di Francesca Albanese sono veramente inquietanti, e il centrosinistra sta in silenzio. Qual è il significato? Che i giornalisti devono stare attenti a non criticare i pro-Pal sennò poi subiscono le conseguenze?».

Ordine e sindacati (per ora) tacciono

Nessuna parola, almeno fino ad ora, da parte dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi sulle parole della delegata Onu. Un silenzio che si fa sentire.