La possibile escalation
Iran, conto alla rovescia per il blitz Usa. Tajani: “Se prosegue il massacro qualcuno deve intervenire”
Il massacro prosegue, i preparativi per un blitz americano, pur non scontato, pure. “Arabia Saudita, Oman e Qatar stanno facendo pressione sull’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump affinche’ eviti un intervento militare contro l’Iran, dopo che Washington ha avvertito gli alleati nella regione di prepararsi a tale eventualitù”, riferiscono funzionari di diversi Paesi del Golfo citati dal quotidiano “Wall Street Journal“. Dietro le quinte, tuttavia, Riad, Mascate e Doha avrebbero avvertito la Casa Bianca che un tentativo di rovesciare il regime iraniano destabilizzerebbe i mercati petroliferi e danneggerebbe l’economia statunitense, oltre a comportare rischi di ricadute interne nei Paesi della regione mediorientale. Secondo i funzionari, l’amministrazione Trump non ha chiarito quale tipo di azione militare stia valutando, ma avrebbe indicato che un attacco è considerato probabile.
Iran, la posizione dell’Italia: “Fermare il massacro”
“Sull’Iran noi abbiamo preso una posizione molto chiara di condanna”. ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani ieri sera a “E’ sempre Cartabianca” su Rete4. Nel caso avvenisse una strage dei manifestanti “qualcuno deve intervenire, se siamo a decine di migliaia di morti allora il problema va affrontato”, ha detto ancora. Ieri, intanto, Trump ha assicurato ai “patrioti” iraniani che “gli aiuti sono in arrivo”. “Patrioti iraniani, continuate a protestare,- occupate le istituzioni”, l’appello di Trump che esorta i manifestanti a “salvare i nomi degli assassini e degli abusatori”, che “pagheranno un caro prezzo. Sento numeri diversi sui morti, sento cifre molto più alte e altre più basse. Ma anche un solo morto è troppo”. Di quali aiuti si parli, se militari o economici, non si capisce.
Le vittime della repressione sono almeno 12mila, ma potrebbero arrivare anche a 20mila secondo le drammatiche stime dell’emittente Cbs che cita due fonti, di cui una all’interno della Repubblica islamica. E sulle possibili esecuzioni per impiccagione delle persone arrestate durante le proteste che potrebbero iniziare già oggi, ha avvertito: “Agiremo con molta forza se faranno una cosa del genere”. Quanto agli obiettivi Usa in Iran “il fine ultimo è vincere. Mi piace vincere”, ha affermato il presidente. La Russia, intanto, avvisa gli Usa: “Un intervento militare americano scatenerebbe gravi conseguenze”.
Attacco Usa più vicino?
La svolta della Casa Bianca autorizza però a pensare che gli Stati Uniti si muoveranno contro l’Iran. L’amministrazione non ha escluso attacchi militari nei confronti di Teheran, mentre sul tavolo rimangono opzioni che riguardano azioni informatiche o misure di carattere economico.
Al presidente è stata presentata un’ampia serie di opzioni militari e operazioni segrete che vanno ben oltre i raid convenzionali, afferma Cbs News citando due fonti del Pentagono e specificando che il briefing è avvenuto in modo separato rispetto alla riunione del team di Sicurezza Nazionale alla quale il presidente non avrebbe partecipato, secondo quanto reso noto dalla portavoce della Casa Bianca.