Il testo torna in Senato
Milleproroghe, via libera della Camera: dai medici alle multe, ecco le misure principali. FdI: scelta di responsabilità
Via libera della Camera al decreto Milleproroghe con 154 sì, 64 no e 4 astenuti. Il testo, che prevede, tra l’altro, la proroga dello scudo penale per i medici, lo stop agli aumenti delle multe stradali e il prolungamento dei bonus per le assunzioni passa ora al Senato per la seconda lettura.
“Il decreto Milleproroghe non è un semplice rinvio di scadenze né un atto meramente tecnico: è uno strumento indispensabile per garantire continuità amministrativa, stabilità normativa e certezza operativa a istituzioni, enti territoriali, imprese e cittadini”. Così Letizia Giorgianni, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio della Camera, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal Governo.
Giorgianni (FdI): il milleproroghe scelta di responsabilità
“In un ordinamento complesso come il nostro, coordinare le scadenze significa evitare vuoti normativi, contenziosi e blocchi operativi. Quando una scadenza essenziale salta, non è solo un ritardo burocratico: é Bagnoli che resta inquinato, le baraccopoli di Messina che non si toccano, i Campi Flegrei con rischio frane, con effetti immediati sulla vita quotidiana delle persone. Il provvedimento arriva in Aula dopo un lavoro approfondito in Commissione, con l’approvazione di oltre duecento emendamenti. I tempi erano noti e il confronto c’è stato ed è stato nel merito. La fiducia non chiude il dibattito, ma impedisce che il Paese resti bloccato. Il decreto interviene su ambiti concreti e operativi: sanità, personale, enti locali, piccoli comuni, fisco e lavoro. Bloccare assunzioni già autorizzate o interrompere attività in corso sarebbe stato irresponsabile. Anche sul piano fiscale non c’è improvvisazione: le proroghe accompagnano l’attuazione delle riforme e tutelano il sistema produttivo. Mentre si costruiscono riforme strutturali, Fratelli d’Italia garantisce che lo Stato continui a funzionare”, conclude Giorgianni.
Medici, in corsia fino a 72 anni e scudo penale
IN CORSIA FINO A 72 ANNI. Viene prorogata per il 2026 la possibilità per i dirigenti medici e sanitari di rimanere in servizio, su base volontaria, fino a 72 anni, la misura non riguarda i docenti universitari. PROROGA SCUDO PENALE MEDICI. Viene prorogato fino al 31 dicembre 2026 lo scudo penale, che limita la responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie ai soli casi di colpa grave in situazioni di carenza di organico. La misura è stata introdotta durante la pandemia di Covid e poi ampliata successivamente.
PIÙ TEMPO PER ISTRUTTORIA LEP. La definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione, uno dei pilastri per l’attuazione dell’autonomia differenziata, viene prorogata, fino alla fine del 2026. – MULTE STRADALI. Confermato per il 2026 il blocco dell’adeguamento biennale delle sanzioni del Codice della Strada, evitando un aumento automatico dell’1,8%. Gli importi delle sanzioni resteranno invariati.
Evitato l’aumento delle multe stradali
BONUS ZES E DONNE. I bonus per l’assunzione di under35 e nelle Zes vengono prorogati fino al 30 aprile, ma ridotti al 70%. Resta invariato il bonus donne, che viene prorogato al 31 dicembre 2026. Disposta fino a fine anno l’operatività del fondo per le Pmi. – POLIZZE PER GESTIONE FONDI PA. Slitta al 2027 l’obbligo di sottoscrizione di una polizza assicurativa per coloro che assumono incarichi che prevedono la gestione di risorse pubbliche, con la possibilità dunque di essere sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti.
MOBILITA’ SCOLASTICA. Vene estesa all’anno scolastico 2026/27 la mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici. ARCHIVI DIGITALI RADIO. Un emendamento dei relatori assegna 2 milioni di euro alle radio private per effettuare la conversione digitale degli archivi multimediali. – RADIO RADICALE. È stato prorogato per il 2026 il contratto con la società editrice di Radio Radicale, che prevede anche la trasmissione delle sedute parlamentari. Il testo del milleproroghe assegna 4 milioni di euro, la metà di quanto richiesto, i sindacati fanno sapere che l’emittente sarebbe a rischio chiusura se venisse confermata la decurtazione dei fondi. RIFUGIATI UCRAINI. Vengono stanziati 54 milioni nel prossimo biennio, di cui 45 per il 2026, in favore dell’assistenza, a partire da quella sanitaria, dei cittadini ucraini che sono stati accolti in Italia.