Corteo a Roma dei No Kings, subito in piazza ghigliottina e foto a testa in giù di Meloni, Nordio e La Russa

Corteo Roma, cominciamo male

Ghigliottina e foto a testa in giù per Meloni, Nordio e La Russa: ecco chi sfila per la pace. Ma per Landini è compagni è “pacifico e democratico” (video)

Cronaca - di Ginevra Sorrentino - 28 Marzo 2026 alle 16:55

Il copione è il solito, trito e ritrito, visto nelle manifestazioni pro-Pal, con anarchici e centri sociali, ma l’allestimento “scenografico” per l’occasione scivola sempre più pericolosamente nell’orrore. A Roma, il corteo internazionale “No Kings” si è presentato con il consueto carico di retorica “pacifista”, smentita però dai fatti pochi metri dopo la partenza da Piazza della Repubblica.

Corteo Roma: subito in piazza ghigliottina e foto a testa in giù per Meloni, Nordio e La Russa

Mentre i leader della sinistra e del sindacato sfilavano sorridenti, alle loro spalle la piazza metteva in mostra il peggio del repertorio antagonista: una ghigliottina in legno e le foto della premier Giorgia Meloni, del Guardasigilli Carlo Nordio e del presidente del Senato Ignazio La Russa esposte rigorosamente a testa in giù in piazza dell’Esquilino.

Come la mettiamo signor Landini con il fatto che il corteo doveva essere “pacifico e democratico”?

E non possiamo non chiederci: è questa la “pratica della democrazia” evocata da Maurizio Landini? Sì perché il segretario della Cgil – presente in testa al corteo insieme a una delegazione del Movimento 5 Stelle, e sormontanto in testa dai i vessilli di Avs, rappresentata in corteo da Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Ilaria Salis –ha giocato subito d’anticipo parlando di una piazza che dice «no alla logica della guerra» e che «difende la persona»… Di più: «I giovani oggi stanno dicendo no alla precarietà. No alla guerra. E stanno ponendo il tema di una difesa della democrazia…».

E ancora: «Che al centro deve esserci la persona, la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e una lotta vera per l’eguaglianza. Questa giornata ha questa forza», non ha mancato di rilanciare “Mr Cgil” ai blocchi di partenza della manifestazione “No Kings” nella capitale. Ribadendo anche convinto: «Questa è una manifestazione pacifica. Noi siamo contro qualsiasi forma di violenza. L’abbiamo sempre combattuta. Oggi qualsiasi cittadino può partecipare ed esserci. Noi siamo qui in modo pacifico e non violento. Questa giornata vogliamo che abbia queste caratteristiche». Allora come la mettiamo con ghigliottina e immagini di autorevoli esponenti istituzionali a testa in giù?

Si scrive pacifismo, si legge violenza: questo il messaggio che spunta dal corteo di Roma

Difficile conciliare queste “nobili parole” con i simboli di morte e il feticismo piazzale-loretista che hanno punteggiato (a caratteri di fuoco) la manifestazione già nel suo incipit. Peraltro, il tutto accanto alle bandiere rosse e a quelle della Palestina, dell’Iran e del Venezuela (notorie culle di democrazia, secondo i manifestanti…), e laddove spiccavano i messaggi degli anarchici vergati su striscioni inneggianti ad Alfredo Cospito e con minacce esplicite in calce: «Se viviamo è per far saltare la testa dei re».

Senza farsi mancare un classico: «Contro il 41bis lo Stato tortura, Alfredo Libero, 18 aprile manifestazione». Perché questo è quanto si legge sullo striscione degli anarchici nel corteo No Kings che sta sfilando per le strade della Capitale i cui partecipanti non mancano finanche di riservare un omaggio urlato ai “martiri” morti mentre fabbricavano strumenti di morte: «Se viviamo è per far saltare la testa dei re, con Sara e Sandro», scrivono non a caso su un altro striscione.

In piazza il “campo largo” del rancore

Intanto il corteo ha raggiunto e superato Via Merulana in questo clima di “serena” violenza verbale e coreografica. Dove non poteva mancare, come anticipato, la delegazione del campo largo. Da una parte il tridente di Avs con Bonelli, Fratoianni e Ilaria Salis. Dall’altra i vertici del Movimento 5 Stelle con Ricciardi e Silvestri. Tutti uniti sotto lo slogan «Giorgia Meloni eccoci», gridato ai megafoni insieme a deliri su un presunto «Paese governato da fascisti»: i soliti fantasmi insomma….

E mentre Landini si sbraccia a definire la piazza «pacifica e non violenta», l’odore di bruciato e le farneticazioni contro il 41bis raccontano un’altra storia. È la solita schizofrenia della sinistra: si riempiono la bocca di “Costituzione” e “ripudio della guerra”, ma non spendono una parola di condanna per chi, a pochi metri da loro, inneggia alla ghigliottina per i rappresentanti delle istituzioni.

Fantasmi del fascismo e autoritarismo immaginario…

Insomma, la narrazione è sempre la stessa: accusare il governo di “repressione” mentre si manifesta liberamente sotto l’occhio vigile (e necessario) delle forze dell’ordine e degli elicotteri. I No Kings in piazza parlano di “cultura pericolosa” riferendosi all’esecutivo, ma ignorano la cultura dell’odio che coltivano nelle fila dei loro cortei. Se questo è il modello di “giustizia sociale” e “pace” che hanno in mente, l’Italia ha tutte le ragioni per tenersi stretta la realtà e lasciare a loro le ghigliottine di legno e i rancori ideologici. (Sotto il video de La Presse con l’immagine della ghigliottina e le sequenze delle foto di Meloni, Nordio e La Russa a testa in giù).