L'asta da 157 miliardi
Caccia al “tesoro” italiano: i Btp a 15 anni sbancano i mercati, l’Italietta inaffidabile non c’è più
Economia - di Luca Maurelli - 3 Febbraio 2026 alle 16:44
Chi avrebbe mai immaginato che l’Italia, che rischia di non andare ai Mondiali nel calcio, nella grande finanza pubblica avrebbe messo sotto gli squadroni di Germania e Francia? Nessuno, o forse solo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che sui Btp “tricolore” aveva scommesso fin dall’indomani dell’inizio del governo Meloni. L’offerta, in tre anni e mezzo, è stata torrenziale, grazie alla richiesta del mercato, che fin dall’inizio aveva scommesso sulla stabilità politica e contabile dell’Italia. Oggi un nuovo record segnala la credibilità della nostra economia sugli scenari internazionali.
Btp quindicennale da record, domanda da 157 miliardi per i titoli targati Italia
Il nuovo Btp a 15 anni ha raggiunto i 157 miliardi di euro, numeri da favola per chi conosce le insidie e i sospetti della finanza internazionale. Il titolo ha scadenza primo ottobre 2041, godimento 10 febbraio 2026 e tasso annuo del 3,95%, pagato in due cedole semestrali. Caratteristiche preziose: l’importo emesso è stato pari a 14 miliardi di euro, il più alto di sempre per il comparto Btp 15 anni. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,99 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,99%.
Il titolo benchmark a 15 anni, dopo il bond tricolore a sette anni offerto il mese scorso, ha dunque visto una domanda 11,2 volte superiore ai 14 miliardi che il ministero dell’Economia aveva deciso di collocare. L’emissione è affidata a un sindacato di banche costituito da Bbva, BofA Securities Europe, Citibank Europe, Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe e Jp Morgan, che hanno avuto gioco facile nella collocazione dei titoli sul mercato.
Il giudizio delle agenzie di rating fondamentale per l’asta sui bond italiani
I recenti boom di domanda per i Btp, come i record di gennaio 2026 (265 miliardi su 20 miliardi offerti per Btp 7 anni e Green), sono trainati da fiducia crescente nel sistema creditizio italiano e dell’economia, sulla base degli indicatori principali; rating, stabilità politica e rendimenti attraenti rispetto ad altri paesi europei. Agenzie come Fitch e Moody’s hanno migliorato outlook (positivo su BBB/Baa3), lodando rigore fiscale, deficit sotto 3% e impegno UE. Questo ha ridotto lo spread BTP-Bund ai minimi dal 2008 (65-70 pb), rendendo i BTP attrattivi come mai. Investitori da 35+ paesi (76-80% quota) hanno guidato collocamenti, inclusi fund manager, banche e asiatici/nordamericani.
Come di prassi, la richiesta intensa ha aiutato a contenere lo spread, limitato a 8 punti base rispetto al rendimento del BTp in scadenza il 10 gennaio 2040. Con queste emissioni sindacate, il Tesoro punta a sfruttare il miglioramento dell’outlook che dopo 14 anni potrebbe riportare i bond governativi italiani a ottenere una A in pagella anche nella scala di una delle tre principali agenzie.