Azione studentesca spiega
Ma quali liste di proscrizioni contro i prof di sinistra, anche Schlein ci prova. È un sondaggio sullo stato delle scuole
C’era da aspettarselo. Le sinistra si confermano maestre nel manipolare e strumentalizzare qualsiasi iniziativa provenga da destra. Con una particolare predilezione per quelle giovanili, sempre alla ricerca dell’occasione ghiotta per sparare a zero contro il “mostro nero”, il tasso di fascismo nascosto tra gli under 30 di Fratelli d’Italia. Così un questionario di Gioventù studentesca sulle condizioni dell’istruzione nei licei diventa il pretesto per gridare alle liste di proscrizione contro i professori di sinistra. “Le liste di proscrizione non si adattano bene a una democrazia liberale come la nostra ma solo ai regimi. È una iniziativa di un gruppo universitario vicino a Fdi: chiedo a Meloni di far ritirare questa iniziativa con la lista di proscrizione degli insegnanti di sinistra”. Così Elly Schlein che, come sempre poco informata, si getta a capofitto sull’ultima polemica del giorno. Con il solito tono barricadero da militante dell’ultra sinistra.
Schlein inventa le liste di proscrizione contro i prof rossi
“Questo tipo di iniziative cercano di additare un nemico. È una iniziativa che va contrastata e ritirata tanto più se viene da un’organizzazione vicina alla premier”, conclude Elly. Nei giorni scorsi le opposizioni hanno cavalcato la notizia, condannando con sdegno democratico quello che non c’è. Tra le più scatenate Elisabetta Piccolotti di Avs che cade dalle nuvole sulla politicizzazione nella aule e denuncia il processo dei giovani di destra alle lezioni faziose (che non esistono ovviamente). Non è da meno Angelo Bonelli. Tutti a tuffarsi sulla bufala. Non è la richiesta di marchiare i nemici, pratica molto diffusa, invece, contro gli studenti e i militanti di destra. Con tanto di nome, cognome, indirizzo e numero di targa.
Azione studentesca: ma quale black liste era un sondaggio innocuo
Nessuna black list (o red list). Lo spiega subito il presidente di Azione studentesca, Riccardo Ponzio. “Non chiediamo nomi, né criminalizziamo alcuno o facciamo liste di proscrizione come è stato detto strumentalizzando e falsificando l’iniziativa. In una domanda del questionario si chiede ‘hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?’ Se sì, si chiede di specificare meglio il caso. Trovo molto più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi; peraltro i casi di propaganda nelle scuole ci sono ogni giorno“.
La campagna nazionale “La scuola è nostra” fa paura alle sinistre
“Chi vuole vedere del marcio è in totale buonafede”