“Mai così vicini”. Meloni abbraccia la Germania di Merz: “Sintonia anche sulla difesa dei confini dall’immigrazione”

Il vertice romano

“Mai così vicini”. Meloni abbraccia la Germania di Merz: “Sintonia anche sulla difesa dei confini dall’immigrazione”

Esteri - di Lucio Meo - 23 Gennaio 2026 alle 17:24

“Così lontani, così vicini” era un film del 1993 del genio tedesco Wim Wenders – quello de “Il cielo sopra Berlino” – nel quale si parlava di famiglie che si ritrovavano dopo la riunificazione della Germania e la caduta del Muro, con la partecipazione straordinaria di rockstar come Lou Reed e politicstar come Michail Gorbaciov. Lontani, ma “più vicini che mai”, oggi, è anche la frase che pronuncia Giorgia Meloni per aprire la conferenza stampa al fianco del cancelliere tedesco Friedrich Merz, al termine di una giornata romana costellata di intese, firme, piani d’azione comune che hanno di fatto creato un asse privilegiato tra Italia e Germania nella fase più complicata per l’Europa e i rapporti con l’alleato americano. La “vicinanza” ritrovata, sottolinea la Meloni, è “una “buona notizia” per l’Europa, dice la presidente del Consiglio nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo il vertice intergovernativo a Villa Pamphili. Ma nessuna rottura con Trump, anzi: i due leader ribadiscono la vicinanza agli Usa e la fiducia nel pilastro della Nato, Poi, sul presidente Usa: “Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace”, dice la Meloni. Che aggiunge: “Il vertice intergovernativo Italia-Germania di oggi potrà dare all’Europa una spinta per tornare a guardare al futuro con fiducia”.

Italia e Germania, stessa visione, dicono Meloni e Merz

Italia e Germania, ha aggiunto la premier, sono entrambe “interpreti di una visione comune” sui dossier più strategici e perseguono “un obiettivo di fondo, cioè costruire un’Europa autorevole, consapevole del proprio ruolo nel mondo e capace di essere competitiva sullo scenario globale, capace di rafforzare la propria autonomia strategica”. “Nella giornata di oggi non solo Italia e Germania confermano il loro partenariato ma decidono di rafforzarlo a ogni livello lavorando fianco a fianco su sfide cruciali per il nostro tempo”.  “Tra le sfide cruciali per il nostro continente, sulle quali c’è piena sintonia con il Cancelliere tedesco, c’è anche quella della migrazione”, ha detto Giorgia Meloni, al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania.

“Entrambi – ha evidenziato la premier – pensiamo che la sfida principale sia nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nel contrasto al traffico di esseri umani, nell’impegno ad assicurare il rispetto della legalità, nel rafforzamento del sistema dei rimpatri, ma anche nella cooperazione con le nazioni di origine e di transito, che l’Italia in particolare, ma non solo l’Italia, sta cercando di sviluppare attraverso un nuovo modello di cooperazione con il continente africano”.

Dazi e Gaza in agenda del vertice

I temi trattati sono tanti, a iniziare dalle più scottanti questioni geopolitiche. A cominciare dai dazi americani, su cui Merz ha le idee chiare: “Siamo pronti a difendercio, l’abbiamo dimostrato questa settimana, convocando una riunione straordinaria del Consiglio Ue. E’ un esempio valido di ciò che possiamo fare. Quello che era stato minacciato da parte del presidente americano, non è stato più fatto”, ha aggiunto Merz, riferendosi anche ai dazi minacciati e poi ritirati da Donald Trump contro i Paesi europei che avevano inviato contingenti militari in Groenlandia. E la Meloni, sul tema della Ue, ha ribadito: “Viviamo una fase storica particolarmente complessa, che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o piuttosto subirlo. È, dal nostro punto di vista, una fase che richiede lucidità, responsabilità, coraggio e soprattutto l’intelligenza necessaria a trasformare le crisi in opportunità”.

Meloni rivendica quindi il ruolo dell’Italia nell’Europa, parlando di “una nazione fondamentale che l’Italia sta dimostrando sullo scacchiere internazionale la sua stabilità, la sua forza, la sua concretezza e anche il suo coraggio nel porre le questioni giuste per il futuro del continente. Penso che così si stia guadagnando maggiore rispetto tra i suoi interlocutor

Frenata tedesca sul “tavolo della pace” per Gaza: “Io già qualche settimana fa dissi al presidente Trump che personalmente sarei stato disposto ad entrare se si fosse trattato di un organismo che, come era stato pianificato inizialmente, accompagnasse il processo di pace a Gaza, anche in una seconda fase, che purtroppo ancora non è iniziata, per disarmare Hamas. Come è fatto adesso il Board of Peace, a partire dalle sue strutture di governance, per ragioni proprio di diritto costituzionale, noi non possiamo accettarlo”. Parzialmente diversa la visione dell’Italia. “Ad oggi, lo statuto del board of peace per Gaza risulterebbe incostituzionale e quindi incompatibile con il nostro ordinamento. Ritengo pertanto che si debba intervenire: è quanto ho comunicato al Presidente degli Stati Uniti e agli interlocutori americani, chiedendo anche se vi fosse disponibilità a riaprire questa configurazione, per andare incontro alle esigenze non solo italiane, ma anche di altri Paesi europei”.

L’economia è la base dell’intesa

Sulla partnership italo-tedesca, dal punto di vista industriale, la premier ha spiegato che “se due nazioni importanti, amiche, alleate, solide sia dal punto di vista economico che industriale, come sono Italia e Germania, si muovono nella stessa direzione, portando ciascuno il proprio valore aggiunto, allora ci sono le condizioni per ottenere ottimi e importanti risultati per le nostre imprese, per i nostri lavoratori, per i nostri cittadini nel loro complesso”.  Parlando della transizione green, Meloni ha spiegato che “ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie per consegnare l’Europa a nuove e pericolose dipendenze strategiche, senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell’ambiente e della natura. Siamo convinti che ci siano i margini per correggere questi errori e scongiurare il declino industriale del nostro continente, ma serve coraggio”.

Di sicuro, ha sottolineato Meloni, Italia e Germania sono entrambe “interpreti di una visione comune su alcuni dei dossier più strategici e perseguiamo di fatto lo stesso obiettivo di fondo, e cioè costruire un’Europa autorevole, un’Europa consapevole del proprio ruolo nel mondo, capace di essere competitiva sullo scenario globale, capace di rafforzare la propria autonomia strategica con pragmatismo, con concretezza, con buon senso”. Poi la premier ha comunicato al Cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti. Proprio per questo abbiamo avuto, stamattina, un importante incontro ‘due più due’ tra i nostri Ministri degli Esteri e i Ministri della Difesa, per coordinare le posizioni, per lavorare anche a più stretto contatto sui principali dossier internazionali, a partire dall’Ucraina e dal Medio Oriente”.