Meloni in Parlamento il 10 aprile: riferirà sull’azione di governo. Opposizioni spiazzate

Giocattolo rotto

Meloni in Parlamento il 10 aprile: riferirà sull’azione di governo. Opposizioni spiazzate

Politica - di Stefania Campitelli - 31 Marzo 2026 alle 17:30

Il governo ci mette nuovamente la faccia ma per le opposizioni, perennemente sul piede di guerra, non basta ancora. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, tornerà a confrontarsi con il Parlamento all’indomani delle festività pasquali. Sarà a Montecitorio e poi al Senato giovedì 10 aprile per un’informativa sull’azione di governo. Un ordine del giorno a largo spettro che dovrebbe quietare i bollenti spiriti del campo largo, che della richiesta di riferire in Parlamento rivolta a Meloni ha fatto un bandiera. Un tormentone praticamente quotidiano insieme al refrain sulla richiesta di dimissione di questo o quel ministro.

Meloni alla Camera il 10 aprile per un’informativa

Non c’è dossier, provvedimento di Palazzo Chigi, polemica sulla stampa che non meriti – secondo i big del centrosinistra – un’informativa parlamentare da parte della presidente del Consiglio. Un disco rotto, un’ossessione che rasenta il ridicolo quando la petulante richiesta di ‘riferire’ riguarda iniziative che nulla hanno a che fare con le prerogative del governo. Del resto la narrazione di una premier che “scappa dal confronto” o che parla via social e si sottrae alle domande dei giornalisti che riempie le cronache quotidiane è l’unico collante di un centrosinistra a corto di proposte, senza candidato premier né programma condiviso. L’ultima richiesta di informativa risale a tre giorni fa, quando con una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato su proposta di Italia Viva (sottoscritta dai capigruppo di Pd, 5Stelle e Avs) si sollecitava la presidente del Consiglio. “Affinché, alla luce dell’esito del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo e dopo le successive dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Delmastro, del capo di Gabinetto dello stesso ministero Giusi Bartolozzi e della ministra del Turismo Santanchè, riferisca in Aula circa le linee di indirizzo del governo”.

La premier riferirà sull’azione di governo

Richiesta accolta, opposizioni spiazzate. Ora le sentinelle democratiche che gridano alla deriva autoritaria dovrebbero quietarsi. Almeno in attesa di quello che la premier riferirà e, nel caso, tornare a incrociare i guantoni nel merito delle linee illustrate dall’esecutivo. Ma difficilmente accadrà, visto che sparare alla cieca e lanciare anatemi è lo sport preferito dal centrodestra. A tempo di record scatta la levata di scudi dei renziani, che prima lamentano la scarsa presenza in Aula della premier e poi accusano Meloni di resa. Roba da perizia psichiatrica.

Italia Viva: Meloni arriva tardi, ma alla fine è costretta

“Meloni arriva tardi ma alla fine è costretta ad arrivare, dopo settimane in cui ha scelto di sottrarsi al confronto parlamentare”. Così i capigruppo di Italia Viva di Camera e Senato, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita. “Dopo una sconfitta evidente al referendum costituzionale, di fronte a dimissioni chieste a mezzo stampa e dimissioni rassegnate, era doveroso un confronto serio con il Parlamento. Non un video sui social”. Il Parlamento – aggiungono con tono solenne – “non è un passaggio formale, è il luogo della responsabilità politica”. Appunto. E in fatto di responsabilità le opposizioni hanno poco da insegnare.