Piantedosi strapazza Renzi. Fa “parlare” i numeri sulla sicurezza e lo mette ko: reati in calo, meno migranti

Question time in Senato

Piantedosi strapazza Renzi. Fa “parlare” i numeri sulla sicurezza e lo mette ko: reati in calo, meno migranti

Il ministro dell'Interno risponde cifra su cifra all'interrogazione dell'ex premier e leader del Nazareno ricordando che questo Esecutivo "sta ottenendo incoraggianti risultati sul fronte della sicurezza e ha drasticamente ridotto gli sbarchi"

Politica - di Eva De Alessandri - 8 Gennaio 2026 alle 18:55

Voleva provocare parlando di “slogan” di “fallimento dello Stato” di “fuffa sul decreto rave”. Ha citato nel testo stesso del Question Time i casi e i nomi della giovane Aurora Livolo e del Capotreno Alessandro Ambrosio, vittime di una violenza efferata che in questi giorni viene raccontata dai media. Ma come è successo al ‘maccarone di Sordiana memoria’ anche Matteo Renzi ha finito per essere ‘mangiato’ dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Piantedosi e la forza dei dati: 600mila clandestini con Mare nostrum e Triton

Chiamato in Senato dall’ex presidente e capo del Pd per rispondere sulle politiche per la sicurezza messe in campo dal governo negli ultimi anni, il responsabile del Viminale ha infatti raccontato l’azione dell’Esecutivo partendo dai dati, che non possono essere soggetti a interpretazioni diverse dalla realtà. E da un assunto: “Nella diciassettesima legislatura quando la sinistra governò il Paese per cinque anni” e parte dei quali videro proprio Matteo Renzi alla guida di Palazzo Chigi “furono organizzate varie operazioni, Mare nostrum, Triton, che favorirono l’arrivo in Italia di oltre 600mila clandestini”.

In passato reati erano superiori del 18%

“In quegli anni – ha continuato il Ministro – rispetto a oggi i reati commessi erano superiori del 18%; gli omicidi addirittura più alti del 33%; i migranti sbarcati erano il triplo, come tre volte superiori erano i morti in mare; siamo stati rimpatriato appena il 2,5% degli sbarcati in Italia, rispetto al 10% che riusciamo a fare grazie alle nostre politiche di rafforzamento dei centri per i rimpatri, che oggi contano più del doppio dei posti; oltre il 30% dei poliziotti andava in pensione senza essere sostituito”.

Oggi drastica riduzione degli sbarchi e più rimpatri

Il ministro Piantedosi ha ricordato che “tutti i dati sulla sicurezza erano decisamente peggiori rispetto a oggi. Questo Governo non solo sta ottenendo incoraggianti risultati sul fronte della sicurezza ma ha drasticamente ridotto gli sbarchi e aumentato del 12% ogni anno i rimpatri, che oggi sfiorano i 7000 annui complessivi”.
Il numero uno del Viminale ha poi attaccato: “L’opposizione al Governo scopre solo ora il tema della sicurezza e il suo legame con l’immigrazione irregolare: gli stranieri sono responsabili del 35% dei reati, con picchi ancora più alti in alcune città, e soprattutto per quegli stessi delitti citati” nell’interrogazione al Senat0 sottoposta da Italia viva.

Nel 2025 -3.5% di reati

Il capo dell’Interno ha citato “le statistiche sulla delittuosità nel 2025 fanno registrare una generalizzata riduzione dei reati del 3,5%. E giusto per citare alcune fra le più importanti voci cui si fa riferimento nel testo dell’interrogazione, le violenze sessuali calano del 7,5%, i maltrattamenti in famiglia dell’8%, le lesioni del 4%, i furti del 6%, le rapine del 4,5%, le estorsioni del 5%, lo sfruttamento della prostituzione del 9%” .

Arrestate oltre 200mila persone

Piantedosi ha fatto notare che a voler “utilizzare la stessa logica seguita dagli interroganti, dovrei dire che questo calo è frutto proprio delle politiche sulla sicurezza messe in campo dal Governo: 39 mila nuove assunzioni tra le Forze di polizia – il triplo di quanto fatto in anni passati – e altri 30 mila operatori entreranno in servizio entro il 2027; oltre un milione di soggetti identificati nel corso delle operazioni ad alto impatto, con più di 2000 arrestati e 12 mila denunciati; 9 mila i soggetti allontanati grazie alle zone rosse su oltre 1 milione e mezzo di persone controllate”.

C’è tanto da fare ma confidiamo nel sostegno di tutti

Il ministro ha poi concluso con un auspicio: “Ritengo che sicuramente ci sia ancora tanto da fare. Anche un singolo episodio delittuoso tocca le nostre coscienze e ci impegna a fare ancora di più e meglio. Ma rispondo al quesito dicendo che, al contrario, le politiche di questo Esecutivo manifestano segnali di efficacia e mi ritengo motivato a proseguire con ulteriori prossime iniziative, su cui confido che ci sia il sostegno anche degli interroganti”.